Vacanzarte: il luogo dove l’arte e la vacanza possono mettersi in scena

Ideaturismo, società di marketing & consulting nel settore turistico, vi racconta ancora una volta l’arte, conducendovi nel mondo originale e fantasioso del gruppo di commercializzazione Vacanzarte

Abbiamo già  avuto occasione di parlarvi di Honey Moon, l’evento che raccoglie le mostre personali di Iob + Palloro e Bruno Lucchi, che verrà inaugurata tra gli ambienti rinnovati del Luna Wellness Hotel, a Folgarida in Val di Sole. Il nostro interlocutore d’eccezione: Andrea Viliani, direttore della Fondazione Galleria Civica di Trento.

Direttore, perché investire tempo e risorse in Vacanzarte?
Honey Moon, ovvero Luna di miele, è il nuovo episodio di un progetto, Vacanzarte, il cui titolo riassume tutte le potenzialità di un incontro, di un abbinamento, di un confronto, che il Trentino non può che celebrare e che, come direttore della Fondazione Galleria Civica di Trento, non posso che sostenere: l’arte contemporanea, da un lato, la vacanza, dall’altro. In Trentino, territorio che evoca, fin dal suo nome, sia il fascino dell’arte (con le tante istituzioni artistiche attive sul suo territorio in questo settore di offerta culturale), sia il piacere, e la necessità della vacanza (con i tanti esercizi deputati all’ospitalità, alla ristorazione, al benessere). Arte e vacanza hanno in Trentino uno dei loro hub, ovvero snodi, nazionali ed internazionali. E questo appuntamento a due è una risorsa che va colta, sostenuta, promossa, quindi, per il suo duplice significato positivo, per la sua doppia promessa. Realizzato dalla Galleria Arte Boccanera di Trento, in collaborazione con Ideaturismo Marketing & Consulting di Trento, Vacanzarte è un progetto che coglie tutte, e al meglio, le opportunità di questo incontro, di questo abbinamento, di questo confronto, fra arte e tempo libero.


Un motivo per andare al Luna Wellness Hotel e scoprire Honey Moon
Nelle opere che danno corpo a questa Honey Moon, di Iob e Pallaoro e Bruno Lucchi, il prendersi cura di sé stessi e degli altri intorno a noi diventa osservazione di ciò che ci circonda, anche nei minimi dettagli, quei dettagli (un viso, un corpo, un modo di camminare, sorridere, ascoltare, un atteggiamento, una postura, un richiamo) che si colgono e si sanno comunicare solo dandosi del tempo, un tempo libero (liberato), che è quello della vacanza, ma anche di quella vacanza quotidiana che è l’esercizio della propria sensibilità: dar tempo al tempo, essere se stessi, immergersi fra gli altri. Un invito al viaggio (della mente ancor prima che del corpo), che è anche, e soprattutto, un invito allo sguardo, all’attenzione verso la città e l’ambiente intorno a noi, verso gli altri (anche voi che siete in questa sala, ora), e, quindi, un invito all’osservatore di queste opere a sentirsi coinvolto, implicato, protagonista. Mentre guardate queste opere, siete anche voi più attenti, più liberi, vicini al soggetto che queste opere rappresentano, che non sono altro che voi stessi, forse da qualche altra parte, in qualche altro momento.

L’arte contemporanea non è spesso di facile comprensione ai più. Può provare a spiegarci, in parte, i lavori di Iob+Pallaoro e Lucchi?
Iob + Pallaoro presentano, in occasione di questa loro prima mostra personale, i ritratti della serie Skin, ovvero pelle, che, insieme al ritratto del territorio locale, è il tema principale della loro ricerca a quattro mani. Accanto a questi ritratti di gente comune, passanti, catturata ai quattro angoli della terra, ma anche dietro l’angolo, le sculture di Bruno Lucchi, in un accostamento che è puro dialogo, scambio di sguardo e parola. Permettetemi di approfondire un’opera, fra quelle che vedrete stasera, occasione per parlare di tutte.


Skin significa, in inglese, pelle: è un progetto nato dal desiderio degli artisti di mettere in relazione l’aspetto esteriore, il colpo d’occhio, la prima impressione e forse anche il pregiudizio, e l’aspetto interiore di chi, casualmente, incrocia il nostro sguardo, cattura la nostra attenzione… quotidianamente. Definito dagli artisti un “album dei ricordi”, queste immagini ritraggono artisti di strada, persone eccentriche, ma anche e soprattutto persone del tutto normali che, non di meno, catturano la nostra attenzione per un dettaglio, un particolare, una sfumatura, che li rendono unici, anche se la loro identità continua a rimanerci del tutto estranea. Il fascino che ci ispirano non è fatto di informazioni, ma da un arabesco di interrogativi, supposizioni, ipotesi, riflessioni, spunti.
È un ritratto collettivo, curioso, fantastico, di un’epoca digitale e globale, in cui tutto è a portata di mano, eppure la cui essenza, contatto, approfondimento misteriosamente ci sfugge. In cui tutto è mobile, eppure ci tocca, ci sorprende, ci attrae. E quindi infine ci sospende, sull’orlo di una catena di domande: “Chi sei? Da dove vieni? Dove vai? Cosa pensi? Cosa provi?…”

Se la città moderna ha posto questi interrogativi già al flaneur Charles Baudelaire, nella Parigi di fine Ottocento, e se i primi pittori di questi paesaggi mobili, sospesi, effimeri, eppure densi di promesse, sono stati gli impressionisti, immersi nel flusso della vita moderna, volti in mezzo alla folla, oggi l’artista contemporaneo, consapevole ormai della consistenza aerea della vita contemporanea (come aerea è l’impalpabile pennellata impressionista), può voler desiderare di fermarsi, di rallentare, di concedersi tempo. Forse dopo un secolo in (futurista) velocità, oggi appare più opportuno, soddisfacente, lo slow movement e lo stop motion…


Nell’epoca di internet e dei viaggi low-cost, dei social network e delle immagini scattate con il telefonino, dell’archiviazione digitale di milioni di immagini e della dispersione di una memoria e identità collettive in milioni di hard disk singoli, Skin ci fa toccare con mano la consistenza di una conoscenza solo superficiale delle nostre emozioni più intime, ci porta a toccare quasi con mano la nostra contraddizione di vivere un tempo sospeso fra densità e volatilità, fra moltitudine e solitudine, fra qui e altrove, fra ora e poi, fra noi e gli altri.
Per rappresentare questo nostro vivere ed essere contemporanei, gli artisti utilizzano in effetti, come supporto della tela, una “stoffa damascata, che con i suoi rilievi imprime sulla figura una specie di tatuaggio“. L’utilizzo di un elemento così materico ha la funzione di rallentare il ritmo dell’immagine, trattiene lo sguardo, gli impedisce di sfuggire verso altri soggetti, verso altre sollecitazioni, di soffermarsi a guardare, a prestare attenzione, oltre la superficie, il primo impatto. Anche lo sfondo, invece che baluginante di spezzature e di inviti (come nelle invitanti ombre violacee degli impressionisti, già presaghe delle luminescenze futuriste), si fa piatto e uniforme, monocromo, fino a diventare trasparente, grazie a una successiva stesura di uno strato di vetroresina. Quasi un salvaschermo (di pc o ipad), un luogo non della fuga, ma al contrario della pausa, mentale e operativa, su cui scorrono, con un movimento del dito (come su un ipad, o con un battito di tasto, come su un pc), appunti di memoria, pronti per essere riguardati e riconsiderati, analizzati e scomposti, abbinati e trasformati, comparati e post-prodotti, introdotti in una “dimensione spazio-temporale del tutto personale”, che è quella dell’artista al lavoro di archiviazione digitale e ricreazione, ma anche dell’osservatore intento ad osservare questi personaggi, e a diventarlo a sua volta.

Ma perché un’artista dovrebbe accettare di esporre le proprie opere in un hotel?
L’hotel è il luogo adatto per valorizzare queste opere di confine fra sé e altro, fra movimento e riposo/riflessione, questo è il luogo in cui vi trovate, un luogo di incontro, di dialogo, di passaggio. Il luogo dove l’arte e la vacanza (intesa come tempo libero e liberato), ovvero dove il rapporto fra me e gli altri, superficialità e approfondimento, curiosità individuale e conoscenza reciproca… possono mettersi in scena.

MOSTRA IDEATA E REALIZZATA DA


Associazione VacanzArte
info@vacanzarte.it www.vacanzarte.it

IN COLLABORAZIONE CON:


Galleria Arte Boccanera Contemporanea, Trento
Tel. 0461 984206
arteboccanera@gmail.com www.arteboccanera.com


Ideaturismo Marketing & Consulting
Tel. 0461 880446
info@ideaturismo.it www.ideaturismo.it

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