Turismo: come gli stranieri vedono il Colosseo.

E’ il Colosseo il monumento che, tra gli altri, piu’ colpisce il turista che viene a Roma, ma sono in tanti a pensare che sia nato rotto, e a non capacitarsi di come la parete interrotta in realta’ fosse la continuazione dell’ anello.

Sono le guide turistiche di Roma a raccontare di cosa sono capaci gli stranieri, e di quanto devono faticare per far capire loro a cosa si trovano di fronte: ”puntualmente ci chiedono come facevano a fare i combattimenti all’interno del Colosseo visto che attualmente al centro c’e’ la zona dei magazzini, rimasta scoperta. E’ davvero dura cercare di far comprendere che c’era una piattaforma e sotto i magazzini”.

Sempre sul Colosseo e’ ”abituale – spiegano le guide – vedere i turisti spalancare gli occhi quando gli dici che Nerone e il Colosseo non erano contemporanei e che, quindi, Nerone non poteva ammazzare i cristiani al Colosseo. E’ una notizia sconvolgente per tutti, compresi spagnoli ed italiani. Rimangono perplessi quando spieghiamo che ai tempi di Nerone al posto del Colosseo c’era un lago”.

Come sono convinti che sia un errore il numero scritto sulle porte d’entrata del Colosseo – tra quelle ben visibili c’e’ la 54 – perche’ il quattro e’ vergato con quattro aste e non scritto con un’asta e la V (IV). ”Ma come lo hanno fatto i romani il Colosseo, sara’ fatto bene, dico io. – replica la guida – Siamo costretti a fare tutto il ragionamento che i romani facevano i numeri con le dita della mano e che probabilmente le abbreviazioni nacquero all’epoca dei manoscritti. Anche su Ponte Sisto, per indicare Sisto IV, il quattro e’ fatto con le quattro aste ed anche li’ la reazione e’ la stessa”.

STRANIERI A ROMA: MA DOVE E’ SEPOLTO CRISTO?

”Scusi, ma dove e’ sepolto Cristo? Dove ha vissuto?”. Sarebbe una domanda legittima se non fosse che il turista che la pone sta visitando Roma. ”Quando replichiamo – spiegano le guide – che Cristo nella capitale non c’e’ mai venuto, ci guardano con la faccia stupita e sono perplessi che la risposta sia veramente giusta”. A raccontare, forti della loro esperienza trentennale, gli strafalcioni dei turisti che visitano Roma con i gruppi organizzati, sono proprio le guide turistiche autorizzate. A pensare che Cristo sia seppellito nella citta’ eterna non e’ solo qualche turista inglese, americano, australiano, ma anche europeo. ”Un caso limite – ha spiegato una delle guide – mi e’ capitato con un americano che mi disse: ‘Durante le sue spiegazioni lei parla sempre di Avanti Cristo, Dopo Cristo. Ma chi e’ questo Cristo?”.

Ad un altra guida e’ successo, invece, di sentirsi chiedere, mentre spiegava la Basilica di San Pietro ed indicava la finestra da cui si affaccia il Papa: ”Ma chi e’ il Papa?”. Anche se sul Papa a dire sciocchezze si aggiungono anche i giovani americani che si improvvisano guide, appostandosi davanti al Colosseo o alla Basilica di San Pietro, e raccontano ai turisti che ”non si sa mai da quale finestra si affaccia il Papa perche’, per motivi di sicurezza, ogni volta la cambia”.

Il turista di massa, quello mordi e fuggi che rimane nella capitale al massimo per 48 ore, tratteggiato dalle guide dimostra una preparazione quantomeno sommaria sulla storia di Roma: piena di luoghi comuni e false credenze, spesso recepiti distrattamente da film storici o per sentito dire. Piu’ interessati a farsi foto, da mostrare ad amici e parenti, ad essere intrattenuti, a mettersi la corona da antico romano, piuttosto che a conoscere davvero Roma e le sue origini. Anche se, puntualizzano le guide, non bisogna generalizzare perche’ le eccezioni ci sono.
”Un giorno un turco mi chiese – ricorda una guida – che cosa fosse un altare perche’ nelle loro Moschee non ci sono. Ma quelli che difficilmente riescono a comprendere la nostra cultura sono gli argentini, uno dei quali riferendosi alla molte rovine e resti archeologici che aveva visitato nel corso della giornata, mi disse: ‘Tutta questa roba vecchia, rotta, sporca perche’ la tenete in citta’? Ma perche’ non togliete tutto e fate un bel parco verde?”.

Ad essere esasperati dalle domande imbarazzanti e soprattutto ripetitive non solo le guide, ma anche i custodi del Pantheon a tal punto di aver attaccato sul vetro del loro gabbiotto un cartello su cui, tra l’altro, c’e’ scritto: ”Il foro in alto e’ aperto e il pavimento quando piove si bagna”. Un messaggio che a leggerlo sembra bizzarro, ma sono le guide a fornire la spiegazione. ”I turisti regolarmente non credono che il Pantheon sia aperto e quando glielo diciamo, la prima domanda che fanno e’ ‘Ma quando piove?’ E noi ogni volta rispondiamo ‘Si bagna, semplice’. Ma loro rimangono sbigottiti”.
Una turista giapponese, mentre la guida le mostrava l’Arco di Costantino, la interruppe chiedendole: ”Made in Italy?”. Era convinta che fosse stato copiato dall’Arco di Trionfo di Parigi, non considerando che Napoleone era vissuto un po’ di tempo dopo. Pur essendo famoso in tutto il mondo anche sul Vaticano, non mancano distorsioni storiche o banalizzazioni. ”Pochissima gente sa che quella attuale e’ la seconda Basilica di San Pietro e che prima sulla tomba di Pietro c’era quella fatta nel IV secolo da Costantino, dove adesso ci sono le grotte Vaticane. Pensano che sia nata improvvisamente, come se non avesse una storia”.

Moltissimi turisti, compresi tanti italiani, sono certissimi che le catacombe fossero luoghi dove i cristiani si nascondevano per non essere uccisi durante le persecuzioni. ”Cala un silenzio di tomba tra i turisti – raccontano, quasi divertite, le guide – quando si spiega che erano dei cimiteri e basta”. Quando i turisti arrivano nella Cappella Sistina rimangono di frequente delusi. ”Immaginano qualcosa sul tipo barocco – spiegano le guide – ne hanno sentito molto parlare e pensano che si presenti ricca di materiali, pomposa e quando scoprono che e’ un rettangolo con le pareti dipinte, molti rimangono perplessi, chiedendosi come mai sia cosi’ famosa”. Non e’ raro che gli americani chiedano alle guide: ”Ma le altre 15 cappelle?” pensando che Cappella Sistina tradotta in inglese sia la Sedicesima Cappella (Sixteen invece di Sistine Chapel).
 
FONTE: ANSA, 8 Novembre 2004

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