Nutrirsi di Musica per ritrovare l’armonia

Ognuno di noi, indipendentemente dagli impegni e dai doveri quotidiani, dovrebbe potersi ritagliare un piccolo spazio per il proprio benessere e concedersi l’ascolto di buona musica.
Quest’ultima, infatti, agisce su di noi come un vero e proprio riequilibratore di energie fisiche ed emotive, legate alla memoria e all’affettività . Attraverso la risonanza, le forme vibrazionali generate dalla musica agiscono con risultati incredibili sulla struttura di tutto il corpo. La musica, anche se interviene su di noi indipendentemente dalla nostra volontà , ci coinvolge in modo globale: il cervello, il sistema uditivo, il sistema nervoso, la pelle, il cuore, il respiro, l’inconscio e l’eros inconsapevolmente si abbandonano alle emozioni che essa risveglia e ne assorbono i suoni con tutti i recettori.
La musica è terapeutica
La musica ci consente di prevenire quelle forme d’ansia che spesso non sono altro che l’anticamera dello stress, il più grande nemico del sistema immunitario, e contemporaneamente di dare dinamicità  alle energie vitali. Uno stile di vita corretto, un’alimentazione equilibrata, un sonno tranquillo insieme a una vita mentale attiva ed a una constante attività  fisica sono in grado di assicurarci – abbinati all’ascolto di buona musica – le basi per mantenere un perfetto stato di salute. Molti medici, musico-terapeuti e psicologi, sopratutto negli ultimi venti anni, si sono trovati d’accordo nell’affermare che se interrompessimo la nostra giornata lavorativa (anche solo un paio di volte per una decina di minuti) per ascoltare musica e fare esercizi di respirazione, saremmo in grado di accettare meglio noi stessi e il nostro prossimo vivendo livelli di stress decisamente più accettabili.
La musica, infatti, agisce sulla nostra globalità : sul sistema neurovegetativo a livello dell’apparato cardiovascolare e sui sistemi respiratorio, gastroenterico, muscolare e cutaneo; agisce sulla frequenza del polso, sulla pressione sanguigna e sul ritmo respiratorio. Ascoltando si sviluppa in noi un nuovo sentimento di sicurezza interiore che facilita la comunicazione personale e la rende autentica. La musica diventa anche un mezzo per recuperare la capacità  di essere noi stessi e non quelli che spesso cerchiamo di essere e questo riconquistato controllo di base del nostro benessere fa nascere in noi una nuova disponibilità  verso i messaggi che ci giungono dall’esterno. Recenti studi hanno altresì dimostrato che le reazioni emotive prodotte dalla musica stimolano l’ipofisi a rilasciare le endorfine (sostanze chimiche che inducono un senso di euforia naturale e leniscono il dolore) creando un anestetico naturale e rafforzando il sistema immunitario.
La musica migliora la memoria e ci aiuta durante lo studio, aumenta la produttività  sul posto di lavoro, stimola l’amore e la sessualità , favorisce la digestione e genera un senso di sicurezza e benessere, ma soprattutto, agisce sul nostro sistema di guarigione interiore. Un discreto numero di ospedali, centri medici e università  di tutto il mondo utilizzano la musicoterapia per aiutare a velocizzare il processo di guarigione. Il Medical Centre della University of Massachusetts prescrive ai pazienti affetti da gravi patologie la musica dell’arpista Georgia Kelly, mentre il St. Luke’s Hospital di Chesterfield, Missouri, consiglia la musicoterapia ai gruppi di sostegno per pazienti affetti da tumore al seno e durante la fase di riabilitazione nei soggetti colpiti da ictus, in psichiatria, e nei reparti di maternità  durante il travaglio e il parto. I pazienti del Charing Cross Hospital di Londra possono ascoltare la musica classica mentre vengono sottoposti ad anestesia locale prima dell’operazione e secondo un servizio pubblicato sul New Scientist, si riprendono più rapidamente rispetto a chi non ha ascoltato musica.
Musica e meditazione

La musica, influendo sul fisico e sulla psiche favorisce la meditazione. è stata altresì dimostrata la sua capacità  di rallentare e stabilizzare le onde cerebrali: più sono lente, più ci sentiamo rilassati, tranquilli e appagati. Nello stato di coscienza, quando ci concentriamo sulle attività  quotidiane e viviamo forti emozioni negative, prevalgono le onde beta, con frequenza tra i 14 e i 20 hertz. I periodi di tranquillità  sono caratterizzati dalle onde alfa, oscillanti tra gli 8 e i 13 hertz. I momenti di massima creatività , di sonno e meditazione producono onde theta tra i 4 e i 7 hertz. Le onde delta, invece, oscillanti tra 0,5 e 3 hertz, sono espressione di sonno profondo e di uno stato di incoscienza. Per rilassare la mente, migliorare la concentrazione e favorire la meditazione, occorre sistemarsi in un ambiente favorevole, in una posizione comoda e respirare lentamente e profondamente con un sottofondo musicale come per esempio “Tranquility”, un CD prodotto da Ludi Sounds nato proprio con l’intendo di facilitare l’autocontrollo e la serenità  individuale migliorando così gli stati d’ansia. La musica influisce sulla frequenza del polso, sulla pressione sanguigna e sul battito cardiaco: se ascoltiamo la scatenata musica rock il battito cardiaco aumenta ed il respiro si accelera, se invece sentiamo una ballata romantica, cuore e respiro rallentano, la mente si rilassa e la tensione muscolare si riduce.
Forza, flessibilità  e tono sono influenzati dai suoni, perchè tutti i muscoli del corpo sono collegati all’orecchio interno dal nervo uditivo.
Musica e gravidanza

Ascoltare musica per ricavarne benessere presuppone un tipo di disponibilità  all’ascolto molto particolare. Si tratta di calarsi letteralmente nel flusso della melodia e di mettersi in ascolto non soltanto dei ritmi e dei suoni, ma anche delle reazioni che il nostro corpo tende inconsciamente a manifestare. L’ascolto di canti e di musica da parte di una donna in gravidanza, per esempio, migliora notevolmente le capacità  di autorilassamento.
Fonte: “Qui Salute”, Barbara Nicola-Giordano; Filippo Massara

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