LEADER SI NASCE O SI DIVENTA?

Nella nostra società sentiamo usare e abusare sempre più spesso della parola leader, non solo nel management, ma anche nella politica, nello sport, e in campo musicale.

Leader non si nasce, anche se c’è chi fin dall’infanzia è caratterialmente più propenso di altri alla leadership.

Leader si diventa nella vita, non per imposizione di un potere proprio, ma perché altri riconoscono  questa persona come una guida. Infatti, essere leader non vuol dire comandare, ma essere capaci di guidare un gruppo di persone, di perseguire degli obiettivi comuni e ottenere totale fiducia dal proprio team.

La parola leader deriva dall’inglese to lead che significa guidare, condurre, portare verso.

followershipChan Kim e Renée A. Mauborgne definiscono la leadership applicata al management come la “capacità di creare motivazione, di suscitare coinvolgimento e di supportare gli uomini e le donne dell’organizzazione, assumendo che dalle loro competenze e dalla loro motivazione dipendono di fatto le performance aziendali”. 

Chiunque può diventare leader se rispetta le 5C della “Diamond Leadership”, termine coniato negli Stati Uniti per sottolineare che avere un buon grado di leadership è cosa rara e preziosa, come un diamante.

I criteri per l’individuazione di un leader “diamante” sono:

  • Color ( colore): si riferisce alla personalità del leader;
  • Clarity (limpidezza): intesa come trasparenza verso gli altri;
  • Cut (taglio): la professionalità nel raggiungere gli obiettivi;
  • Carat (carato): riferito alle sue caratteristiche e capacità distintive, che lo rendono unico;
  • Certification (certificazione): la fiducia che gli altri ripongono in lui.

Un buon leader deve avere carisma, ossia personalità e consapevolezza delle proprie capacità. E’ importante  che il leader sia un esempio, un motivatore e trasmetta in modo chiaro i valori e la visione d’impresa. Deve essere credibile, affidabile e leale per garantirsi la fiducia dei membri del suo team; leadershipessere professionale e condividere con gli altri le proprie conoscenze ed avere ottime capacità comunicative.

Infine, è importante che il leader sia in grado di motivare il team, suggerendo loro gli strumenti per guardare lontano e raggiungere gli obiettivi prefissati e stimolarne l’unione.

A seconda di quali delle doti appena elencate vengono applicate, si possono avere tre diversi tipi di leadership:

  • Autocratica: il leader impone le proprie decisioni, segue il proprio istinto e la propria volontà, decide quando e cosa fare e non chiede il parere degli altri.
  • Democratica: i componenti del team prendono parte al processo decisionale, vengono coinvolti nel progetto e questo aiuta il leader a fare in modo che gli obiettivi di ciascun individuo coincidano con quelli dell’azienda; questo approccio motiva tutto il team, rende il lavoro più complesso ma anche più entusiasmante e coinvolgente.
  • Di delega: è il team che sa come e cosa deve fare ed agisce lasciando al leader la sola responsabilità delle decisioni che saranno prese.

Il vero leader adotterà uno stile diverso a seconda della situazione in cui si trova ad agire.

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