Come ottenere il numero maggiore di Like alle vostre foto? Scopriamo la ricetta perfetta!

Nell’epoca in cui viviamo, una foto vale più di una recensione ben fatta. Comunicare attraverso le immagini è la via con cui ogni giorno ognuno di noi, attraverso i social media o il network, condivide istanti ed emozioni con un click. Immagini da mostrare agli amici ma non solo: anche nel campo del turismo, infatti, si è osservato come il turista di oggi abbia superato la fase informativa e di come sia diventato “assetato” di immagini per “pre-gustare” (o semplicemente “vivere a distanza” ndr) un determinato luogo di vacanza e non solo.

L’utilizzo di applicazioni e social gioca quindi un ruolo decisivo nel promuovere un territorio, una vacanza o una struttura. Facebook, Twitter, Pinterest o Foursquare: chi non li conosce? Ma nel “mare” delle immagini a disposizione dell’utente, come emergere? Come ottenere attenzione ed un Like su FacebookNikon, assieme all’Università di Berkeley in California, ha cercato così di trovare una risposta al perché alcune foto ottenessero un numero maggiore di Mi piace a differenza di altre. Una ricerca composta da 35 scatti e sottoposta a 500 soggetti da ogni parte d’Europa, ha portato alla realizzazione della ricetta perfetta: etichettata come la formula del “mi piace”, è composta da un’eterogeneità di componenti che, mescolati adeguatamente tra di loro, darebbero il risultato ricercato.

P + A + (I + U + C)                                             
CE (corretta esposizione) – S (sfocatura)
Vi sembra complicata? Tranquilli, non lo è; e forse, dice cose che già tutti sapevamo.

Dall’analisi effettuata, i fotografi che utilizzano Facebook dovrebbero eseguire i loro scatti selezionando come soggetto principe panorami (P) o animali (A) senza eliminare la possibilità di inserire un soggetto preposto volto a creare ispirazione (I) come un tramonto, ed ancora, la possibilità di un tema umoristico (U) o di un qualcosa di carino (C); il tutto ovviamente, prestando attenzione a minimizzare la sfocatura (S) e ad ottenere la più corretta esposizione (CE). Ma, e c’è un ma, tutto ciò che brilla non è oro: la formula presenterebbe dei limiti formali. Il fatto che la corretta esposizione sia al denominatore, porterebbe ad avere un valore finale della posa minore quanto più il fattore della luminosità sia ritoccato.


Ecco dunque la “banalità” di tale formula: ogni fotografo infatti vi direbbe a priori che una foto con corretta esposizione (quindi una foto né troppo scura, né troppo chiara) sia predestinata ad avere maggior successo rispetto alle “concorrenti”. Stando ancora a quanto espresso da un fotografo professionista (Milo Shaky ndr), si evince anche come:

“Non rappresenta una trovata pazzesca nemmeno considerare che le fotografie raffiguranti gruppi di persone a una festa riscuotano minor coinvolgimento rispetto a un tramonto o un paesaggio mozzafiato: nel primo caso l’interesse sarà limitato ai diretti soggetti ritratti all’evento e, magari, a qualche amico; nel secondo, invece, scatta un’empatia emozionale con il luogo in cui l’osservatore può sognare di trovarsi” avvalorando la tesi che tale formula non dica “nulla di nuovo”. (wired.it)

Ma tentare non nuoce e sia mai che le vostre foto ottengano il risultato tanto sperato seguendo questi accorgimenti!

IdeaTurismo, società di marketing e consulenza, comunica con le immagini di strutture ricettive e non solo, al fine di creare un legame con il “visitatore-virtuale” fin dall’inizio e potrà  ora così testare sulla propria pagina Facebook la veridicità di tale studio! Visitala tu stesso, e vediamo che reazione avrai! Scatterà  il Mi piace?

Fonte: wired.it

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