Lo studio sulle tecnologie dell’Istat.

Il telefonino ha ormai superato, quanto a diffusione, tutte le altre tecnologie: ma non la televisione, che resta l’incontrastata regina delle famiglie italiane. A dirlo è l’Istat, che in uno studio sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sottolinea come ormai il 78,2% delle famiglie abbia un cellulare, ma anche che il 96,4% non rinuncia al televisore. Tra gli altri strumenti, spiccano i progressi fatti da personal computer e Internet, che però risentono in maniera massiccia delle differenze generazionali, con le famiglie composte da soli anziani che restano ai margini dello sviluppo tecnologico.

 

 

IL CELLULARE AVANZA – L’istituto di statistica ha tratto le informazioni dall’indagine “Aspetti della vita quotidiana” svolta nell’ottobre 2003 su un campione di circa 20mila famiglie, per un totale di 55mila persone. Dallo studio emerge che la tecnologia che ha messo a segno la crescita più robusta è stato il telefono cellulare, passato dal 27% del 1997 al 78% del 2003. Una galoppata che, tuttavia, non permette al telefonino di scalzare la televisione dal primo posto. Senza contare che le famiglie che hanno due o più televisioni sono ben il 47%, contro il 43% di sei anni fa.

 

INCALZA INTERNET – Ma gli italiani, oltre a guardare la televisione a tutte le ore del giorno e a parlare al telefonino in ogni occasione possibile, a giudicare dai risultati dell’indagine cominciano

anche a navigare su Internet. Nel 42,7% delle case c’è un pc (contro il 16,7% del 1997) e il 30% è collegato alla rete.

 

 

Molte sono poi le famiglie che hanno un videoregistratore (67%) e un impianto stereo (55,7%). Se la tv ce l’hanno praticamente tutti, e quindi senza distinzione di età  o reddito, non altrettanto si può dire delle altre tecnologie. A partire proprio dal telefonino: il 95% delle famiglie con almeno un minorenne ne ha almeno uno, contro il 33% delle famiglie di soli anziani. Forti differenze tra le due tipologie di famiglie si notano anche sul possesso del videoregistratore, dell’impianto stereo e del personal computer (60 punti). Anche il livello di istruzione fa la differenza: in particolare nelle famiglie in cui il capofamiglia è laureato il possesso di pc è al 78% e l’accesso a Internet al 65%.

 
IL NORD E IL SUD – Le differenze dovute al territorio, invece, sono più ridotte rispetto a quelle generazionali e per status sociale, con un divario che non supera quasi mai i 10 punti percentuali. In generale, comunque, sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere quote più elevate di beni tecnologici.
 
ANZIANI AL PALO – In generale, comunque, quasi il 40% della popolazione usa il pc, mentre il 30% naviga su Internet. Restano, tuttavia, forti differenze generazionali, di condizione lavorativa e di territorio, ma anche di genere: le donne che si servono di un pc sono il 34%, contro il 44% degli uomini. Un andamento che si registra anche per quanto riguarda Internet: la navigazione in rosa è ferma al 25%, mentre quella maschile è al 35%.

I beni tecnologici più diffusi, la classifica secondo l’Istat

 

Anno 1997 (%)

2003

Tv 95,4

96,4

Cellulare 27,3

78,2

Videoregistratore 60,7

67,3

Impianto Hifi 47,5

55,7

Due o più tv color 43,4

47,2

Personal computer 16,7

42,7

Modem 3,9

32,3

Accesso a Internet 2,3

30,7

Videocamera 18,1

22,8

Antenna parabolica 12,2

21,1

Consolle videogiochi 14,8

17,0

Segreteria telefonica 12,4

12,5

Fax 3,8

7,2

 

FONTE: Istat, ricerche di mercato

 

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