Rapporto alberghi: Italia 4a nel Mondo

Il sistema ricettivo è giunto quasi al punto di saturazione – ha commentato il presidente di Federalberghi – Confturismo, Bernabò Bocca, sottolineando che – più che pensare a nuovi insediamenti di massa, occorre un progetto di incentivi per riqualificare l’esistente, regolamentando al contempo la nascita di quei fenomeni di ricettività che contribuiscono a rendere più competitivo il nostro paese.

L’Italia conta oltre un milione di camere in 33.500 alberghi, con il Trentino al primo posto per strutture e l’Emilia Romagna invece in testa alla classifica per camere.

Se pensiamo che in questi ultimi anni sono sorti quasi 12 mila bed and breakfast e circa 11 mila palazzi d’epoca e castelli potrebbero presto essere convertiti ad uso ricettivo – continua Bocca – comprendiamo come il fenomeno abbia bisogno di una riconsiderazione strategica complessiva.

Federalberghi chiede alla politica di affrontare il problema del sommerso: è tempo che questa anomalia venga interrotta. Inoltre, al governo chiediamo la riduzione dell’Iva turistica di 3 punti percentuali.

Il rapporto di Federalberghi

Il rapporto presentato da Federalberghi-Confturismo evidenzia che l’Italia distanzia notevolmente gli altri paesi europei in termini di offerta. Rispetto all’Italia, con oltre 1 milione di camere, infatti, la Spagna si ferma a 800 mila e la Francia a 630 mila, mentre per numero di alberghi primeggia la Germania con oltre 36 mila strutture, seguita dall’Italia con 33.500 e dalla Gran Bretagna con quasi 33 mila. La capienza ricettiva complessiva dell’Italia però non ha rivali, con oltre 2 milioni di posti letto, rispetto a 1,6 milioni della Germania e della Spagna. Anche in termini di pernottamenti, l’Italia è al vertice europeo con 240 milioni, superata solo dalla Spagna con 246 milioni, mentre al terzo posto è la Germania con 200 milioni e poi la Francia con 198 milioni.

La crescita verso la qualità 

L’offerta alberghiera italiana nell’ultimo decennio ha vissuto uno sviluppo qualitativo e una trasformazione fondamentali. Gli alberghi a una stella sono scesi dal 27,7% al 15%, quelli a due stelle dal 31,9% al 23,6%, mentre quelli a tre stelle sono aumentati dal 33,4% al 49,7% del totale. Le strutture a 4 stelle sono aumentate dal 6,7% all’11% e quelle a 5 stelle dallo 0,2% allo 0,7%.

La distribuzione degli alberghi è piuttosto capillare, mentre per tipologia di turismo il mare fa la parte del leone, con il 28,1% del numero di alberghi sul totale e il 31,9% di posti letto, a seguire località montane, con il 21,6% degli alberghi e il 15,2% dei posti letto, le città d’affari, con il 20,5% degli alberghi e il 21,6% dei posti letto, le città d’arte, rispettivamente con il 13,9% e il 17,5%.

L’analisi per aree geografiche 

L’analisi per aree geografiche evidenzia che il nord-est conta il 43,4% del totale degli alberghi, seguito dal nord-ovest con il 19,5%, poi il centro con il 18,9% e sud e isole con il 18,2%. Il Trentino è la regione con il maggior numero di alberghi, quasi 6 mila strutture, seguita dall’Emilia Romagna con 4.800, poi Veneto con 3.079, Toscana 3mila, Lombardia 2.898 e Lazio con 1.801.

L’Emilia Romagna conquista la leadership in termini di posti letto, con 285.837 unità, seguita dal Trentino, con 243 mila, Veneto 192 mila, Toscana 181 mila. Il flusso di arrivi invece premia la Lombardia, con oltre 8,9 milioni presenze, di cui 4,8 italiani. A seguire il Veneto, con 8,8 milioni, di cui 5,3 milioni stranieri. Al terzo posto il Lazio, con oltre 8,7 milioni, di cui 3,4 milioni italiani. Per numero di pernottamenti invece al primo posto il Trentino, con 32,1 milioni, al secondo posto l’Emilia Romagna, con 28,8 milioni, di cui 6,3 milioni stranieri, quindi il Veneto, con 27 milioni, e poi il Lazio, con 26,4 milioni, di cui 16,9 milioni stranieri.

Le catene nazionali ed internazionali

In Italia sono presenti 27 gruppi stranieri, che detengono l’1% circa del numero di esercizi alberghieri ed il 4% delle camere. Le catene italiane, oltre 200 gruppi, raccolgono il 3,8% del numero di alberghi e detengono il 10% circa delle camere. Il restante 95,3% degli esercizi alberghieri e l’86% delle camere sono individuali e perlopiù a conduzione famigliare.

In Spagna il numero delle camere facenti capo a catene internazionali assomma al 31% del totale,mentre in Francia assomma al 22%.

Ecco il rapporto:

Il sistema ricettivo del nostro Paese è quasi giunto al punto di saturazione e più che pensare a nuovi insediamenti di massa, occorre lavorare ad un progetto di incentivi per riqualificare ulteriormente l’esistente, regolamentando al contempo la nascita di quei nuovi fenomeni di ricettività, che contribuiscono comunque a rendere più competitivo il nostro paese. È questo il commento del Presidente della Federalberghi-Confturismo (e Vice Presidente Vicario della Confcommercio), Bernabò Bocca, al Rapporto 2007 sul Sistema Alberghiero in Italia, presentato oggi a Roma, nell’ambito della 57a Assemblea Generale Ordinaria della Federazione degli Albergatori Italiani e realizzato in esclusiva dalla società Mercury.

L’Italia dispone di oltre 1 milione di camere in 33,5 mila alberghi – prosegue Bocca – capillarmente distribuiti sull’intero territorio nazionale, un numero che ci pone ai vertici mondiali dell’ospitalità, dietro solo a Stati Uniti, Giappone e Cina, che di certo non possono essere paragonati per dimensione ed estensione del territorio all’Italia.

Se però pensiamo che nel Bel Paese in questi ultimi anni sono sorti quasi 12 mila bed & breakfast e circa 11 mila palazzi d’epoca e castelli potrebbero presto essere convertiti ad uso ricettivo, comprendiamo come il fenomeno abbia bisogno di una riconsiderazione strategica complessiva.

Ciò ci impone, dunque, delle scelte precise – aggiunge il Presidente degli albergatori – che guardino al futuro dello sviluppo turistico del nostro Paese, nel quale il fenomeno del sommerso, frutto essenzialmente delle seconde e terze case in affitto, purtroppo continua ad essere una piaga che penalizza il sistema e non rende giustizia al reale numero di arrivi e pernottamenti di turisti italiani e stranieri.

Questa anomalia – conclude Bocca – è tempo che venga interrotta, se davvero vogliamo che la richiesta che da tempo andiamo sollecitando al Governo, la riduzione dell’Iva turistica di 3 punti percentuali, una volta attuata e recepita, porti il risultato da tutti auspicato: il salto verso i vertici delle classifiche mondiali, per far sì che l’Italia riconquisti la leadership europea del settore.

I risultati in sintesi del rapporto

Gli alberghi nel mondo ed in Europa – L’Italia è quarta nel mondo per numero di camere d’albergo

Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con 4,4 milioni di stanze, seguiti dal Giappone, con oltre 1,5 milioni, e dalla Cina, con 1,3 milioni.

 

L’Italia offre poco più di 1 milione di camere e distanzia notevolmente la Spagna, che dispone di quasi 800 mila camere, e la Francia, che ne offre a mala pena 630 mila.

Per quanto riguarda il numero di alberghi in Europa primeggia la Germania, con 36,5 mila strutture, seguita dall’Italia, con 33,5 mila hotel.

Troviamo quindi il Regno Unito, con quasi 33 mila strutture, la Francia, con quasi 20 mila alberghi, e la Spagna, con 17,6 mila hotel.

Se però mettiamo a confronto la capienza ricettiva europea, l’Italia non ha rivali: oltre 1 milione di camere ed oltre 2 milioni di posti letto, rispetto a Germania (890 mila camere e 1,6 milioni letti), Spagna (800 mila camere e 1,6 milioni letti) e Francia (630 mila camere e 1,7 milioni letti).

Numeri – commenta Bocca – che parlano da soli e che costituiscono la migliore base per un recupero sostanziale di arrivi e pernottamenti di turisti, se le campagne promo-pubblicitarie che l’Enit – Agenzia del Turismo si appresta a varare, colpiranno nel segno.

Anche nei numeri assoluti dei pernottamenti, l’Italia è ai vertici, preceduta soltanto dalla Spagna.

In Spagna, infatti, si sono registrati circa 246 milioni di pernottamenti (anno 2005 – ultimissimi dati ufficiali Istat), segue l’Italia con 240 milioni, la Germania con 200 milioni e la Francia con 198 milioni.

Quest’ultimo dato della Francia – sostiene Bocca – confligge non poco con i resoconti che il Paese d’Oltralpe pubblicizza annualmente e mette a nudo una incoerenza statistica sul sistema di rilevazione dell’Unione Europea, da noi sempre denunciata.

Ad ulteriore supporto di questa affermazione, all’esame percentuale delle quote di mercato dei paesi mediterranei, relativo ai pernottamenti alberghieri, la Spagna accoglie il 22,8% della domanda complessiva, l’Italia il 22,3% e la Francia solo il 17,9%.

La crescita verso la qualità – Nel decennio 1995-2005, il sistema alberghiero italiano ha vissuto uno sviluppo qualitativo ed una trasformazione fondamentali.

Gli alberghi ad 1 stella sono passati dal 27,7% del totale al 15%, gli alberghi a 2 stelle dal 31,9% del totale al 23,6%, quelli a 3 stelle, invece, dal 33,4% del 1995 sono ascesi al 49,7% del 2005, quelli a 4 stelle dal 6,7% all’11% ed i 5 stelle dallo 0,2% allo 0,7% del totale.

Anche nel dettaglio dei posti letto, la trasformazione è stata importante con gli alberghi ad 1 stella passati dal 12,6% del totale nel 1995 al 5,8% nel 2005, quelli a 2 stelle dal 23% al 13,1%, quelli a 3 stelle dal 45,9% al 54,3%, quelli a 4 stelle dal 17,8% al 24,8% e quelli a 5 stelle dallo 0,8% al 2,1%.

Lo stesso è avvenuto nella distribuzione del numero di camere che per gli alberghi ad 1 stella sono passate dal 13,3% del 1995 al 6,3% del 2005, per i 2 stelle dal 24,2% al 13,9%, per i 3 stelle dal 44,5% al 53,5%, per i 4 stelle dal 17,3% al 24,2% e per i 5 stelle dallo 0,8% al 2%.

Quanto infine alla distribuzione degli alberghi per tipologia turistica si nota come le località di mare la facciano da padrone, con il 28,1% del numero di alberghi rispetto al totale nazionale ed il 31,9% dei posti letto, seguono in classifica le località montane, con il 21,6% degli alberghi ed il 15,2% dei posti letto, le città d’affari, con il 20,5% di alberghi ed il 21,6% di posti letto, le città d’arte maggiore e minore, con il 13,9% di alberghi ed il 17,5% di posti letto, le località  collinari, con il 6% di alberghi ed il 3,9% di letti, le località termali, con il 5% di alberghi ed il 5,5% di letti, le località  lacuali, con il 4,8% di alberghi ed il 4,3% di letti, e le località  religiose, con lo 0,1% di alberghi e lo 0,1% di posti letto.

Le regioni più alberghiere – Le quattro macro-aree geografiche italiane evidenziano come, per numero di alberghi, il Nord-Est la faccia da protagonista assoluto, con il 43,4% del totale, seguito dal Nord-Ovest, con il 19,5%, dal Centro, col 18,9%, e dal Sud ed Isole, col 18,2%.

Quanto ai posti letto, il Nord-Est ne ha il 37,5%, il Sud ed Isole il 25,5%, il Centro il 20,4% ed il Nord-Ovest il 16,6%.

Quanto al numero di camere, il Nord-Est ne ha il 38,8%, il Sud ed Isole il 24,1%, il Centro il 19,8% ed il Nord-Ovest il 17,4%.

Sempre nell’ambito delle macro-aree, nel Nord-Est il 32,7% degli alberghi hanno un’apertura stagionale, nel Sud ed Isole sono il 26,4%, nel Centro il 16% e nel Nord-Ovest l’11,2%, per un risultato nazionale che parla del 24,2% di alberghi stagionali, pari ad oltre 8 mila alberghi, rispetto agli oltre 25 mila con apertura annuale.

Numero alberghi per regione – La regione italiana con più alberghi è il Trentino Alto Adige, che registra 5.944 esercizi. Al secondo posto in classifica l’Emilia Romagna, con 4.791 alberghi, e al terzo il Veneto, con 3.079 realtà. Seguono al quarto posto la Toscana, che conta 3.002 hotel, e al quinto la Lombardia, con 2.898 esercizi. Il Lazio, con 1.801 alberghi, invece, si posiziona al sesto posto, mentre la Liguria (1.634 esercizi) è settima. A chiudere la top ten, la Campania, che con 1.536 hotel è ottava, il Piemonte, nono con 1.514 alberghi e la Sicilia, decima con 1.068 hotel.

Numero posti letto per regione – È l’Emilia Romagna, con 285.837 letti, la regione italiana prima classificata per numero di posti letto. Seconda il Trentino Alto Adige, che registra 243.173 letti, terza il Veneto (192.902 letti). A seguire, alla quarta posizione, c’è la Toscana, con 181.961 letti, mentre alla quinta si attesta la Lombardia, che ne ha 167.644. Al sesto posto si piazza il Lazio (143.238 posti letto) ed al settimo la Sicilia (102.176). Le ultime tre posizioni delle migliori dieci, infine, sono occupate rispettivamente dalla Campania, ottava con 99.533 letti, dalla Sardegna, nona (88.655), e dalla Calabria, decima (85.862).

Numero camere per regione – Prima tra le regioni italiane per numero di camere è ancora l’Emilia Romagna, che assomma 153.344 camere. Al secondo posto del ranking regionale si trova, invece, il Trentino Alto Adige, con 120.785 camere, mentre il Veneto è terzo, con 103.143 stanze. La Lombardia si attesta alla quarta posizione (88.882), mentre la Toscana alla quinta, con le sue 84.812 camere. Sesto posto per il Lazio, con 71.598 stanze, settimo per la Campania (50.709). Gli ultimi tre posti della top ten, infine, sono ad appannaggio di Sicilia (47.463), Calabria (40.402) e Liguria (39.181).

Numero arrivi (italiani e stranieri) per regione – La regione italiana che registra più arrivi di turisti è la Lombardia, con oltre 8,9 milioni di arrivi, di cui oltre 4,8 milioni sono italiani e 4,1 milioni stranieri. Al secondo posto in classifica figura il Veneto, con un totale di 8,8 milioni di arrivi, tra cui 3,5 milioni di italiani e 5,3 di stranieri. Al terzo c’è il Lazio, con oltre 8,7 milioni di arrivi, tra italiani (3,4 milioni) e stranieri (5,3 milioni). Seguono la Toscana, quarta con 7,6 milioni di arrivi complessivi (nello specifico 3,7 milioni sono italiani e 3,9 milioni sono stranieri), e l’Emilia Romagna, quinta, con 7 milioni di arrivi, di cui 5,4 milioni dall’Italia e 1,6 milioni dall’estero. In sesta posizione, invece, si attesta il Trentino Alto Adige, che registra quasi 6,4 arrivi (più di 3 milioni sono italiani e 3,3 milioni sono stranieri). La Campania è settima con 3,8 arrivi totali, che assommano 2,3 milioni di turisti italiani e 1,5 milioni di stranieri, mentre in ottava posizione si colloca la Sicilia (3,7 arrivi, di cui quasi 2,4 milioni di italiani e 1,4 milioni di stranieri). A chiudere la top ten, la Liguria, che, con 2,8 milioni di arrivi, di cui 1,9 milioni di italiani e oltre 920 mila stranieri, è nona, ed il Piemonte, decimo con 2,7 milioni di arrivi, tra cui 1,6 milioni di italiani e 3,9 milioni di stranieri.

Numero pernottamenti (italiani e stranieri) per regione – La regione italiana che registra più pernottamenti alberghieri di turisti è il Trentino Alto Adige, con oltre 32,1 milioni di presenze, di cui oltre 15,2 milioni sono italiani e 16,9 milioni stranieri. Al secondo posto in classifica si attesta l’Emilia Romagna, con un totale di 28,8 milioni di presenze, tra cui 22,5 milioni di italiani e 6,3 milioni di stranieri. Al terzo posto c’è il Veneto, con oltre 27 milioni di pernottamenti, tra italiani (11,3 milioni) e stranieri (15,7 milioni). Seguono il Lazio, quarto, con 26,4 milioni di presenze complessive (nello specifico 9,5 milioni sono italiani e 16,9 milioni sono stranieri), e la Lombardia quinta, con 21,2 milioni di pernottamenti, di cui 10,9 milioni dall’Italia e 10,2 milioni dall’estero. In sesta posizione, invece, si attesta la Toscana, che registra 21 milioni di presenze (10,6 milioni sono italiani e 10,4 milioni gli stranieri). La Campania è settima, con 13,9 presenze totali, che assommano 7,7 milioni di turisti italiani e 6,1 milioni di stranieri, mentre in ottava posizione si colloca la Sicilia (11,4 milioni di pernottamenti, di cui 7 milioni di italiani e 4,4 milioni di stranieri). A chiudere il ranking delle migliori dieci, la Liguria, che con 9,9 milioni di pernottamenti, di cui 7,1 milioni di italiani e 2,8 milioni di stranieri, è nona, e la Sardegna, decima, con 7,4 milioni di pernottamenti, tra cui 5,2 milioni di italiani e 2,2 milioni di stranieri.

Numero alberghi per province – Nella classifica delle province italiane prime per numero di alberghi, la palma d’oro spetta alla Provincia Autonoma di Bolzano, che registra ben 4.374 hotel. Segue a distanza Rimini, seconda con 2.418 realtà alberghiere. Al terzo posto si colloca la Provincia Autonoma di Trento, che assomma 1.570 esercizi. La Provincia di Venezia, infine, è quarta con 1.197 alberghi.

Numero posti letto per province – A guidare la classifica dei posti letto è ancora la Provincia Autonoma di Bolzano, che registra 149.011 letti. Al secondo posto Rimini, con 145.478 posti. A seguire la Provincia di Roma, terza con 109.699 letti. La Provincia Autonoma di Trento, infine, è quarta, con 94.162 posti letto.

Numero camere per province – Riguardo le camere è la Provincia di Rimini a primeggiare, con un totale di 79.118 camere. La Provincia Autonoma di Bolzano è seconda con 73.319 stanze. A seguire la Provincia di Roma, terza classificata, con 53.898 camere. La Provincia Autonoma di Trento, infine, è quarta con 47.466 posti letto.

Numero arrivi (italiani e stranieri) per province – Tra le province italiane che hanno registrato la migliore performance riguardo gli arrivi alberghieri figurano: la Provincia di Roma, prima in classifica con oltre 7,8 milioni di turisti, di cui il 35,3% sono italiani ed il 64% sono stranieri. A seguire, in seconda posizione, la Provincia di Milano, che ne registra più di 4,9 milioni, di cui il 51% italiani ed il 49% di stranieri. Al terzo posto la Provincia di Venezia, con 4,4 milioni di arrivi (25,7% italiani ed il 74,3% di stranieri). Al quarto posto la Provincia Autonoma di Bolzano, con 4 milioni, di cui il 38,4% italiani ed il 61,6% stranieri.

 

Numero pernottamenti (italiani e stranieri) per province – Per quanto riguarda i pernottamenti alberghieri, è ancora la Provincia di Roma a guidare la classifica, con ben 23,4 milioni di presenze, di cui il 31% sono italiani ed il 69% sono stranieri. A seguire la Provincia autonoma di Bolzano, seconda, con 21 milioni di pernottamenti, composti dal 36,1% di italiani e dal 63,9% di stranieri. Al terzo posto la Provincia di Rimini, con 14,1 milioni di presenze turistiche (79,3% italiani e 20,7% stranieri). Al quarto posto la Provincia di Venezia, con 12,7 milioni di pernottamenti, tra cui si evidenziano 31,2% italiani ed il 68,8% stranieri.

Le catene nazionali ed internazionali – In Italia sono presenti 27 gruppi stranieri, che detengono l’1% circa del numero di esercizi alberghieri ed il 4% delle camere.

Le catene italiane, oltre 200 gruppi, raccolgono il 3,8% del numero di alberghi e detengono il 10% circa delle camere.

Il restante 95,3% degli esercizi alberghieri e l’86% delle camere sono individuali e perlopiù a conduzione famigliare.

In Spagna il numero delle camere facenti capo a catene internazionali assomma al 31% del totale, mentre in Francia assomma al 22%.

Conclusioni – Cosa deve fare l’Italia per recuperare quote di mercato? – si domanda in conclusione il Presidente della Federalberghi-Confturismo.

Deve porsi un obiettivo ben preciso, con una crescita annua che si attesti sul 3%, per almeno i prossimi tre anni.

 

È un’ipotesi possibile? – si chiede ancora Bocca – Sicuramente sì, se, oltre a poderose campagne promo-pubblicitarie, il Governo italiano ed il Parlamento vareranno misure idonee ad uno sviluppo armonico del settore, che vadano dalle infrastrutture alla fiscalità, dai finanziamenti alla regolamentazione complessiva del mercato.

Al contempo – conclude Bocca – auspichiamo che il mondo creditizio e bancario, quello dei grandi gruppi informatici e dell’intermediazione, concorrano armonicamente a questo progetto, offrendo proposte sempre più orientate alle esigenze delle imprese turistiche, che, non dimentichiamolo, sono, nella stragrande maggioranza, medio-piccole e bisognose, quindi, di prodotti mirati e specifici per le loro esigenze quotidiane.

Fonte: dal web, 14 maggio 2007

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