La ricchezza del territorio italiano.

Del tutto particolari ed emergenti sono le aggregazioni territoriali basate sull’industria del turismo e del viver bene all’italiana, per le quali ancora non si è pervenuti ad una completa definizione della relativa geografia distrettuale.
La disponibilità  di una completa rassegna dei valori di Pil a livello comunale consente di effettuare valutazioni quantitative a seconda della percezione soggettiva del grado di internità  di ciascun comune alle categorie volute, che di seguito vengono esemplificate.
Il Pil prodotto nelle 50 località  turistiche, selezionate nell’ambito dell’indagine RUR, ammonta a 19.021,2 milioni di â‚€, pari a poco meno del 2% del Pil complessivo (tab. 9).
Nella media il Pil pro-capite è superiore dell’11% a quello medio nazionale, ma con punte che rasentano il 50% in più per località  come Cortina o Courmayeur; mentre tali valori sono di molto inferiori alla media nazionale nelle località  turistiche meridionali.
Al di là  della misura notevole che l’economia non osservata (e quindi non registrata nel Pil Istat) assume proprio nelle aree turistiche, specie del Sud, le disparità  rilevate rendono esplicita la necessità  di allargare i settori d’attività  per utilizzare a pieno le opportunità  della risorsa turistica. Solo in tale modo si attua un processo di piena valorizzazione e se ne ha riscontro in termini di Pil comunale. Il modello romagnolo, con alla testa Rimini, che registra un Pil stimato in 3,4 miliardi di â‚€, ha certamente quelle caratteristiche di interdipendenza in grado di generare un volume notevole di reddito: Fiera, Convention, Aeroporto, strutture per l’intrattenimento si affiancano all’originaria offerta turistico-balneare.
Il turismo da grandi volumi è indispensabile per contribuire significativamente ad accrescere il prodotto nazionale, anche se molte fra le località  che hanno una fortissima immagine internazionale, legano una tale caratteristica alla vivibilità  un po’ elitaria. Per questo troviamo ad esempio Positano, fra i centri con basso Pil comunale (tab. 9).

Tab. 9 – Il Pil prodotto in un insieme selezionato dei principali 20 comuni turistici

Provincia

Comune

Popolazione residente (v.a.)

Addetti

 

(v.a.)

Pil

 

(milioni â‚€)

Pil pro-capite (migliaia â‚€)

1.

Aosta

Cogne

1.467

1.105

58,0

39,5

2.

Aosta

Courmayeur

2.790

2.652

102,6

36,8

3.

Aosta

Gressoney – La Trinitè

297

444

15,4

51,7

4.

Aosta

Valtournenche

2.198

1.302

72,7

33,1

5.

Verbano C.

Stresa

4.836

2.054

125,3

25,9

6.

Imperia

San Remo

50.608

22.794

1.148,0

22,7

7.

Savona

Alassio

10.449

5.343

291,1

27,9

8.

Genova

Santa Margherita Ligure

10.405

4.494

172,0

16,5

9.

Como

Cernobbio

6.662

1.988

136,4

20,5

10.

Sondrio

Bormio

4.096

2.871

119,5

29,2

11.

Brescia

Desenzano sul Garda

23.651

10.501

620,5

26,2

12.

Bolzano

Brunico

13.618

11.464

639,5

47,0

13.

Bolzano

Merano

33.656

16.369

1.014,3

30,1

14.

Bolzano

Ortisei

4.484

2.234

124,7

27,8

15.

Trento

Riva del Garda

14.758

8.927

452,2

30,6

16.

Vicenza

Asiago

6.509

3.543

156,1

24,0

17.

Belluno

Cortina d’Ampezzo

6.085

4.011

249,2

41,0

18.

Venezia

Carole

11.342

4.692

264,4

23,3

19.

Venezia

Jesolo

22.698

14.585

640,2

28,2

20.

Padova

Abano Terme

18.206

9.740

570,3

31,3

Fonte: censis 2005

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