Come farsi pubblicità su Facebook?

Facebook è un social network il cui valore è inestimabile, sia per le sue potenzialità, ma soprattutto per la sua valenza estremamente concreta. La vera forza è l’affezione che lo muove: vi sono persone che qui mettono la faccia e che attraverso questo strumento si esprimono (soprattutto nel proprio profilo), si incontrano (creano, formano e aderiscono a gruppi tematici), hanno la possibilità di valutare e reperire informazioni su eventi e iniziative che gli interessano veramente (calendari) e ai quali sono affezionati. Sincera affezione, quindi emotività e sentimenti: ovvero quel plus che le aziende cercano, del quale hanno bisogno, ma che da sole non possono offrire, perché facendo business non hanno credibilità. La credibilità la dà la popolarità e Facebook è popolare, perché è ricco di persone che dall’individualità si uniscono in gruppi, che attestano il valore di cose e persone. Così le rendono popolari.
Ognuno è attore consapevole, messo in condizione di valutare ed aderire a gruppi autonomamente o sulla base della fiducia riposta nelle persone che conosce e frequenta abitualmente.
Facebook deve la sua forza anche alla capacità di racchiudere in sé gli ingredienti salienti della vita: i rapporti umani (le amicizie), il divertimento (i video esilaranti) e la sfera professionale, universitaria e post.
Per questo sta diventando sempre più mezzo di divulgazione mirata di iniziative anche aziendali, sotto svariate forme:

  • In Facebook assistiamo al fenomeno del culto di oggetti cult, status symbol carichi di significato e rappresentativi di un intero mondo, postati ed elevati non dalle aziende, ma dagli stessi consumatori-adoratori, spesso impossibilitati al vero consumo. Qui dichiarano il loro amore e la loro affezione a borse di Gucci o Luis Vuitton, che non possono permettersi; piuttosto che a simboli di un’epoca passata, come il giradischi portatile o l’Olivetti Valentine
  • Facebook si presta alla pubblicità provocatoria. È il caso di Whopper: l’hamburger feticcio della catena Burger King ha sempre potuto contare su una pubblicità piuttosto aggressiva. Ma questa le batte tutte: se rinunci a 10 amici su Facebook, ti regala un panino. Non male, eh? (tratto da GQ n°113 di febbraio 2009)
  • In Facebook assistiamo al reclutamento-aggregazione di partecipanti a eventi o concorsi aziendali. È il caso del concorso di progettazione grafico-industriale Glass Decorating Today, indetto da Decorazione Vetro Petenà e rivolto a giovani designer, chiamati a testimoniare attraverso il design di oggi la possibilità di innovare un’antichissima tecnica di decorazione del vetro veneziano. Il reclutamento è mirato e avviene attraverso gli inviti a partecipare, postati su gruppi di studenti o ex studenti di università specialistiche del design, quali lo IUAV
  • In Facebook si attinge materiale per il giornalismo, captando chiacchiere o estrapolandone statistiche su popolarità di cose e persone. Ad esempio un blogger può radunare estimatori e fan per renderli partecipi di una prossima intervista-scoop. Ad esempio si può sfruttare la curiosità e la voglia di spettegolare, ricompensandola con un senso di appartenenza ad un gruppo esclusivo e di nicchia, creando un gruppo privato (per farne parte e quindi conoscerne il contenuto occorre fare domanda ed essere accettati dall’amministratore), quasi fosse un club, una confraternita. È il caso di titolo Gossip Volley, che sarà la fonte di chiacchiere (anche segnalazioni private a tu per tu con l’amministratore), opportunamente filtrate e verificate, che andranno a rimpinguare il blog di riferimento www.gossipvolley.it
  • In Facebook si raccolgono adesioni a eventi ludici e sportivi, quali ad esempio tornei di beach volley sulla spiaggia. Il gruppo Jump on the beach è punto di riferimento per i partecipanti, dove si formano squadre e dove ci si scambia informazioni su logistica della trasferta a Jesolo (www.jumponthebeach.com), in previsione dell’evento. Ma sarà anche il mezzo di scambio di video, foto e contatti post evento. Attraverso il gruppo le amicizie che si formeranno sulla sabbia avranno modo di continuare ad evolvere!

Quest’ultimo caso evidenzia soprattutto come sempre più spesso i siti aprano e rimandino ad una proprio gruppo su Facebook, così da sfruttarne le caratteristiche di usabilità nell’interazione e aggregazione, venendo incontro all’utente che usa abitualmente questo strumento. Sarebbe ben più pretenzioso credere e volere che, a evento concluso, l’utente tornasse sistematicamente, magari sul sito di riferimento; come si dice: Passato il Santo, passato il miracolo!

Fonte: mercatoglobale.com , 23 febbraio 2009

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