Turismo svenduto

Ve lo avevo detto io: polemica datata almeno al 2000. L’abbrivio a questo mercato (allora era di 9.000 lire a pernottamento, con colazione rinforzata) origina dai Werbefahrt. Danno impulso a questo mercato un gruppo di fratelli e parenti, che ramifica l’attività alberghiera, ma anche di tour operator, da Canazei al Lago di Garda. molti altri soggetti. Chi allievo dei fratelli, chi drizzando le orecchie dalla cucina di uno di questi centri di smistamento, dove si organizzava anche la cagnotta sul trasporto dei turisti da Piazzale Roma a Piazza S. Marco. Poi calano numericamente i Werbefahrt e nascono i “Drei Tage Südtirol”, dove per Südtirol si vendono Tenna-Molveno-Levico, Tuenno, Segonzano, Carano, Cavalese, Pampeago.

E da qui le grandi campagne titolate “Herrliches Dolomiten” e rivolte a quelli che erano dietro il muro, la DDR. Poi, a ruota, il mercato della terza età (quei dai bacheti de còlvo, traduco: quelli dai bastoni di nocciolo, in quanto fatti prelevando un ramo di nocciolo e rifiniti a temperino, al posto di quelli venduti in ferramenta per 5 euro). È da molti anni che sulle Dolomiti si fanno i saldi del turismo, sulle Dolomiti e attorno alle Dolomiti: non resta fuori nessuno! Il problema ha radici profonde e con non poche evidenti responsabilità. Una tra tutte la programmazione provinciale. Chi ha stabilito quale fosse il fabbisogno alberghiero in Trentino, sulla base di un’armonica offerta, in relazione alla domanda? Quanti e come si sono omologati albergatori, dotandoli pure di contributo provinciale? Quali banche, uffici contributi, uffici comunali, ecc si sono preoccupati di spiegare ai richiedenti licenza che gli alberghi sono aziende e non monumenti al proprio ego? Quali comuni hanno operato ricerche di mercato, per individuare le necessità e uno sviluppo armonico del settore? Quale ufficio provinciale (le banche operano con un cartello e chi sconfina passa seri guai) si è mai preoccupato di formulare un prezzo guida, ragionieristicamente calcolato, categoria per categoria?

Un’isteria burocratica che appesantisce i costi e frena la qualità. Burocrazia, quanta ne ha la Fiat o la Geox, anche se si tratta di commerciare 60 letti. Pianificazione zero e crescita emozionale, istintiva, arruffona. Poteva andare diversamente? Ci si stupisce di quanto accade? Molti sono i disperati, che, prima di affondare, le inventano tutte, impanano la mortadella e la servono come leccornia tipica, fanno gli strudel con “teli” di pasta sfoglia e qualche mela di Ferrara. La “truppa” di queste svendite, ovviamente, rincorre solo il prezzo di acquisto delle merci, avendo già stabilito da altri quello di vendita, e cerca cosi di guadagnare “spacciando” il peggio o il dubbio. E le banche, che hanno profuso miliardi, senza valutazioni di tipo economico e senza studi particolari, ma accontentandosi di firme e di ipoteche, non hanno colpe? Quelli dai 20 euro non sono forse attanagliati dalla necessità di imbarcare qualcosa, quello che sia, per far vedere al direttore che la macchina funziona ancora? Certo, anche quest’anno leggeremo che gli arrivi sono un po’ in flessione, ma tengono le presenzeLe presenze da 20 euro vengono contate, censite, utilizzate ai fini dello sviluppo, come quelle da 80, 100, 150 euro, ed è drammatico che, invece di ragionare in questa direzione, gli albergatori (una parte) abbiano solo in mente di creare le tre stelle S (dove S sta Superior) o il quattro stelle S (come la Porsche) e il pubblico impazzirà a questa innovazione e si chiederà: superior rispetto a che? A nessuno viene in mente di copiare formule nuove, lo fanno da tempo le compagnie aeree. Alberghi low coast, come i Formula One in Francia. Abbordabili ai giovani e alle famiglie in tempi di crisi, niente personale, schiacci la tua carta di identità su uno schermo, fai il check in, ritiri con carta di credito le lenzuola da un distributore, paghi e ritiri la chiave, vai in camera (molto carina, pulitissima), uno schermo interattivo ti informa su tutto e di più; alla mattina sul corridoio trovi automatici, che erogano di tutto e anche buono: fai la tua colazione, butti la tua chiave di plastica in un cestino e te ne vai dove vuoi. Costo? 25 euro e 4 per la colazione. Ma mirando alto, c’è spazio per specializzare gli alberghi in: storici, romantici, classici, gourmet, originali… Dove le caratteristiche guidano, e non le stelle attribuite con il metro. A stelle attribuite con il metro, sarebbe una divertente risposta fare stipiti con il metro: fino a 160 cm di altezza paghi 30 euro, a 170 cm paghi 50 e a 180 cm paghi 80. L’Alto Adige, che da anni ha abbandonato la competizione in presenze puntando alla redditività, ha fatto scelte molto più sofisticate e colte.

Claudio Delvai

Albergatore, già presidente albergatori

Val di Fiemme, consigliere Apt Val di Fiemme

 

Fonte: L’Adige, 24 luglio 2008

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