I 5 miti del Web Marketing

Come ogni panorama professionale, anche quello della consulenza web marketing è popolato di conoscenza, professionisti, strumenti, tecniche, strategie e… miti. Falsi o veri che siano, non importa:

1. “Voglio essere su Google, ma non voglio pagare i click”

La visibilità su Google è ambita, ma alcuni sperano di fare tutto senza il minimo investimento. La percentuale di imprenditori/manager convinti di ciò sta scendendo, ma questo mito è ancora duro a morire.
Da un lato, AdWords è il nemico. Cosa facilmente smentibile, visto che fa fare soldi a tanti business della rete ed è uno strumento pubblicitario eccezionale, forse il più efficace mai concepito. “Mai darò i miei soldi a Google. Meglio darli solo al SEO, ne ho trovato uno che con 40 € al mese mi fa tutto…”.
D’altro canto, infatti, l’Ottimizzazione SEO si vorrebbe fosse gratuita.

Chi del resto non ambisce a lavorare gratis per posizionarti il sito? Una buona strategia di posizionamento è cruciale e crea un valore reale per l’azienda, se ben concretizzata è normale che costi. Inoltre abbandonare AdWords – come mezzo principale di visibilità sui motori o come appoggio al posizionamento, magari per determinati periodi o promozioni – è una scelta che pochi business di successo adottano.
Insomma il traffico dai motori non è gratis:

a) AdWords è una visibilità che funziona, si paga e ripaga l’azienda che investe, se viene gestita professionalmente;

b) si paga il progetto di posizionamento (non pago i click, ma sto pagando il SEO).

Saranno diversi i costi, i volumi, ma il free, quando si parla di traffico dai motori, non esiste.

2. “Investire in pubblicità online costa meno… Internet è low cost”

È vero che la comunicazione online è accessibile ad ogni azienda, in proporzione ai budget disponibili. Ma di qui a dire “se sul web costa meno = il web è low cost” ce ne passa. In alcuni ambienti addirittura la comunicazione online viene vista come meno prestigiosa, mezzo dove investire gli ultimi avanzi del budget marketing.
La rete presenta un livello inferiore di dispersione, alti tassi di conversione e ROI relativamente migliore di altri canali: il tutto ad una cifra relativamente economica (ma esistono sempre i casi in cui un banner su di un portale costa molto di più che di una pubblicità su una testata giornalistica di successo).

3. “Posso gestirmela anch’io la campagna AdWords”

Un altro mito ampiamente diffuso è quello che i tools di web marketing, essendo sostanzialmente ad accesso libero, siano professionalmente alla portata di tutti.
Non basta aprirsi un account AdWords per diventare consulente qualificato AdWords!
Parte delle campagne AdWords che gestiscono gli esperti vengono affidate a loro in seconda battuta, dopo un disastroso periodo di fai da te in azienda o dopo una gestione discutibile da parte di sedicenti agenzie.
Con il Pay Per Click non si scherza, ci sono soldi veri sul piatto e ogni giorno potresti rischiare di buttarli.

4. “Ci serve un blog aziendale!”

C’è stato un periodo in cui il termine web marketing veniva tradotto con “il bisogno di avere un blog”. In grandi e piccole imprese partì così una sfrenata corsa ai corporate blog, alcuni dei quali senza freni, né sostanza.
Creare un blog all’interno della propria strategia web, quando magari neanche esiste una strategia web è controproducente.

Tuttavia il blog può diventare uno strumento molto interessante, a patto che:

a) vi siano strategia e propedeuticità: il blog deve avere una funzione. Cerca di creare un piano nel medio-lungo periodo e di fissare obiettivi web marketing da 0 a 100. Il blog magari viene in una fase avanzata, specie se parti da 0.
b) Ricordati inoltre che è bello “conversare” con i tuoi clienti, ma andrebbe fatta una valutazione: il tuo è il tipo di cliente che viene a conversare costantemente con te sul blog, oppure, visitato 1 volta il tuo sito, non ci tornerà mai più? Valuta che non ti convenga puntare su un’area “Wiki” o, ancora meglio, forse una newsletter, di cui tracciare i tassi di apertura e click.

Prima di adoperarsi in improbabili strategie social, conviene partire dall’ABC, da una campagna AdWords, per poi allargarsi al SEO. Per il resto c’è sempre spazio in seconda battuta.

Il blog ha quindi uno scopo, una funzione marketing all’interno della nostra azienda. Senza tale funzione, il blog diventa una moda, con pochi lettori e senza un focus preciso. Il blog, specie quello di nicchia, può essere un ottimo veicolo intorno al quale sviluppare un’audience fortemente interessata ai contenuti proposti e motivata ad intraprendere eventuali azioni. Questo a patto di essersi specializzati in un argomento che diventa il cuore pulsante del blog.

5. “Dobbiamo essere su Facebook!”

Pian piano la febbre da blog è stata accantonata. Sostituita da un nuovo mito: essere su Facebook.
Facebook è uno strumento incredibile per intrattenersi, relazionarsi, condividere e via dicendo. Facebook può essere anche molto utile al business oppure poco utile al business: dipende dal tipo di business!
Abbiamo creduto sin dalla sua proliferazione nelle potenzialità di Facebook e abbiamo casi di successo già da qualche anno (anche tramite i Facebook Ads, con alcuni risultati davvero eccezionali). Altri casi ci hanno invece insegnato che non si deve prendere questo strumento alla leggera: non è tutto oro colato e non si può improvvisare.

Vale un po’ quanto detto per i blog: analisi delle opportunità , strategia, propedeuticità.

Fonte: Informazione da Newsletter (TagliaBlog 6 ottobre 2010)

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