Trattamenti beauty nel centro e lamentele.

è una domanda antica che non ha mai una risposta decisiva, perchè le due possibilità  non sono alternative. Si deve essere belli dentro e belli fuori.
La nuova missione dell’estetista potrebbe essere proprio sintetizzata in questo concetto: portare fuori la bellezza interiore, facendo in modo che le due immagini combacino in una perfetta armonia, favorendo un’immagine complessiva di equilibrio, sintonia e coerenza.
A tutti gli operatori dell’estetica sarà  capitato di scontrarsi con clienti che, nonostante i grandi sforzi prodotti, si dichiara comunque insoddisfatta del proprio aspetto, e raramente queste persone penseranno che la loro estetista ha fatto un buon lavoro.
Bisogna tenere presente che la percezione della propria immagine fisica è fortemente legata all’autoimmagine mentale che ognuno ha di se stesso.
Ogni volta che ci guardiamo allo specchio, l’immagine che pensiamo di vedere è fortemente influenzata dall’immagine interiore che abbiamo di noi, e raramente questa è corrispondente. Tanto più quando ci guardiamo ripresi da una telecamera che, al contrario dello specchio (che ci da, appunto, un’immagine “speculare”, quindi non veritiera) ci ritorna l’effettiva immagine fisica che gli altri hanno di noi.
Persino dopo interventi di chirurgia plastica molte persone si dichiarano insoddisfatte del lavoro del chirurgo perchè non si vedono cambiate, oppure perchè non si riconoscono più. Entra ancora in gioco l’autoimmagine interna, che non riusciamo a far combaciare con l’immagine esterna.
Da dove nasce questa autoimmagine, e come si modifica? Quello che noi pensiamo di noi stessi è in sostanza quello che altri (i genitori e i maestri in particolare), hanno pensato di noi quando eravamo bambini. Se il feedback che abbiamo ricevuto è stato positivo, gratificante, rinforzante, questo avrà  costruito in noi una buona autostima ed una immagine positiva di noi, che facilmente trasferiamo all’esterno.
Se, al contrario, siamo stati mortificati, svalutati, poco considerati, questo ci avrà  creato una scarsa autostima e una pessima autoimmagine.
Modelle super magre o star del cinema sono trend opprimenti. Sono esempi poco realistici, proposti dalla gran parte dell’industria mediatica, che causano cali dell’autostima, specialmente in soggetti già  deboli o non ancora formati, come i più giovani.
Più del 50% delle donne affermano di essere a disagio con il loro corpo (studio interno Dove, 2002).
 
Una persona con un’elevata autostima difficilmente si dichiarerà  brutta. Se lo fa, dichiarerà  di accettarsi com’è, e non contesterà  il lavoro dell’estetista, a meno di evidenti errori tecnici. Una persona con scarsa autostima invece, tenderà  comunque a vedersi brutta, non apprezzerà  il lavoro dell’estetista, e non sarà  mai soddisfatta della propria immagine.
 
 
E’ forse una nuova frontiera per la formazione degli operatori dell’estetica, che sempre più dovranno usare le armi della psicologia per avere clienti più soddisfatti.
Potranno rafforzare la loro autostima e aiutarli a visualizzare una migliore immagine interiore, interpretando l’essenza autentica della persona, saltando se necessario i canoni tecnici della professione, ma avendo un cliente soddisfatto.
Non ha alcun senso essere certi di aver fatto un buon lavoro tecnico se la cliente se ne va pensando di essere brutta e che i soldi spesi sono stati buttati. Ha senso solo la soddisfazione del cliente e solo questa è la misura del risultato di qualsiasi lavoro, incluso il lavoro dell’estetista. Bisognerà  quindi armarsi di nuove armi: la capacità  di comunicazione autentica con il cliente, il riconoscimento della sua immagine interiore, il rafforzamento della sua autostima, lavorando sia sui livelli fisici che psicologici in una autentica visione olistica della persona-cliente.
Riuscire a far combaciare l’immagine esterna con l’autoimmagine interna.
 
Fonte: 14 Aprile 2005
 

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