Troppa poca luce, abitanti depressi

Sono passati quasi 2300 anni, ma le intuizioni di Archimede sull’utilizzo degli specchi per riflettere la luce del sole sono ancora attualissime.

 

Anche se oggi non si tratta più di difendere Siracusa dall’assedio delle navi romane, ma gli abitanti dei piccoli villaggi di montagna dalla depressione che arriva insieme all’inverno, quando le ore trascorse al buio e all’ombra non finiscono mai. Un problema che a partire da quest’anno il piccolo centro austriaco di Rattenberg spera di aver risolto definitivamente grazie a un sistema di specchi giganti.

 

A novembre, quando gli oltre 900 metri del monte Stadtberg gettano permanentemente la loro ombra sul villaggio, a illuminare i 467 abitanti ci penserà  una batteria di 60 eliostati, apparecchi in grado di seguire gli spostamenti del sole e rifletterne la luce sugli specchi piazzati lungo il fianco della montagna.

Questi a loro volta la gireranno verso il centro abitato. L’installazione, realizzata con una spesa di due milioni di euro, è stata affidata al “Bartenbach Lichtlabor”, un centro di ricerca austriaco specializzato in soluzioni luminose.
 
Una spesa ingente sostenuta con fondi sia nazionali che dell’Unione europea, che il sindaco di Rattenberg Franz Wurzenrainer è ben contento di aver ottenuto. “Dobbiamo evitare che il paese si svuoti del tutto”, ha spiegato il primo cittadino ricordando che negli ultimi cinque anni il 10 per cento della popolazione ha preferito emigrare altrove. “Questo progetto leggermente folle – ha ricordato ancora il sindaco – fu lanciato nel 2003 quando una ricerca svelò che un abitante su cinque soffriva di depressione per colpa del buio invernale”.
 
Una sindrome ben nota ai medici di montagna. “I sintomi – spiega Franz Schwanitz, psicologo presso l’Università  di Innsbruck – sono di grande tristezza, di insonnia e di un forte sentimento di inadeguatezza”. Un malessere con cui dovranno invece continuare a convivere i 197 abitanti del villaggio piemontese di Viganella, sulle Alpi dell’Ossola. Anche loro avevano avuto un’idea simile, ma per il momento non sono riusciti a realizzarla. “La Provincia del Verbano Cusio Ossola – spiegava nei giorni scorsi il sindaco Gianfranco Midali a La Stampa – ha apprezzato il progetto ma dice che non risponde ai canoni del bando. Dovremo ripresentarlo coinvolgendo altri enti, come la Regione”.
 
Eppure la richiesta di finanziamento era piuttosto modesta: 75 mila euro su un costo totale di 94 mila euro per un’opera decisamente meno complicata di quella messa in piedi tra i monti tirolesi. “I vantaggi – ricordava ancora il sindaco – sono però fuori discussione: oltre a quelli psicologici per la popolazione, avremmo un luogo meno freddo dove svolgere attività  sociali. Ancora più importante sarebbe il richiamo turistico. Il caso vuole che da noi il sole scompaia l’11 di novembre, festa di San Martino, per ricomparire il 2 febbraio, giorno della Candelora, straordinaria coincidenza con la festa della luce”.
 
FONTE: La Repubblica, 24 Ottobre 2005

 

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