Riqualificazione da 600 milioni

Quasi 600 milioni di euro investiti in 7 anni, tra il 2001 ed il 2007, con un contributo provinciale complessivo di 134. È questo il patrimonio che, per l’assessore Mellarini ed il presidente Rigotti, rischia di venire dilapidato: “Abbiamo fatto tanto per migliorare la nostra offerta“, dicono quasi all’unisono, a diverse riprese, nel condannare la scelta di inseguire il mercato, giocando al ribasso sui prezzi. “È il peggior torto che si possa fare ai clienti fedeli, quello che vengono da anni e che prenotano con mesi di anticipo – argomenta Bruno Felicetti, direttore dell’Apt della Valle di Fiemme – Piuttosto è meglio aumentare i servizi“. Gli esercizi alberghieri della provincia sono poco meno di 1.600 e la profonda riqualificazione dell’offerta ne ha riguardati oltre 400 negli ultimi sette anni. Quasi una rivoluzione, che, tra l’altro, ha portato anche ad una crescita qualitativa, con l’introduzione dei primi cinque stelle e dei quattro stelle superior. Tanto che oggi 63 dei 94mila posti letto alberghieri sono disponibili negli esercizi a tre stelle (quasi 900 strutture). Negli ultimi vent’anni si sono fortemente ridotti gli alberghi ad una stella: erano 879 nel 1985 e sono 230 oggi.

Triplicati nello stesso periodo i quattro stelle: da 30 a 111. “Abbiamo superato l’Alto Adige e la Svizzera per quanto riguarda i servizi“, gongola Rigotti. “Ma se la qualità non viene pagata, la scommessa di un Trentino come meta esclusiva di vacanza “salta”. Secondo la più recente indagine sulla spesa media giornaliera, ogni turista mette mano al portafoglio per complessivi 86 euro al giorno: e solo lo 0,4% del totale è fra quelli che possono permettersi di spendere quotidianamente più di 201 euro. Ma in valle di Fassa c’è un buon 64% che non oscilla tra i 91 ed i 200. Nelle valli di Sole, Pejo e Rabbi il 36%, invece, sostiene costi giornalieri compresi tra i 51 ed i 70 euro. Su mille euro, 431 vanno ad alberghi e pubblici esercizi, altri 80 per alimentari, bevande e tabacco, 55 per attività immobiliari e noleggio e 51 per tessili ed abbigliamento. Il Servizio statistica stima in 2,128 miliardi di euro gli effetti della spesa turistica sulla produzione, grazie a circa 30 milioni di presenze. Tuttavia, la “domanda finale soddisfatta dalla produzione interna” si ferma solo a 1,568 miliardi. Da anni il sistema si interroga su come intercettare il resto della potenziale spesa. E quella di presentare in tavola prodotti locali è solo una delle priorità. M. E.


Fonte: L’Adige, 23 luglio 2008

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