Uso dei computer e e-commerce.

Se il computer non è più in discussione, ed è presente nella quasi totalità  delle aziende con almeno dieci addetti (la percentuale media è del 95,8 per cento, con punte massime del 97,1 per cento nel Nord-Est), gli altri strumenti dell’ITC (informazione e comunicazione) non hanno ancora una diffusione massiccia. In particolare, stentano a decollare le reti aziendali Intranet ed Extranet, in parte i siti web aziendali e, soprattutto, il commercio elettronico, che appare ancora un fenomeno poco diffuso. E’ quanto risulta dalla rilevazione compiuta dall’Istat sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese con almeno dieci addetti nel 2003 e nel 2004.

Una rilevazione che, al di là  dei numeri, testimonia della ancora scarsa dimestichezza delle aziende italiane con l’informatica ma soprattutto con le potenzialità  di Internet. “E’ la quinta indagine di questo tipo dell’Istat – spiega il responsabile della ricerca, Leopoldo Nascia – Certo, abbiamo rilevato una maggiore intensità  nell’uso del Pc nelle imprese, è aumentata l’adozione della banda larga, di poco è cresciuto anche il valore degli acquisti del commercio elettronico. Ma, ancora, il 68,5 per cento delle imprese ritiene di non produrre beni o servizi vendibili via Internet: c’è una sottovalutazione dell’Itc. E c’è ancora molta diffidenza: è veramente alta (il 66,1 per cento) tra le aziende che vendono on line la percentuale di quelle che lamentano problemi di sicurezza nei pagamenti. C’è insomma ancora una sfiducia diffusa nell’uso di Internet”.

Diffusione del personal computer. Quasi la totalità  delle aziende con almeno dieci addetti (95,8 per cento) dispone di almeno un Pc; la percentuale sale nelle regioni del Nord-Est (97,1 per cento) e nel settore dell’industria (96,4 per cento). La diffusione del Pc è correlata direttamente alle dimensioni dell’azienda: infatti raggiunge rispettivamente il 99,6 e il 99,1 per cento nelle imprese con un numero di dipendenti compreso tra i 100 e i 249 e con oltre 250 dipendenti.

Molto Internet, poca Intranet. Il collegamento a Internet è molto diffuso, riguarda l’89, 8 per cento delle imprese informatizzate. Ma la diffusione delle reti aziendali Intranet ed Extranet è ancora piuttosto bassa: copre rispettivamente il 31,2 e il 14,7 per cento. Le imprese informatizzate che utilizzano Internet risultano più frequenti nel settore industriale (90,4 per cento), sono in prevalenza di grandi dimensioni (99,2 per cento delle imprese con 250 addetti e oltre) e più numerose nel Nord-ovest (91,9 per cento) e nel Nord-est (91,3 per cento).

Presenza del sito Web aziendale. Meno della metà  delle imprese informatizzate (dotate di almeno un Pc) utilizzano un sito Web attivo: la percentuale è infatti del 45,4, che cresce però nel Nord-Ovest (49,3 per cento) e nel Nord-Est (47,8 per cento ). Sono molto diversi i valori delle imprese di grandi dimensioni, con 250 addetti e oltre (79,6 per cento) e per taluni comparti produttivi, sia dell’industria che dei servizi (77,3 per cento negli alberghi, campeggi e altri alloggi; 74,0 per cento nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche; 71,2 per cento nella produzione e distribuzione cinematografica, video ecc.). Le imprese ricorrono al Web per facilitare l’accesso a cataloghi, prodotti e listini prezzi (47,7 per cento delle aziende) e per definire operazioni di marketing sui prodotti (44,3 per cento). Il 52,0 per cento delle imprese con sito Web garantisce anche informazioni in lingua estera e il 14,0 per cento dispone di siti progettati ad hoc per favorire l’accesso a persone disabili.

Langue il commercio elettronico. L’e-commerce non è ancora decollato in Italia: l’ulteriore conferma dell’Istat si basa sul fatto che nel 2003 appena il 16,2 per cento delle imprese con almeno dieci addetti vi ha fatto ricorso. Ancora una volta, le percentuali del Nord Italia sono però più alte (18,6 per cento). A livello settoriale sono le imprese dei servizi a registrare la maggiore diffusione di acquisti on-line, con un’elevata concentrazione nel comparto dell’informatica e attività  connesse (49,9 per cento) e delle poste e telecomunicazioni (33,2 per cento). Il valore degli acquisti on-line è piuttosto contenuto, pari soltanto al 2,7 per cento del totale degli acquisti fatti dalle imprese (di cui il 27,5 via Internet).
Perchè si fa ricorso o non si fa ricorso all’e-commerce. I benefici connessi all’utilizzo del commercio elettronico per acquisti via Internet derivano per lo più dalla maggiore velocità  dei processi: lo attesta il 75,6 per cento delle imprese con oltre 10 addetti che fa acquisti via Internet. Il 62,7 per cento ha indicato invece la possibilità  di contare su un numero più elevato di fornitori e il 51,5 per cento quella di ottenere una riduzione dei prezzi. Gli ostacoli incontrati dalle imprese nell’effettuare acquisti online sono legati principalmente a problemi di sicurezza nei pagamenti (64,1 per cento) e all’incertezza del quadro legale che regola il commercio elettronico (60,8 per cento). Dal lato dell’offerta, le imprese che vendono on-line lo fanno soprattutto per ragioni legate alla concorrenza e all’immagine (il 62,3 per cento valuta come molto importante la necessità  di stare al passo con i concorrenti). Ma il 66,1 per cento lamenta problemi nei pagamenti, il 68,5 per cento ritiene che i beni e servizi che produce non siano vendibili via Internet, e infine il 62,7 per cento rileva una scarsa disponibilità  dei clienti verso gli ordini on-line.

FONTE: La Repubblica, 9 giugno 2005
 

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