#sharitaly, il primo evento sulla Sharing Economy in Italia

Si è svolto a Milano Sharitaly, la prima edizione in Italia dell’evento che parla di economia collaborativa. Lo scopo di tale evento è far incontrare i servizi collaborativi italiani con cittadini, aziende e imprese sociali per valutarne possibili punti di contatto. Servizi come Airbnb, Blabacar, Etsy e Skillshare ormai sono aziende sharing ben consolidate che gran parte di noi conoscono.

Il libro di Marta Mainieri “Collaboriamo – come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi” descrive esaustivamente questo tipo di servizi assieme ad altri di origine americana come Relayriders, Taskrabbit, Landshare.

L’Italia a che punto è?

Secondo una recente ricerca di Duepuntozero (società di ricerca e statistiche) definisce che in Italia il 13% della popolazione ha fatto uso almeno una volta di questo tipo di servizi.

Le ultime analisi identificano che un altro 10% si definisce interessato a fare uso di questo tipo di servizi. I dati di altri stati, come ad esempio l’Inghilterra, denotano una differenza sostanziale, in quanto il 64% dei cittadini hanno usato almeno una volta un servizio relativo alla sharing economy.

Chiaramente non mancano i pregiudizi e le paure, che rappresentano le prime barriere per la diffusione di questi servizi, che è un atteggiamento più italiano che europeo.

Storie dall’Italia: anche nel nostro Paese ci sono Case History di pregio, ecco alcuni esempi:

  • Reoose.com: Luca e Irina, in seguito al cambio di un banale materasso, si chiedono come rivendere l’oggetto che è ancora funzionale. Allora pensano di aggiungere un nuovo metodo di baratto, ovvero il baratto asincrono, che permette di barattare oggetti in momenti diversi evitando il fatto di doversi per forza svolgere nello stesso momento. Da una semplice considerazione nasce cosi Reoose.com il primo servizio di baratto asincrono in Italia. Ora conta decine di migliaia di iscritti e punta ad espandersi ad altri paesi europei.
  • Fubles.com: rappresenta un servizio legato allo sport e all’incontro con amici, fondato da Mirko Trascinatti, una start up che grazie alla rete riesce ad organizzare tornei di calcetto. Se si riesce a raggiungere il numero di giocatori necessario, la partita si esegue, altrimenti va tutto a monte. A fine partita ci sono commenti e pagelle in perfetto stile agonistico. Ad inizio 2011 Mirko decide di concedersi completamente al progetto, grazie agli anni di crescita che hanno contraddistinto la scalata di Fubles. Così ad oggi sono stati organizzati più di 40.000 partite grazie al networking di Fubles.

Queste storie Made in Italy certificano che anche in Italia è possibile, quando l’idea riesce a coinvolgere più persone legate alla stessa esigenza o passione, innescare un meccanismo di diffusione di questi servizi.

L’auspicio di Ideaturismo è poter raccontar altre storie di questo genere, storie che migliorano in parte la nostra vita, storie che sanno innovare il mondo in cui viviamo.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts