Ultimi 15 anni in negativo per le cure termali.

Con un calo degli utenti del 38% dal ’90 ad oggi, le terme registrano un trend negativo negli ultimi 15 anni, opposto alla voglia di benessere e di fitness degli italiani.

Lo si evince dai dati del secondo rapporto sul sistema termale in Italia, presentati oggi da Federterme, che indicano una scelta netta a favore dei centri di benessere privati piuttosto che verso le cure termali prescitte dai medici di base e finanziate dal Servizio sanitario nazionale.

La crisi del settore si è verificata, una prima volta – si legge nel rapporto delle federazione delle industrie termali – all’inizio degli anni novanta, a causa della contrazione della spesa nella sanità  e le conseguenti forti restrizioni ai contributi. Nei primi anni duemila, invece, il crollo ha avuto motivazioni più di carattere strutturale dipendente anche dai nuovi orientamenti del mercato, anche se la parte sanitaria continua a rappresentare, in termini di presenze e di fatturato, la componente principale del settore

Federterme, per contro, segnala un vero e proprio boom del business della bellezza, con le strutture alberghiere di lusso sempre più orintate al benessere, considerando l’offerta relax imprescindibile per essere competitivi sul mercato.

Ma la crescita dell’offerta non sempre si è accompagnata a una normativa che permetta al cliente una corretta identificazione della tipologia di trattamenti proposti.

In alcuni istituti “non esiste alcun vincolo di carattere sanitario”, mentre le cure termali sono state soggette a normative che fino a poco tempo fa hanno impedito anche l’effettuazione di reali azioni di marketing e di promozione.

Senza dimenticare, prosegue l’analisi condotta da Federterme, che “molti centri fitness hanno illegalmente usato l’aggettivazione termale per qualificare le loro attività “, mentre le terme non hanno potuto trarre vantaggi competitivi.

Paradossalmente fino a una decina di anni fa, le terme hanno rifiutato la stessa concezione di benessere e l’attivazione di uno specifico comparto per paura di “contaminare” la componente sanitaria.

Per superare la divaricazione esistente, Federterme propone di caratterizzare l’offerta con quei trattamenti benessere, che possono essere praticati solo nei centri termali, distinguendoli dagli altri che possono essere effettuati ovunque.

Nel 2004, considerando i dati ancora provvisori, l’andamento tendenzialmente negativo rilevato nel triennio precedente (2001-2003) per le terme sembra essersi fermato. Con una sostanziale tenuta degli arrivi per prestazioni tradizionali rispetto all’anno precedente e risultati poco più che stazionaria (+0,4%), mentre il comparto del benessere termale ha continuato il suo trend molto positivo (+8,9%); l’aumento complessivo (terme + benessere) è stato di circa l’1,3%. Un problema decisivo rilevato nel rapporto di Federterme è, infine, quello del deficit di informazione e di comunicazione.

Fonte: TTG, 12 Dicembre 2004

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