Uno sguardo all’Internet del 2015.

Dieci anni fa la rete Internet era appena esplosa, il browser Netscape stava per andare in borsa e Bill Gates ancora si chiedeva se fosse una cosa da accademici o un business (la risposta, anch’egli lo intuì assai presto, era la seconda).

 

Nelle tecnologie digitali fare previsioni sensate è sempre stato difficilissimo e chi fosse in grado di azzeccarle senza dubbio diventerebbe miliardario. Nessuna meraviglia dunque che molte delle cose scritte e dette in proposito nei primi anni ’90 risultino oggi clamorose sottovalutazioni (nella più parete dei casi) o iperottimistiche.

Ma tra dieci anni, nel 2014, che Rete sarà ? La domanda è stata posta pubblicamente da un’associazione non profit americana, il Pew Internet American Life Project che da anni valuta e studia la crescente penetrazione delle tecnologie digitali nella vita di tutti i giorni, degli americani e non solo.

I risultati completi della ricerca evidenziano delle tendenze che non possono essere intese come previsioni scientifiche (ammesso che esse possano essere tali), ma solo come un ampio sondaggio tra esperti, i quali (nell’affrontare il futuro) inevitabilmente proiettano le tendenze già  oggi evidenti e (di solito) non sono mai in grado di immaginare i “salti”.

Alcuni dei punti di interesse evidenziano i rischi di un possibile collasso o crisi tecnica dell’ infrastruttura dell’Interna (il 66 % degli intervistati sostiene questa tesi).

Si prevede dunque almeno un attacco devastante alla rete nei prossimi dieci anni (e qui entrano in gioco senza dubbio le generali percezioni di insicurezza globale relative al terrorismo).

L’altra preoccupazione, se si vuole di segno opposto, riguarda il crescente livello di controllo sulla vita delle persone che governi e aziende eserciteranno grazie alle tecnologie “embedded” e cioè ai processori immersi negli oggetti più disparati e capaci di comunicare informazioni, anche riservate sul loro impiego. La pensa così il 59 per cento di coloro che hanno risposto.

Un terzo aspetto, tra i molti trattati dalla ricerca, è questo: quali settori saranno più nettamente influenzati e modificati dalle tecnologie di rete? Veniva chiesto di dare un voto da 1 a 10 al livello di cambiamento previsto nei diversi settori e quello che ha ricevuto il punteggio più alto (8,46) è il mondo dei media (“News organization and publishing”), seguito dal mondo della formazione e dell’educazione (7,98) e del lavoro (7,84). Il meno influenzato quello della religione, con un fattore di cambiamento previsto del 4,69.

Possono sembrare previsioni fin troppo ovvie, ma l’importanza di questi sondaggi non sta nel fatto che indovinino davvero quello che sarà  tra 10 anni, ma piuttosto nella segnalazione dell’opinione prevalente di oggi: chi oggi la pensa così (un editore, un ministro dell’istruzione, un’azienda) orienterà  i suoi comportamenti attuali secondo queste opinioni e dunque influenzerà  di conseguenza il futuro.

FONTE: Il CORRIERE, 12 Gennaio 2005, articolo di Franco Carlini

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