Social Media Marketing: la presenza vale più della pubblicità?

Navigando su Internet ci si accorge che qualcosa è cambiato. Chi non ha mai visto un video su Youtube? Quante persone, prima di prenotare la vacanza o addirittura nella scelta della destinazione e dell’hotel in cui soggiornare, chiede aiuto agli utenti che ogni giorno postano commenti, recensioni, opinioni su prodotti/aziende/servizi? Quanti di noi hanno un profilo su Facebook, postano foto su Twitter, raccontano la propria vacanza su TripAdvisor?

Si stimano circa 800.000.000 utenti iscritti a Facebook, secondo sito mondiale più visitato dopo Google, oltre 400.000.000 visitatori unici di Twitter a livello mondiale e si calcolano inoltre 23 recensioni al minuto, ogni giorno, su TripAdvisor. Un nuovo popolo, conosciuto con il termine di internauti, si è sviluppato negli ultimi anni e c’è chi sta già sfruttando al massimo le potenzialità e gli strumenti che la loro “città “, il Web appunto, sa offrire; e i risultati non mancano.
Stiamo parlando del social media marketing, una realtà di promozione – comunicazione, che fa dei modelli e delle tecnologie Web 2.0 la sua ragione d’esistenza.

Ma cosa si intende per social media marketing?
Possiamo definirlo come una nuova branca di marketing, il cui obiettivo è quello di creare visibilità sui social media, e, in particolare, su tutte le piattaforme con base il Web 2.0, e implementare così una strategia di comunicazione basata sulla comunicazione integrata. Il procedimento è semplice: l’azienda pubblica un contenuto (immagine, testo, video) con l’obiettivo di generare “rumor” e di diffonderlo il più possibile. In questo modo ci saranno sempre più utenti che visionano il messaggio, che, in modo molto semplice, raggiunge così un gran numero di utenti finali. Non si tratta del marketing tradizionale, caratterizzato da una sola via di comunicazione, ma di un sistema totalmente nuovo, che consente alle aziende e ai clienti di interagire ed esprimere un parere, ottenere feedback e commenti.
Il consumatore non è più un mero spettatore che osserva la pubblicità in tv, durante il break del suo programma preferito, o ascolta il messaggio radiofonico tra una canzone e l’altra, ma possiede una voce, può esprimersi e condizionare l’opinione dei suoi simili. In questo modo il cliente diventa un utente, genera esperienze partecipative in grado di decidere le sorti di un prodotto o contribuire a creare lo stesso.
Sorge però spontaneamente una domanda: fino a qualche anno fa sui testi di marketing si definiva la pubblicità come il miglior canale con cui vendere il proprio prodotto o servizio, o semplicemente come un valido strumento per farsi conoscere da un numero elevato di utenti. Oggi invece si sostiene che è necessario fare un passo avanti, utilizzare queste nuove piattaforme Web 2.0 e quindi implementare nuove forme di relazione e collaborazione.

Investiamo sulla pubblicità tradizionale quindi o spostiamo parte di queste risorse sul social media marketing?
Per rispondere, analizziamo il pensiero dei social media marketers, i quali ritengono che “avere una presenza su siti di social è molto più importante che la pubblicità stessa”.

Questa affermazione è un’ottima sintesi della ricerca di Microsoft Advertising e Advertiser Perceptions del Luglio 2011, i cui risultati sono riportati accanto. Da qui emerge che il 74% dei social media marketers ritiene importante la presenza su Facebook, mentre il 57% da più valore alla pubblicità.
Ricordiamoci che la pagina di Facebook non serve solamente  a presentare l’azienda, il fine invece deve essere quello di creare un rapporto di fiducia con l’utente, di ascoltarlo e di informarlo, deve quindi esserci un dialogo a due parti, dove il mittente si confonde con il destinatario.


Anche per Twitter, nonostante le percentuali siano più ravvicinate, il risultato è lo stesso: emerge infatti un vantaggio di 5 punti percentuali a favore della presenza sul social in esame.

Stiamo parlando di presenza, di esserci e di essere conosciuti dal popolo di Internet, che in questo modo potrà parlare della nostra struttura, raccontare la propria vacanza e consigliarla. E non è più l’utente a dover cercare l’azienda, come accadeva quando “essere sul web” voleva dire avere e gestire il portale della propria struttura, ma è l’azienda stessa che deve riuscire a farsi trovare.

E il successo dell’azione di marketing dipende proprio da questo: più interazione vuol dire più attaccamento al brand e quindi più pubblicità con i colleghi internauti. Il cliente diventa quindi un venditore, assume il ruolo di “strumento di marketing”e ci consente di avere un ritorno davvero elevato. Basti pensare che da una recente ricerca effettuata su 230 brand manager, dirigenti e marketer operanti nel settore emerge che, entro un anno, il 98% pianificherà una campagna pubblicitaria su Facebook e l’ 87% su Twitter. Che sia davvero questa la nuova forma di pubblicità?
Come ogni attività aziendale, anche il social marketing costa: risulta utile assegnargli una voce del budget destinata alla comunicazione – promozione tradizionale, in modo da poter controllare i ritorni in relazione agli investimenti effettuati.

Osserviamo ora come vengono spesi i soldi sui social media.

Il 48%, poco meno della metà quindi, sostiene di investire parte del proprio budget in attività il cui obiettivo è attirare nuovi clienti sui principali canali social, sia esso Facebook o Twitter (il 28%) o altri portali (il 20%). Una percentuale consistente è rivolta a sostenere il numero di fan della pagina: la loro crescente interazione, la condivisione di foto, video e commenti sono un valido strumento per misurare il successo di una pagina. Il restante 32% viene infine utilizzato per sostenere l’engagement di Facebook/Twitter (19%) e per azioni secondarie legate alla presenza sui social media.

I marketers hanno quindi l’obiettivo di creare e gestire una community dinamica con una presenza attiva su piattaforme social, in particolare Facebook e Twitter, che, come abbiamo visto prima, vengono prima della pubblicità.

Questo tipo di comunicazione consente una promotion più mirata, si riesce perciò a raggiungere il target e il pubblico più idoneo… ma da sola non basta. Per attrarre e mantenere alto il numero di fan e di supporter è necessario investire e spendere parte del budget nel marketing classico, l’advertising è necessario per una buona riuscita nel social marketing. Il futuro della pubblicità dipende in larga misura dagli utenti e dai loro movimenti sui social: le aziende che riusciranno ad ascoltare i bisogni e a captare i comportamenti dei consumatori saranno quelle che avranno successo. Riusciranno infatti a offrire valore e a fidelizzare i propri clienti.

Investire sul social marketing vuol dire riuscire a mantenere una comunità attiva e una presenza costante sui vari social, vuol dire impegno e costanza da parte delle aziende che, molto spesso, non riescono a rispondere in modo ottimale a queste nuove esigenze del mercato, perché già impegnate nel loro lavoro quotidiano.

IdeaTurismo, come società di consulenza, sta già lavorando con i nuovi strumenti di marketing, ha proposto e tuttora suggerisce a molte realtà ricettive come implementare al meglio una strategia di social marketing. Un’impresa che vi affianca, vi consiglia e partecipa al vostro successo.

Fonte: “Social Media: la presenza è più importante della pubblicità ” -TagliaBlog-

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