Vacanze, ecco chi ci va e chi no

Nuovi europei con vocazione da grandi viaggiatori. Sono i lituani, gli estoni e i polacchi i cittadini dell’Unione che si spostano di più dal loro paese. Il dato proviene dal rapporto dell’Oms “Young people’s health in context”, uno studio che analizza la salute dei giovani europei partendo dal loro contesto di vita. Poichè l’Oms ritiene che fare le vacanze, o meglio il non farle, ha conseguenze psicologiche negative perchè fa aumentare stress e ansia, gli studiosi hanno analizzato le abitudini delle famiglie europee riguardo alle ferie.

Così si è scoperto che in Europa i maltesi non si muovono granchè dalla loro isola e il 60 per cento di loro rinuncia del tutto alle ferie. Viaggiano poco anche le famiglie belghe, che in un terzo dei casi trascorrono a casa, o comunque nelle vicinanze, i giorni in cui non lavorano.
Uno dei dati più interessanti del rapporto riguarda comunque i paesi appena entrati nell’Unione. I più girovaghi sono infatti lituani, polacchi ed estoni, che in oltre il 45 per cento dei casi fanno almeno tre distinti periodi di vacanza ogni anno. In Italia, Francia, Danimarca, Irlanda, Austria e Inghilterra ci sono modi molto diversi di trascorrere le vacanze estive. Ogni cinque abitanti ce n’è infatti almeno uno che non si può permettere nemmeno una settimana di relax lontano dalla propria città , mentre ci sono una gran quantità  di famiglie (il 30 per cento circa) che possono concedersi lunghi periodi al mare, in montagna o in altre località  turistiche.

I meno disposti a rinunciare alle ferie sono comunque i greci: oltre il 91 per cento fa almeno una vacanza nel corso dell’anno (il 23,9 per cento due, il 44,6 per cento tre o più). Si muovono molto anche gli olandesi (l’89,2 per cento), gli sloveni (87,9 per cento), gli svedesi (85,7 per cento), gli spagnoli (85,4 per cento). Da noi invece c’è un 17,1 per cento che o non si sposta affatto, o è costretto ad accontentarsi della vacanza senza pernottamenti, la gita con partenza la mattina e ritorno la sera. Il resto degli italiani si divide invece quasi equamente tra chi si muove verso mete turistiche una volta l’anno (il 30,9 per cento), due volte (il 24,8 per cento) o addirittura di più (il 27,3 per cento).

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