Quanto sono social le nostre aziende italiane?

Dall’ultimo studio effettuato dallo IULM di Milano, dedicato all’utilizzo dei social media nelle aziende italiane, emerge la lentezza dell’Italia nell’approccio ai nuovi canali di comunicazione sociali. L’obiettivo dello studio è quello di rilevare il grado di SocialMediAbility delle nostre aziende, indice che traduce in sé tre fattori identificativi della capacità di utilizzare i canali sociali in modo strategico, ovvero “orientamento 2.0, gestione ed efficacia delle azioni adottate“.

Tra le 720 aziende prese in esame attraverso tecniche di analisi desk e questionari online da maggio e novembre 2010, è soprattutto interessante puntare lo sguardo sulla realtà dell’Hospitality, deludente non solo sotto l’aspetto social, ma anche sotto quello on-line in generale.

Riassumiamo alcuni degli aspetti salienti dello studio relativi all’Ospitalità :

1. Oltre metà degli hotel intervistati non ha un sito ufficiale: a confronto con le altre categorie aziendali (pubbliche amministrazioni, moda, bancario, alimentare, elettronica), l’Hospitaly rivela forti carenze dal punto di vista della stessa presenza on-line.

2. Sui siti non ci sono link ai canali sociali: Sorprende anche il fatto che tra coloro che hanno un sito ufficiale e sono attivi sui social media, solo il 17% ha dichiarato di aver inserito un link diretto ai profili social media dell’azienda sul proprio sito. Per altro tra tutte le categorie, come si evince dalla tabella i siti di Hospitality, risultano i più carenti di link ai profili sociali.

3. Pochi gli hotel con profili sociali: solo il 22% ha dichiarato di fare uso attivo almeno di un social media.

4. Facebook è il più utilizzato: la maggior parte delle aziende Hospitality che utilizzano almeno un social media, sono attive su Facebook, LinkedIn o Twitter.

5. Scarsa la frequenza e l’attività  sui social media: appare ancora poco sviluppata l’attività delle aziende di Hospitality sui social media. Il 33% dichiara di aver scritto l’ultimo contenuto meno di una settimana prima, il 28% meno di un mese prima, ma il 22% ha prodotto l’ultimo post addirittura oltre sei mesi prima.

Si può concludere affermando che prima ancora dell’aspetto social, il settore alberghiero italiano deve imparare a curare la propria presenza on-line. Solo una mentalità aperta all’innovazione ed una conoscenza più approfondita dei canali on-line possono essere preludio ad uno sviluppo serio e fondato dell’ospitalità sui social media.
Tuttavia, si possono prevedere risvolti positivi in futuro: il 50% delle aziende ha infatti dichiarato di conoscere molto bene come i social media possano essere utilizzati per la comunicazione aziendale e il 73% pensa che si dovrebbero aumentare le competenze sull’efficacia di queste attività.

Fonte: informazione da BookingBlog, 4 febbraio 2011

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