L’edizione 2007 della Guida Gambero Rosso.

Sono sempre loro i re della ristorazione italiana: Gianfranco Vissani (ristorante “Vissani” di Baschi) e Fulvio Pierangelini (“Gambero Rosso” di San Vincenzo). A stabilirlo è la Guida dei Ristoranti d’Italia, il Gambero Rosso 2007 (pp. 574 – euro 20), presentata oggi nella sala della Protomoteca in Campidoglio dal curatore Marco Bolasco e dal direttore Stefano Bonilli.

E se al top della classifica si riconferma anche quest’anno, la coppia Vissani Pierangelini a pari merito (con il punteggio di 96/100) seguiti a ruota da Massimiliano Alajmo della Calandre di Rubano (93/100), si distinguono anche tre new entry: Guido di Pollenzo, il maestro Gualtiero Marchesi – assente da cinque anni dalla classifica – e Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa.

Una hit parade degli chef quella del Gambero Rosso, che pare del tutto in linea con quella della “Guida de l’Espresso- Ristoranti d’Italia 2007”, uscita i primi di ottobre e giunta quest’anno alla sua ventinovesima edizione.

Nel Gambero Rosso 2007 (che conferma anche i propri giudizi del 2006) aumentano sia i ristoranti segnalati, da 1564 a 1804 (il 20% in più), sia quelli a “premiati” con le Tre Forchette, simbolo massimo di eccellenza, che nella guida 2007 raggiunge il record di 23 (erano 22 lo scorso anno).

Viene, inoltre, confermato il ruolo di leader della provincia rispetto alla città  (ben 18 ristoranti su 23 hanno sede in centri medio-piccoli), mentre tra le regioni il Veneto ribadisce il suo primato con ben 5 “Tre Forchette”, seguito da Lombardia e Toscana con tre locali al vertice.
Com’è ormai tradizione, il Gambero Rosso premia anche le migliori trattorie italiane. Sono 15 i locali segnalati quest’anno (quattro più del 2006) con il simbolo dei Tre Gamberi, che significa eccellenza per la valorizzazione del territorio, la gestione famigliare e l’attenzione ai prezzi. Aumentano di molto anche gli Oscar qualità /prezzo che quest’anno sono addirittura 45 contro i 18 della scorsa edizione.
La novità  della guida 2007 sono i 125 ristoranti segnalati con il nuovo simbolo del boccale con la schiuma, che indica locali che sono particolarmente attenti alla cultura della birra.

“E’ la qualità  – ha spiegato Bonilli, direttore del Gambero Rosso – il nucleo della grandissima salute di cui gode in questo momento la cucina italiana e che ne costituisce l’identita, non più divisa tra tradizione e creatività , ma basata sulla eccellenza della materia prima, del modo di lavorare, dell’ospitalità . Perchè – conclude Bonilli – gli chef italiani dell’eccellenza sono oramai cuochi-imprenditori innestati saldamente su un’opera di fine e complesso artigianato”.

Ecco la classifica del Gambero Rosso
– Gambero Rosso, San Vincenzo (Li) – 96 punti
– Vissani, Baschi (Tr) – 96 punti

– La Pergola dell’Hotel Hilton, Roma – 93 punti
Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mn) – 93 punti
– Le Calandre, Rubano (Pd) – 93 punti

– Cracco-Peck, Milano – 92 punti
– Don Alfonso 1890, Massa Lubrense (Na) – 92 punti
– Enoteca Pinchiorri, Firenze – 92 punti
– La Torre del Saracino, Vico Equense (Na) – 92 punti

– Laite, Sappada (Bl) – 91 punti
– La Madonnina del Pescatore, Senigallia (An) – 91 punti
– Perbellini, Isola Rizza (Vr) – 91 punti

– Antonello Colonna, Labico (Rm) – 90 punti
– Arquade Hotel Villa del Quar, S.Pietro Cairano (Vr) – 90 punti
– Da Caino, Montemerano (Gr) – 90 punti
– Combal.zero, Rivoli (To) – 90 punti
– Il Desco, Verona – 90 punti
– Duomo, Ragusa – 90 punti
– Gualtiero Marchesi, Erbusco (Bs) – 90 punti
– Guido, Bra (Cn) – 90 punti
– St.Hubertus Hotel Rosa Lapina, Badia (Bz) – 90 punti
– Uliassi, Senigallia (An) – 90 punti
– Villa Crespi, Orta San Giulio (No) – 90 punti

FONTE: La Repubblica, 16 ottobre 2006
 

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