tour operator creano il dominio .travel

Fare una ricerca per un albergo, un sito di viaggi o voli potrebbe essere più semplice tra qualche mese. L’Etoa, l’associazione europea dei tour operator, ha annunciato la pre-autenticazione del dominio .travel. “Per ora stiamo proponendo la registrazione del nuovo dominio ai nostri associati – precisa Rachel Tym, responsabile e-commerce per Etoa – dal primo settembre avvieremo la sperimentazione e gli utenti potranno trovare i primi indirizzi online a dicembre“.

Il nuovo dominio caratterizzerà  siti e portali legati al turismo e ai viaggi in genere. “Sarà  una risorsa soprattutto per operatori minori – dice Tym – che potranno essere trovati più facilmente sui motori di ricerca, senza dover sostenere costi per la pubblicizzazione o l’inserimento del sito in portali dedicati”. Etoa punta meno sulla garanzia che un dominio dedicato può assicurare agli utenti: “Il finale .travel dirà  agli utenti che il sito che stanno visitando è affiliato all’Etoa – spiega la responsabile dell’associazione – e che ha quindi una personalità  giuridica, ma non è nostro compito indagare o verificare la solvibilità  finanziaria dei nostri aderenti”.

Etoa attende ora di vedere la reazione dei tour operator. “E’ un esperimento, per questo stiamo proponendo la pre-autenticazione e vogliamo vedere quali saranno le reazioni. E’ possibile che tour operator già  affermati siano restii ad abbandonare il vecchio .com, però noi vogliano asicurarci che nessun altro acquisti quel dominio”.

La presenza di un dominio .travel darebbe visibilità  maggiore a un settore, quello turistico, che ha enorme incidenza sui mercati mondiali e che punta molto sulla commercializzazione via internet. I viaggi e il turismo incidono per il 5% sul prodotto economico globale, una cifra maggiore di quelle del settore tessile o siderurgico, pari a quella del comparto automobilistico. Sul web viaggi e turismo sono preminenti, poichè con il 28% delle transazioni eseguite online al mondo sono i settori che utilizzano maggiormente la rete.

FONTE: La Repubblica, 5 luglio 2005)

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