“Forme e Colore” di Riccardo Schweizer

Riccardo Schweizer nasce nel 1925 a Mezzano, grazioso borgo del Primiero. Fin da piccolo dimostra creatività e, come riporta nel suo diario. “…ardore per ogni cosa e pensiero…correvo sulle nuvole a conquistare l’impossibile…E questo impossibile me lo costruivo con i chiodi e facendo cose che non servivano a nulla, che non funzionavano e non avevano fisionomia”. L’attaccamento al suo paese natale viene manifestato attraverso le numerose vedute di Mezzano, ogni volta che il tempo gli permette una visita, e l’ultima volontà di riposare per sempre in quella terra, che gli aveva dato la gioia di assaporare fin da piccolo il senso di libertà. Dopo la scuola dell’obbligo frequenta a Trento ed a Belluno i corsi dell’Istituto industriale edile. Ventenne si trasferisce a Venezia, per intraprendere gli studi artistici presso l’Istituto d’arte dei Carmini. Nel 1947 Bruno Saetti lo invita all’Accademia di Belle Arti, che frequenterà fino al 1950, anno in cui decide di recarsi in Francia per conoscere i grandi maestri dell’arte contemporanea. A Vallauris incontra Picasso, che “…mi aveva insegnato a mettere una bomba all’interno di ogni cosa per farla saltare e ricomporla altrove sui sentieri della libertà e dell’avventura”. Nel sud della Francia ha inoltre occasione di frequentare Chagall, Cocteau, Massimo Campigli, Paul Eluard, Roger Capron, Le Corbusier e molti altri artisti, affermati ed emergenti, che in quel periodo affollavano gli ambienti artistici e letterari. Nel 1954 rientra a Venezia come assistente di Saetti all’Accademia, per ritornare nel 1960 sulla Costa Azzurra, dove allestisce numerose mostre ed inizia a creare con la ceramica.

Sono gli anni in cui Schweizer realizza le grandi opere murali ed alcuni monumenti a Milano, Levico, Cadola, Fiera di Primiero e Pieve d’Alpago. Negli anni Settanta collabora come designer con la Ceramica Pagnossin di Treviso, disegnando interessanti servizi da tavola ed oggetti squisitamente singolari. Nel 1982, avendo vinto un concorso internazionale, decora il Palazzo del Cinema di Cannes, progettato da Franàçois Druet. Inizia così un fecondo periodo artistico, rincorrendo e mettendo in atto quel concetto di arte totale che lo ha sempre interessato. A Trento, nel 1986, affresca una grande parete per la nuova sede dell’Istituto Trentino di Cultura, oltre 70 metri quadrati di colore, per presentare la storia, la cultura e la società del suo Trentino. Simili esperienze si ripeteranno successivamente a Siror ed a Fiera di Primiero, ma anche in Francia dove decora il nuovo municipio di Cap-d’Ail. Nel 1989 si trasferisce in val di Non, prima a Taio, poi a Coredo, fino all’inizio del 1992, per risiedere definitivamente a Casez, dove muore nel settembre del 2004. Dopo la scomparsa vengono inaugurate importanti mostre retrospettive e personali, le più significative al Palazzo del Consiglio d’Europa a Strasburgo nel 2005 ed a Venezia presso la Fondazione Querini Stampalia nel 2011. Anche la sua val di Non ha voluto rendere omaggio al grande maestro Riccardo Schweizer, con l’esposizione presso casa de Gentili a Sanzeno di un significativo numero di opere d’arte, appartenenti a collezionisti privati ed enti pubblici territoriali.


Forme e colore

Potrà sembrare banale sottotitolare con “Forme e colore” una personale del maestro Riccardo Schweizer, ma assieme allo spazio, la forma ed il colore hanno caratterizzato il suo essere artista totale. Opere murali di notevoli dimensioni, sculture e bassorilievi per spazi pubblici, progettazione e realizzazione di decorazioni, dipinti, tanti dipinti, attraverso i quali Riccardo Schweizer ha fatto parlare il colore per raccontare i sogni, considerati da lui stesso la parte più reale della vita: questa è l’arte di Schweizer. Negli spazi di casa de Gentili a Sanzeno, comune dove l’artista aveva deciso di passare l’ultima parte dell’esistenza, sono presenti un buon numero di opere d’arte, che il maestro Schweizer realizzò a partire dal 1952 fino alla primavera del 2004, quando la malattia bloccò inesorabilmente la sua creatività. La rassegna rappresenta il primo omaggio pubblico della sua val di Non dopo la scomparsa e vuole idealmente ricostruire il percorso artistico di un uomo che ha sempre amato la terra d’origine, a partire da Mezzano, suo paese natale, e più in generale il Trentino, con i suoi abitanti, la storia, l’ambiente.
Ma l’arte di Riccardo Schweizer, indipendentemente dai periodi e dalle frequentazioni degli ambienti artistici, è stata un perenne legame con l’umanità, con l’uomo che soffre e gioisce, interrogandosi senza sosta sul significato degli eventi. Sulle tele il colore può esplodere e contemporaneamente raccogliersi nei confini di forme indefinite, nello spazio la forma assume un preciso significato di denuncia, che aiuta a riflettere, a cogliere sfide, a consolidare rapporti. Nessun segno è lasciato al caso, neppure nelle opere di grafica, con gli essenziali tratti neri, che sembrano fissare delicatamente i confini di sottili emozioni. Davanti alle opere di Riccardo Schweizer, ciascuno avrà la possibilità di riscoprire un artista che ha esaltato la libertà attraverso il colore, in tutte le sue forme.

Curatori
Camillo Fedrizzi
Walter Iori

Rassegna di eventi del “Ristorante da Silvio” dedicata a Riccardo Schweizer

I giovedì di novembre di Riccardo Schweizer

Ristorante da Silvio e La Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e Sole, presso il Ristorante “da Silvio” a Faedo, San Michele all’Adige, presenteranno quattro cene d’Arte, eventi enogastronomici in cui arte e territorio si incontrano a tavola, nel ristorante nato dall’estro creativo del grande artista trentino Riccardo Schweizer.

I giovedì di novembre di Riccardo Schweizer sono una kermesse di serate a tema, che valorizzano l’arte, i prodotti del territorio e l’artista, ben rappresentato nell’ambiente in cui vengono organizzati gli eventi. Il progetto prende vita dalla volontà di creare una serie di interventi tematici, che possano coinvolgere e rappresentare i diversi aspetti e caratteristiche dell’artista trentino non più vivente Riccardo Schweizer, ripresi in modo simbolico ed emblematico dal Ristorante da Silvio a Faedo.

Le quattro serate enogastronomiche ambiscono a diventare un incontro culturale, sia sotto il profilo artistico visivo – di altissimo livello, che ruota intorno alla figura dell’artista, designer, architetto e pittore trentino, sia di dialogo fra le due comunità di valle vicine e “lontane”: la Rotaliana e la Val di Non.

I quattro eventi sono stati pensati come momenti per ripercorrere la vita artistica di Schweizer, con la proiezione di filmati inediti e il racconto di curiosi aneddoti, incontrando chi l’ha conosciuto e frequentato durante la sua carriera artistica. A seguire verrà servita la cena, cuore pulsate della serata, ogni sera con la presentazione di uno specifico prodotto del territorio, accompagnato dai vini, in particolare provenienti dalla Val di Non.

Questi appuntamenti vogliono essere un omaggio all’artista Riccardo Schweizer, in occasione della mostra “Forme e colore” a lui dedicata presso Casa de Gentili a Sanzeno e sono rivolti agli amanti dell’arte, del buon cibo e della cultura trentina in ogni sua espressione, promozione e produzione.

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