Le medicine naturali

Nonostante gli innegabili progressi scientifici della Medicina Occidentale, che l’hanno resa insostituibile nella terapia di alcune malattie, si fanno strada numerosi interrogativi circa l’ accettabilità  degli effetti collaterali di certe cure e circa la evidente ingerenza degli interessi economici dell’industria farmaceutica nelle scelte dei medici. Ancora di più si sente l’esigenza di una maggiore attenzione all’uomo nella sua interezza, in contrasto con l’ottica a volte troppo freddamente scientifica adottata dalla Medicina convenzionale, solitamente mirata a curare la malattia più che il paziente e orientata ad adottare le cure in base a criteri di tipo statistico, troppo rigidi per adattarsi alle infinite sfaccettature della personalità  umana. E’ pertanto crescente il numero di persone che si rivolge a medicine diverse da quella cosiddetta Ufficiale per curare la propria salute.

 

Medicina Occidentale, Medicina Ufficiale, Medicina Convenzionale sono tutti termini con i quali si designa la “nostra” medicina basata sul paradigma biomedico proprio della cultura dell’Occidente. In contrasto, altrettante sono le definizioni delle medicine cosiddette “Alternative”. Abbiamo scelto fra tutti il termine Medicine Naturali, perchè ci sembra rispecchiare meglio la loro essenza. Si tratta di un patrimonio enorme di cultura terapeutica cresciuto e sviluppatosi nei millenni in diverse aree del mondo e caratterizzato dal principio di fondo dell’armonizzazione dell’uomo con le energie che lo circondano come via per il benessere e la guarigione.

Panorama delle medicine naturali

 

Quelle che chiamiamo Medicine Antiche, sono importanti eredità  culturali, dalle quali sono derivati gli sviluppi di grandi sistemi medici, ma che non hanno lasciato una loro tradizione attualmente viva. Si tratta di medicine che hanno contribuito grandemente allo sviluppo anche della moderna medicina.

Per Medicine Tradizionali intendiamo invece dei sistemi medici ancora oggi funzionanti, ai quali da centinaia d’anni si affida la salute di intere popolazioni.

Le Medicine Etniche, spesso radicate in tradizioni sciamaniche, sono culture mediche che non sono assurte pienamente a livello di scientificità , ma che posseggono interessanti bagagli di esperienze che oggi vengono rivalutati.

Da questo immenso patrimonio e dai contributi originali di scienziati delle epoche moderne (dal Medioevo ai giorni nostri) sono poi sorte miriadi di scienze mediche basate su una filosofia naturale, delle quali abbiamo elencato solo alcune delle più note.

Caratteristiche delle medicine naturali

Per mantenere e ritrovare questi equilibri, le medicine naturali impiegano a scopo terapeutico sostanze reperibili in natura (vegetali in particolare, ma anche minerali e animali), il cibo, la respirazione e il movimento. Molto spesso viene attribuito un ruolo importante alla meditazione e alla focalizzazione del pensiero. Risorse dunque interne all’uomo stesso o proprie dell’ambiente che lo circonda.

Ad esempio per gli Indiani d’America la salute è frutto di un equilibrio con i ritmi della Natura e con le relazioni interne alla comunità  tribale; per i Cinesi si tratta di un’armonia fra i ritmi e le energie propri dell’uomo e quelli del Cielo e della Terra.

Queste forme di Medicina sono anche definite Medicine Energetiche, perchè riconoscono la presenza in tutti i fenomeni naturali e quindi anche nella salute e nella malattia, di un flusso di energie che, se armonioso, garantisce l’equilibrio e il benessere.

Su questo assunto si basano numerose tecniche terapeutiche quali le “ginnastiche energetiche” (yoga, qigong e tai chi chuan fra le più note), l’agopuntura (propria di tutte le culture legate alla Medicina Tradizionale Cinese: Giapponese, Coreana, Tibetana), il massaggio energetico (tuina, shiatsu, massaggio thailandese, ecc.), le tecniche di meditazione. Ma anche l’uso del cibo e delle erbe è fatto molto spesso nella stessa ottica di riequilibrio energetico.

Il termine “Alternativo”, spesso collegato a queste Medicine, non è a nostro avviso molto felice, perchè relega in un ruolo di “ultima spiaggia” un arte medica che invece ha una sua precisa dignità  e scientificità .

Le medicine naturali sono medicine scientifiche?

In genere definiamo “scientifica” la Medicina Occidentale, come dire che tutte le altre culture mediche non lo sono, e creiamo così un grave equivoco. Le medicine naturali non sono infatti antiscientifiche, a patto che vengano applicate nel pieno rispetto delle loro caratteristiche. Ma cosa significa “scientifico”?

Per definire la scientificità  di una medicina, ci si rifà  solitamente ai criteri euristici enunciati da filosofi della scienza quali Sarton, Popper e Porkert.

Il primo criterio richiede che la medicina si basi su un atteggiamento di EMPIRISMO POSITIVO, che si basi cioè su osservazioni ripetute, derivate dall’esperienza pratica. Si pensi che caratteristica di tutte le medicine naturali è proprio l’attenta e raffinata osservazione dell’uomo e della natura, che può vantare millenni di esperienza.

Il secondo criterio impone che le osservazioni vengano riferite in termini comunicabili obiettivamente, attraverso l’adozione di un sistema di CONVENZIONI (un “linguaggio scientifico”). Ogni Medicina nasce in un preciso contesto culturale e ne utilizza linguaggio e convenzioni per poter comunicare senza incertezze quanto viene osservato. Come i dati della Medicina occidentale vengono trasmessi in termini quantitativi utilizzando il sistema metrico, così le osservazioni delle medicine naturali vengono rese nei termini (misure, immagini, convenzioni) propri dei paradigmi culturali da cui nascono e che molte volte sono in grado di rendere aspetti qualitativi altrettanto bene di quelli quantitativi. Pensiamo all’importanza dell’esame della lingua in molte medicine naturali. Quando un medico cinese osserva la lingua di un paziente, la descrive in termini di forma, dimensioni, consistenza, colore e umidificazione e secondo un criterio topografico. Si tratta di dati oggettivi che, inseriti nel paradigma della Medicina Tradizionale Cinese forniscono un quadro estremamente preciso e raffinato degli equilibri interni al paziente.

Terzo criterio euristico è appunto la necessità  di una SISTEMATIZZAZIONE delle osservazioni in una struttura razionale. L’inserimento delle osservazioni raccolte e descritte in termini oggettivi in un quadro di riferimento chiaro e incontrovertibile permette di definire scientifica una Medicina e ciò accade per tutte le medicine Naturali prese nel loro contesto autentico. Per rimanere sull’esempio della Medicina Tradizionale Cinese, le osservazioni effettuate sulla lingua del paziente vengono vagliate con un sistema diagnostico molto raffinato che permette di interpretarle ricavandone una diagnosi ed un principio di trattamento, necessari per impostare la corretta terapia. Le basi di questo sistema diagnostico sono rintracciabili nella tradizione taoista e confuciana della cultura cinese (yin/yang, i cinque movimenti, il sistema dei meridiani e degli organi).

Dalla scientificità  di una medicina deriva la sua capacità  di affrontare in modo non casuale o istintivo, ma sistematico e ripetibile l’analisi, la prevenzione e la terapia di qualsiasi situazione patologica.

A differenza della Medicina ufficiale, tuttavia, le Medicine Naturali richiedono di costruire, su solide basi di conoscenza dei fondamenti, un affinamento della capacità  di osservazione e della sensibilità  del terapeuta.

Il procedimento della medicina ufficiale è per lo più a blocchi chiusi e rigidamente standardizzato. Un dato quadro clinico, confortato dalla coerenza dei dati di laboratorio e delle indagini diagnostiche, prevede poche e ben definite scelte terapeutiche. L’indagine è indirizzata a diagnosticare la malattia e per una data malattia esiste una determinata cura.

Il procedimento delle medicine naturali invece molto spesso è di tipo dialogico. I dati dell’osservazione non devono necessariamente essere tutti coerenti, proprio perchè non appartengono alla malattia, ma alle sue manifestazioni nell’individuo e queste manifestazioni nascono dall’interferenza dei fattori che causano la malattia con le componenti dell’unità  corpo/mente di quel dato soggetto. Il medico è davanti al paziente come davanti ad un dipinto: l’insieme orienta già  con un’impressione immediata, ma solo dall’attento esame di come si combinano linee e colori, si può avere la conferma e la comprensione fine di quella prima impressione, che porta alla scelta terapeutica appropriata.

Medicine naturali e visione olistica

In tutte le medicine naturali l’uomo viene visto come un microcosmo inserito nel macrocosmo. Ogni parte riflette l’insieme e pertanto ogni fenomeno è visto nella sua capacità /necessità  di coinvolgimento di tutto l’uomo e del cosmo stesso. Nella tradizione sciamanica degli Indiani d’America, la natura è un elemento integrante (insieme a corpo, mente e spirito) delle pratiche di guarigione. Per essi la natura comprende anche le relazioni dell’individuo con il suo contesto sociale (tribù): ogni disarmonia in questo contesto può essere causa di malattia per l’individuo, e la malattia, a sua volta porta squilibrio nel tessuto sociale. Il rituale di guarigione è un tentativo di ristabilire un’armonia perduta.

In molte medicine naturali vengono tenuti in considerazione i ritmi del cosmo per impostare la terapia o per preparare i rimedi curativi, sempre nella concezione che la scelta di un momento adatto può rendere più potente l’azione di riequilibrio della cura.

L’uso di riferimenti topografici su alcune zone del corpo, considerate rappresentazioni dell’intero organismo, ai fini sia diagnostici che terapeutici è un altro importante elemento olistico comune a tante di queste tradizioni mediche. La Medicina Tradizionale Cinese offre un esempio molto esauriente: l’esame della lingua, la palpazione dei polsi radiali, l’esame del viso (e nella tradizione giapponese derivata da quella, anche la palpazione dell’addome o ampuku) sono tutte basate su una sistema di riferimenti topografici che permette di relazionare quanto osservato o percepito, ad un preciso disequilibrio dell’organismo. L’auricolopuntura, la rino-faciopuntura, la podopuntura e le tecniche derivate (reflessologia plantare) usano simili criteri topografici. L’iridologia stessa si rifà  ad una lettura dell’occhio come mappa dell’intero organismo.

E’ interessante, per contrasto, ricordare la tecnica cinese della craniopuntura, che invece di seguire un criterio topografico di tipo olistico, si rifà  a proiezioni superficiali di aree cerebrali sottostanti il cuoio capelluto (criterio anatomo-fisiologico).

L’affermare, come fanno le medicine naturali, che ogni fenomeno coinvolge l’intero sistema di equilibri che ci circonda ricorda singolarmente quello che in fisica quantistica è noto come il principio di indeterminazione di Heisemberg. Tale principio afferma che è impossibile misurare al tempo stesso posizione e velocità  delle particelle subatomiche, in quanto, come spiegava Heisemberg stesso “nella fisica nucleare è del tutto impossibile trascurare le modificazioni prodotte da ogni osservazione nell’oggetto osservato.”

L’applicazione corretta delle medicine naturali implica la consapevolezza che ogni correzione apportata ad un disequilibrio porta ad un nuovo equilibrio. Il benessere non si raggiunge, in questa visione, per una via rettilinea, ma per aggiustamenti successivi e il buon terapeuta deve riconoscere l’influsso che il suo intervento esercita sull’equilibrio del paziente.

L’omeopatia classica da un valido esempio di questo processo. La somministrazione di un rimedio, specie se ad alta diluizione, può in alcuni casi portare ad un aggravamento temporaneo della sintomatologia, che è segno di efficacia. In altri casi la somministrazione può portare al riemergere di altri disequilibri precedenti, che devono essere osservati e trattati adeguatamente.

La Medicina ufficiale ha abituato i pazienti e, purtroppo, anche molti medici a considerare l’intervento terapeutico e in particolare quello farmacologico, come una semplice correzione di un guasto biofisico e non come un’interazione con un organismo estremamente complesso e spesso poco conosciuto. Una risposta “anomala” o una non risposta al farmaco non trova a volte un’adeguata spiegazione, tant’è vero che si parla in certi casi non di farmaci inefficaci, ma di pazienti “non-responder”.

L’approccio terapeutico naturale è invece, nel complesso, rispettoso e consapevole delle dinamiche energetiche di ogni individuo.

FONTE: 17 Novembre 2005, benessere.com

 

 

 

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