Le foglie rimangono verdi, in crisi il turismo.

Alberi verdi, tasche al verde. Lungo la costa nordorientale degli Stati Uniti i capricci meteorologici di un autunno bizzarro stanno danneggiando gravemente l’industria turistica di un’area dove ogni anno, tra ottobre e novembre, accorrono folle di escursionisti attratti dagli spettacolari colori delle foglie che si accendono di giallo, rosso, bruno e arancione prima di cadere al suolo.
Una delle principali “spie” ad avvisare gli alberi che è ora di prepararsi alla “muta” sono le gelate notturne, ma quest’anno il termometro ha iniziato a scendere sotto lo zero con un mese di ritardo rispetto alla norma. Per questo gli aceri, le più spettacolari tra le piante semaforo, hanno conservato un manto verde ben oltre il solito. Come se non bastasse, sul New England sono cadute piogge torrenzionali che hanno fatto cadere subito le prime foglie colorate, offrendo così un doppio motivi ai turisti per restarsene a casa.
 
“Quest’anno la gente praticamente non è venuta” si lamenta la titolare di “Incurable Romantic,” un negozio di souvenir della zona. Nella sua bottega le vendite nel 2005 sono crollate del 30 per cento rispetto agli autunni passati e perdite simili vengono lamentate anche nei “gift shop” delle zone vicine.
Un danno molto consistente se si pensa che nel solo stato del Vermont in questa stagione i turisti in arrivo dagli stati più meridionali di New York e New Jersey di solito spendono qualcosa come 338 milioni di dollari. Sulla crisi pesa naturalmente anche il caro benzina, ma la cosa che spaventa di più gli albergatori del New England è che l’annata balorda possa essere la prima di un ciclo da imputare al riscaldamento globale, anche se gli esperti mettono in guardia dal trarre facili conclusioni basandosi su un solo anno anomalo.
 
FONTE: La Repubblica, 10 novembre 2005

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