Rapporto Censis sui media: largo alla diversificazione

Oltre la metà degli italiani si collega abitualmente al web; per essere precisi si tratta del 53% della popolazione. Questo è il dato fornito dal 9° Rapporto Censis/Ucsi dedicato a “I media personali nell’era digitale” e presentato questo mese a Roma. La percentuale chiaramente varia a seconda delle età – Si connette l’87% dei giovani e solo il 15% degli anziani – e anche rispetto al titolo di studio – coloro che utilizzano internet sono il 72% dei più istruiti ed il 38% dei meno scolarizzati.

Il media più presente nella vita degli italiani è sempre la tv, con un’utenza stabile impressionante pari al 97% della popolazione. Anche la televisione però non è impermeabile al cambiamento: gli spettatori della tv digitale sono aumentati fino a raggiungere il 76% della popolazione, mentre la tv satellitare mantiene il 35%. La web tv è in aumento e ha raggiunto ha quasi il 18% degli italiani, la mobile tv è invece ancora poco diffusa (0,9%). Ma sono i dati dei giovani che fanno capire la tendenza alla diversificazione: il 95% utilizza la tv tradizionale (analogica o digitale terrestre), il 41% la web tv, il 40% la tv satellitare, il 2% la mobile tv.

La radio rimane apprezzata da otto italiani su dieci, con il 65% in crescita che utilizza l’autoradio, l’8% che la ascolta via web e quasi l’8% tramite cellulare.

Lo studio del Censis ha osservato anche un altro oggetto onnipresente nelle nostre vite: il cellulare. Probabilmente a causa della crisi, tra il 2009 ed il 2011 si registra una flessione del 5.5%, anche se c’è una migrazione dell’utenza dagli apparecchi basic (-8%) agli smartphone (+3%). Anche in questo caso i dati più interessanti provengono dal focus sui giovani, il cui utilizzo effettivo degli smartphone passa dal 18% al 35.5%.
In particolare, tornando al Web, l’indagine sottolinea che l’utente tende a costruirsi da solo la sua nicchia di consumi mediatici e palinsesti su misura, spostandosi da uno mezzo di comunicazione all’altro secondo i suoi gusti e le sue esigenze di tempo.

Al di là dell’utilizzo della tv, il 12% degli italiani segue i programmi preferiti dai siti web delle emittenti, il 23% cerca su Youtube mentre il 17.5% segue materiale video scaricato da altre persone. Nei giovani l’utilizzo di Youtube sale al 48%, dei programmi scaricati al 36%, dei siti ufficiali al 25%. Gli interessi più diffusi sono la musica (18%), lo sport (12%) e il cinema (10%).

Per concludere diamo un’occhiata ai dati sulle fonti di informazione: i telegiornali sono ancora il mezzo più seguito, con un’utenza dell’81%. Anche se tra i giovani la percentuale si ridimensiona (69%) per avvicinarsi al 66% dei motori di ricerca e al 61.5% di Facebook. Sulla popolazione totale al secondo posto ci sono i giornali radio (56%), i quotidiani (48%) ed i periodici (46.5%). Mentre dopo il sempreverde televideo (45%), c’è Google (41%), i siti di informazione (29.5%), Facebook (27%) e i quotidiani on line (22%). Le tv all news vengono apprezzate soprattutto dagli adulti (20%) e dai più colti (21% di diplomati e laureati). Non mancano le applicazioni per gli smartphone (7%) e Twitter al 2.5%.

Fonte: Daily Wired

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