Real-Time News Curation: Aggregare contenuti non è curation

Perché si deve considerare la “real-time curation” diversa dall’aggregazione automatizzata e perché è necessario che sia un essere umano a svolgere questa attività?  ”L’aggregazione è automatizzata, la curation è manuale”.

Già nel 2004 si parlava della “nascita del newsmaster”, trattando l’argomento della nuova figura professionale del real-time news curator, etichettato come ”newsmaster”, e spiegando il ruolo che gli sarebbe spettato. L’esplosione dei canali d’informazione che utilizzavano gli RSS e le prime esperienze di utilizzo di questa nuova tecnologia, hanno fatto poi realizzare agli esperti che, chiunque affermasse di essere capace di seguire centinaia di migliaia di fonti di notizie, si sarebbe dovuto ricredere col tempo.

Non puoi rimanere aggiornato in modo efficace semplicemente iscrivendoti a quante più fonti di notizie possibili. Di fatto, gli RSS hanno reso (e continuano a rendere) di dominio pubblico una grande quantità di contenuti, offrendoci un modo più semplice di riutilizzare, distribuire, aggregare e riformattare liberamente i contenuti un numero illimitato di volte.

Come ogni altro problema, il sovraccarico di informazioni è una delle facce di una nuova affascinante opportunità. Dato che la quantità di informazioni e di notizie cresce di ora in ora, abbiamo bisogno di nuovi mezzi e di nuove strategie per organizzare e dare un senso a tutto questo. A differenza della news curation automatizzata, la news curation manuale, fatta da persone in carne ed ossa, è la soluzione migliore. I news curator umani possono aggiungere molto più valore e dare senso alle singole notizie che scelgono quando le aggregano, filtrano e curano, rispetto a quando scelgono le singole notizie individualmente.
Un editore online può dare al suo pubblico un valore che difficilmente troveranno altrove, organizzando, filtrando, selezionando e raccogliendo le migliori informazioni e quelle maggiormente rilevanti per una community ben definita di fan / lettori / clienti.

1) L’ Aggregazione di contenuti non è curation

L’aggregazione di contenuti e di notizie da risorse multiple e da feed è uno dei passaggi fondamentali della curation. La selezione delle fonti di notizie è una scelta editoriale per sé, un atto di curation, ed in alcuni casi può offrire ulteriore valore ai contenuti, favorendoanche la creazione di servizi legati a questa attività . Così sono nati i servizi per l’aggregazione di notizie come Google News, Techmeme, Memeorandum e molti altri.

Le fonti sono selezionate / controllate una volta e vengono aggiornate / esaminate periodicamente da un curator umano o da un team per il newsmastering, mentre dei software basati su algoritmi cercano, aggregano, filtrano e classificano le notizie. La classificazione è generalmente basata su indicatori di popolarità (il numero di fonti che hanno raccolto una specifica notizia), autorità / affidabilità e freschezza.

2) Il filtraggio automatico non è curation

Quando avrai iniziato ad aggregare contenuti, non impiegherai molto tempo a capire che se non usi almeno una strategia base di filtraggio, corri il rischio di annegare. Duplicati, notizie riproposte, contenuti creati artificialmente, spam, notizie non verificate… Ma in particolar modo, grazie al potere delle tecnologie social, esistono varie strategie possibili di filtraggio automatico.

Tutte le strategie di filtraggio possono essere automatizzate. Sono state progettate per funzionare seguendo delle regole predeterminate: per questo motivo possono aiutare a trovare in modo automatico i contenuti irrilevanti. Quando devi organizzare, ordinare, dare un senso, attribuire o controllare il contenuto di ogni notizia e verificare quali notizie non meritano attenzione è tutta un’altra storia.

Alcuni dei servizi più recenti di real-time curation e di newsmastering hanno iniziato ad utilizzare alcune capacità ”intelligenti” di auto-filtraggio. A meno che un news curator non sappia modificare, ottimizzare e spegnere completamente uno di questi filtri, gli sarà difficile svolgere la propria missione di esploratore-reporter, con tutti i rischi che si devono correre quando si esplora un nuovo campo. Il valore più grande in questo processo editoriale di curation può essere offerto solo grazie alle capacità umane di scelta. Se le escludi a favore di una soluzione algoritmica, potresti scoprire che in alcuni casi gli algoritmi fanno scelte ed esclusioni che un news curator non avrebbe mai fatto.

Dal momento che è difficile stabilire molte delle variabili che differenziano una buona notizia da una cattiva, poiché possono variare notevolmente in base al pubblico, alla nicchia, alla personalità di chi si occupa della curation, non è una buona idea dare tutto questo potere di scelta ad un algoritmo o sostituire le doti uniche del news curator con una serie di algoritmi di un software che possano essere acquistati ed utilizzati da chiunque. Non importa quanto siano validi i tuoi filtri, puoi ottenere una buona selezione di contenuti solo grazie all’aiuto di un ”curator” competente e dotato.

3) Il rumore potrebbe effettivamente permettere un filtraggio migliore dei curator – RSS Dolby
L’idea è: maggiore è il ”rumore” in un flusso di notizie e più facile sarà distinguere ciò che è rilevante e buono da ciò che non lo è.

Proprio come per la tecnologia audio e di filtraggio del rumore conosciuta come Dolby, potrebbe essere effettivamente necessario dover aumentare il livello del rumore invece di diminuirlo, per rendere il processo di filtraggio più accurato e preciso. Il Dolby Sound System arriva al suo obiettivo per mezzo della pre-enfasi, generando un suono pulito, privo di sibili, grazie all’aggiunta di ulteriore rumore nella sorgente originale del suono, filtrando così con maggior facilità il superfluo. Allo stesso modo, i curator umani potrebbero ”sfruttare” il chiasso per aiutare loro stessi a distinguere ed identificare le notizie realmente di valore dai duplicati generici e dai retweet.
In altre parole: i news curator sono i ”Dolby” delle notizie online.

L’aggregazione è automatizzata, la curation è manuale: non siamo più solo consumatori di contenuti, ma ne siamo diventati anche i curator.

Aggregare notizie dalle fonti che ritieni più attendibili equivale a fare news curation?

Molti appassionati di social media si sono spinti oltre la semplice condivisione fortuita, fino a ”curare” o ”coprire” un’area d’interesse specifica, ripubblicando le notizie aggregate e raccolte dalle loro fonti più attendibili.

È questa la real-time news curation? No. Perchè?

La quantità non è importante quanto la rilevanza. Aggregando automaticamente e combinando un gruppo selezionato di feed, non puoi essere sicuro di escludere tutto questo rumore inutile di messaggi personali, commenti occasionali, notizie non verificate, link, spam e contenuti spazzatura.

4) La soluzione è il mix – curation umana + aggregazione automatica
Il curator non è un esperto. L’esperto cerca di dare una risposta definitiva, mentre il curator cerca di offrire la gamma più vasta di informazioni e notizie di valore con diversi punti di vista, permettendoti di formare liberamente il tuo pensiero. L’esperto è un giudice… che lavora per restringere la tua visuale. Il curator è un esploratore-giornalista, che lavora per ampliare la tua visuale. Il suo lavoro sta tutto nel dar senso, organizzare, illustrare ed offrire le migliori risorse ed i punti di vista disponibili. Il real-time news curator aiuta a vedere il quadro generale.

Il real-time news curator non solo seleziona le notizie migliori e più rilevanti tra tutte le altre. Il newsmaster ordina, modifica, ri-titola, aggiunge o ri-scrive introduzioni e sinossi, aggiunge commenti, tag, immagini, link di riferimento, da credito e ridistribuisce le notizie più rilevanti sull’argomento o sul tema che è di suo interesse attraverso le sue stesse reti. Questa non è una differenza marginale. È la stessa differenza che c’è tra l’ascoltare una serie di canzoni alla radio ed avere un DJ personale, che mette per te solo il tipo di musica che davvero ti piace. Il curator umano è meglio di un meccanismo automatizzato, perché può sempre far affidamento su di una vasta gamma di risorse e di canali d’informazione, che normalmente non sono a disposizione di un software.

Ecco perché non c’è scampo: devi… “… combinare sofisticate tecnologie di aggregazione automatizzata con la curation editoriale diretta di editori umani affidabili ed autorevoli…”

5) L’aggregazione automatizzata senza curation è per lo più spam
Il risultato di contenuti non curati, aggregati e filtrati, solo allo scopo di creare contenuti freschi per un sito, per un blog, per un marchio o solo per migliorare la propria rilevanza in termini di SEO, può nella maggior parte dei casi essere classificato solo come spam.
Nonostante sia facile aggregare e filtrare sistematicamente, il valore di questi contenuti aggregati automaticamente è di solito deludente. Non c’è sufficiente valore nella semplice aggregazione e nel semplice filtraggio. Per creare canali di notizie realmente di valore, puoi fare affidamento su tutte le tecnologie di ricerca, di aggregazione e di filtraggio al mondo, ma al termine del lavoro devi necessariamente rivolgerti ad un curator appassionato ed esperto, che sa raccogliere le migliori notizie in modo significativo.

L’aggregazione e la ripubblicazione di contenuti rilevanti e di valore grazie ai feed non è di per sé un’attività disdicevole, ma i risultati che dà sono solitamente utili solo in un numero limitato di situazioni.

6) News curation: che differenza può fare l’essere umano
Ecco un elenco di quelli che sembrano siano i vantaggi aggiuntivi che una persona preparata può fornire all’emergente flusso di notizie digitali:

1. Crap detection: verifica se una notizia è attendibile ed affidabile.
2. Competenza sull’argomento: è un esperto sul tema specifico
3. Sintesi: può sintetizzare efficacemente, riassumere e titolare
4. Comprensione di elementi comuni: vede le tracce delle storie, gli sviluppi ed i contenuti correlati
5. Commento: aggiunge commenti, opinioni e note
6. Arricchimento visivo: illustra, visualizza e supporta con dati visuali
7. Riferimenti: aggiunge link, riferimenti e risorse
8. Contestualizzazione: struttura e contestualizza le storie a seconda degli interessi specifici / del pubblico
9. Organizzazione: compara, ordina, raggruppa e scopre le relazioni tra storie diverse
10. Classificazione: aggiunge metadati editorialmente rilevanti, come i tag
11. Costruzione di fiducia: ottiene la fiducia del pubblico, utilizzando un linguaggio ed uno stile personale ed essendo diretto
12. Attribuzione di credito: dà credito quando deve
13. Estensione dell’argomento: estende l’argomento, scoprendo storie ed informazioni correlate
14. Estensione del tempo: individua e collega storie rilevanti passate
15. Aiuto alla comprensione: aiuta i lettori a vedere il quadro generale, attraverso la diversità dei punti di vista e delle fonti

Fonte: Informazione da Newsletter (Master New Media, 5 ottobre 2010)

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