Natale: in vacanza un italiano su cinque.

Il carovita pesa sul portafoglio degli italiani, ma non quando si tratta di staccare e prendersi una vacanza, in particolare a ridosso del Natale.

 

Per quest’anno la Confturismo e la Federalberghi, le due associazione di categoria, prevedono un’impennata di richieste, giudicata sulla base delle prenotazioni già  effettuate e da una indagine previsionale.

Risultato?

Tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente circa 11,5 milioni di italiani (rispetto ai 9,5 milioni del 2003), con un incremento del 20%. In vacanza oltre un italiano su cinque, insomma, alla faccia dei conti che languono.

RISULTATI – “Dopo anni di magra, finalmente la voglia di vacanza degli italiani ritorna quasi ai livelli del 2000“. è questo il commento del Bernabò Bocca, Presidente della Federalberghi-Confturismo, alla lettura dei risultati dell’indagine, realizzata dalla Federazione con il supporto tecnico dell’istituto CIRM.

La capacità  di spesa degli italiani rimane invariata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma cresce per numero dei turisti.

Inoltre tropici e viaggi esotici non fanno più tendenza, a quanto emerge dal sondaggio. I connazionali preferiscono rimanere in patria, “per una voglia palpabile di voler scoprire o riscoprire il Bel Paese” ha aggiunto Bernabò Bocca.

Si sfregano perciò le mani gli addetti al settore di fronte alle stime di guadagno: il giro d’affari previsto dal settore sarà  pari a 6,6 miliardi di euro (un incremento del 50% rispetto ai 4,4 registrati nel 2003).

ANNATA MAGRA – Se queste previsioni si realizzeranno, la fase invernale potrebbe riequilibrare un’annata che, dal punto di vista turistico, è stata in realtà  piuttosto magra.

Secondo un’altra indagine svolta dalla Confturismo (Istituto Nexus) lo scorso mese, nel complesso “il 2004 si sta rivelando un anno negativo per il turismo italiano, con un dato che a stento supera il 50% di connazionali che nel corso dei dodici mesi hanno trascorso almeno un giorno di vacanza, dormendo fuori casa ed attivando una reale spesa turistica”.

Dati contraddittori che attendono i risultati finali, a stagione terminata

Fonte: IL CORRIERE, 14 dicembre 2004

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