La prima eco-casa italiana.

In un Paese dove la vita ha un costo ormai proibitivo, dove solo pochi fortunati, al contrario di quanto possano dire statistiche e ricerche di mercato, riescono ad arrivare a fine mese con un solo stipendio, per risparmiare la soluzione sembra essere spendere. Non siamo impazziti, quanto appena detto ha senso. Per dare un taglio alle spese gli italiani dovrebbero cambiare il proprio modo di vivere e sfruttare, magari, le nuove tecnologie capaci di ridurre drasticamente i consumi di energia elettrica. Per realizzare un sogno di questo tipo, come anticipato, si deve però investire una certa somma. I benefici economici saranno poi verificabili nell’arco di pochi anni.

Una delle primissime costruzioni rientrante in questa tipologia di case è stata realizzata a Venezia, più precisamente a Santa Lucia di Zelarono. In via Gatta è in via di ultimazione una casa super-ecologica dotata del più articolato sistema impiantistico eco-compatibile. I punti forti del sistema sono 5: un impianto fotovoltaico; un impianto solare termico; un impianto geotermico; un sistema per il recupero dell’acqua piovana e un super-isolamento termico.

Gli obiettivi, stando a quanto spiegato l’ingegnere della società   che ha realizzato questo mix eco-tecnologico, sono 2: non sprecare” e “usa al meglio le energie rinnovabili. In questo modo non solo si rispetterà  l’ambiente, risorsa preziosa e che tutti dovremo cercare di tutelare meglio ma si risparmieranno moltissimi soldi. Investire qualche euro di più all’inizio significa recuperarli con gli interessi nell’arco di pochi anni.

Ma vediamo nel dettaglio di quali tecnologie gode la super casa. L’impianto fotovoltaico è costituito da 22 pannelli solari, da 1,26 metri quadri ciascuno, montati sul tetto dell’abitazione e invisibili da terra. Dal tetto dell’abitazione, stando a quanto spiegato dai proprietari, arriva tutto il fabbisogno di energia di cui ha bisogno la famiglia. L’impianto in questione sviluppa 3,6 Kilowatt di potenza. In un anno può produrre circa 4.000/4.550 Kilowatt. E tutto ciò che non consumate? L’Italia, come gli altri Paesi europei, aderisce al cosiddetto “conto energia”.

Cosa significa? Il Gestore della rete elettrica paga all’utente 0,46 euro per ogni Kwh prodotto grazie al Sole. Cioè molto di più di quanto costa a noi, nella bolletta Enel, il Kwh acquistato dall’azienda elettrica. Dal Sole, insomma, arriva ciò che ci serve e anche un discreto reddito, circa 2.500 euro extra ogni anno.

L’impianto geotermico. La famiglia che andrà  ad abitare la casa di via Gatta potrà  riscaldarsi d’inverno e rinfrescarsi d’estate sfruttando semplicemente la terra. Sotto la casa, infatti, sono stati piantate due sonde che arrivano a 100 metri di profondità . La loro funzione? Innovativa quanto banale. Trasportare in superficie, e più in dettaglio dentro l’abitazione, la temperatura costante del sottosuolo (14 gradi tutto l’anno). L’aria, ovviamente, viene sparata nella casa da una serie di termoconvettori azionati dal sistema fotovoltaico.

L’impianto solare termico. Un altro gruppo di pannelli solari, posizionati anche questi sul tetto, consentono di usare l’energia del Sole per scaldare l’acqua sanitaria, cioè quella che si usa per lavare i piatti o fare la doccia. Solo d’inverno, nelle giornate particolarmente uggiose, sarà  necessario ricorrere ad una caldaia tradizionale per integrare il sistema solare e avere l’acqua alla temperatura desiderata. Tutto il sistema di climatizzazione della casa, cosa apparentemente banale, è controllabile tramite Internet. Questo significa che la persona può accendere il sistema prima di rientrare a casa e ritrovarlo alla giusta temperatura.

Riciclo dell’acqua piovana. Nel giardinetto che circonda la casa è stata installata una vasca della capacità  di 5.000 litri che raccoglie l’acqua piovana convogliata dal tetto attraverso le grondaie. Una volta filtrata, tutta quest’acqua, può essere usata per i servizi. Considerando che una famiglia di tre persone usa il bagno 10 volte al giorno, il calcolo è bello che fatto. Ogni anno si riciclano circa 50mila litri d’acqua.

La coibentazione. I muri della casa hanno uno spessore medio di 40 centimetri. Questo, aggiunto al “cappotto”, il rivestimento esterno in materiale isolante, consente di “non disperdere il fresco o il caldo che si trova dentro i vari ambienti. Il costo? Complessivamente 28mila euro. Una somma esagerata, diranno alcuni, che permette tuttavia di risparmiare, solo nel primo anno, diverse migliaia di euro in energia elettrica ed acqua. A questo la soddisfazione di aver contribuito a salvaguardare l’ambiente.

Fonte: GiornaleTecnologico, 26/10/2005

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts