Internet, un’impresa su tre ha un sito

Trentino Alto Adige in vetta. E Bolzano stacca i cugini: dietro solo a Bologna e Milano

Il Trentino Alto Adige è la regione più informatizzata d’Italia. La terra delle piste da sci, dei masi e degli usi civici è anche quella che si muove con più disinvoltura sulla rete. A dirlo è Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr di Pisa, e i dati parlano chiaro: con 37.272 domini registrati, il Trentino Alto Adige ha 458 siti ogni ogni 10.000 abitanti, in una media nazionale (289 ogni 10.000 abitanti) che risulta comunque al quinto posto in Europa. La parte del leone spetta a Bolzano, che stacca Trento in quasi tutte le categorie prese in esame. Solo i liberi professionisti trentini riescono a battere di misura i colleghi altoatesini.

Non si tratta di una novità degli ultimi anni. “I dati”, spiega il curatore della ricerca, Maurizio Martinellisono sostanzialmente in linea con quelli del 2004. Anche allora il Trentino Alto Adige era risultato in testa alla classifica“. Insieme a Michela Serrecchia, Martinelli ha seguito una metodologia di ricerca che lascia poco spazio a errori dovuti a proiezioni statistiche: lo studio si basa sui dati del “Registro .it”, l’anagrafe dei domini a targa italiana gestita dallo stesso Cnr, e mette a confronto i nomi a dominio registrati in rapporto ai residenti maggiorenni, ma anche ad enti e imprese. “Si tratta” spiega Martinelli “di un metodo che non ha precedenti in Europa e che ci permette di ottenere anche dati sugli assegnatari, in modo da capire se si tratta di società, privati, enti no profit, o altro. Inoltre, ci consente di avere dati precisi sulla diffusione geografica. Volendo, si può scendere anche a livello comunale”. Per il momento, i due ricercatori si sono fermati all’analisi statistica dei dati, “ma”, fa sapere Martinelli, ” il prossimo passo sarà uno studio di carattere socio-economico di questi dati, per comprendere meglio quali sono i fattori, anche culturali, che incidono maggiormente sulla diffusione della rete“. Già adesso Martinelli è in grado di indicarne i principali. “Alcuni” spiega “sono talmente evidenti che possono già essere anticipati: il reddito procapite, il livello di scolarizzazione, il numero delle imprese sopra i cento dipendenti, il livello di occupazione, la presenza di infrastrutture incidono direttamente sulla diffusione di internet”. Una spiegazione di massima, dunque, è già stata data, visto che il Trentino Alto Adige vanta dati positivi su tutti questi fattori.

Entrando nel dettaglio, si nota come la “produzione” generale di domini .it sia significativamente maggiore a Bolzano che a Trento: 21.047, contro 16.225. Prima del capoluogo altoatesino ci sono solo Bologna (con un tasso di penetrazione di 602,73 domini ogni 100.000 abitanti) e Milano (535,15 ogni 100.000). Se si osserva il dato relativo alle sole persone fisiche, ossia al netto di società o enti, il Trentino Alto Adige è secondo solo al Lazio (124,89 domini ogni 100.000 abitanti). Anche in questo caso la provincia di Bolzano (quarta) è davanti a quella di Trento (tredicesima). Forse il dato più significativo riguarda le imprese: il Trentino Alto Adige è nettamente in testa con 25.113 siti e un tasso di penetrazione (ogni cento imprese) pari a 32,57: un’impresa su tre, comprese quelle individuali, ha il suo sito. A livello provinciale, anche in questo caso solo Bologna (45,42) e Milano (37,64) battono Bolzano (36,57), mentre Trento segue settima in Italia, con 28,27 siti ogni cento imprese. Solo i liberi professionisti trentini sembrano più informatizzati dei colleghi sudtirolesi, ma di misura: 13,52 siti ogni 1000 abitanti (settima provincia in Italia), contro i 13,19 di Bolzano (nona). A livello regionale, invece, il Trentino Alto Adige conduce davanti a Lazio e Lombardia. Per quanto riguarda gli enti pubblici, solo la Valle d’Aosta fa meglio (13,05 ogni mille abitanti) e in questo caso le due province sono quasi alla pari: Bolzano quarta con 411 domini (10,42 tp), Trento quinta con 428 (10,20 tp). L’unico ambito in cui la regione pare attardata è il no profit: il Trentino Alto Adige è diciassettesimo.

di Tristano Scarpetta

Fonte: Il Corriere del Trentino, 25.11.2009

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