La crisi non frena le spese per il benessere

La crisi economica cambia il modo di consumare e riduce gli acquisti, ma la spesa degli italiani per la cura della persona e per il tempo libero non sembra conoscere cali. L’esborso delle famiglie per attività  ricreative e culturali è triplicato dal 1970 al 2004. Quello per la ristorazione, nello stesso periodo, è raddoppiato. Un arco di tempo in cui si è registrata una vera e propria esplosione delle spese per il benessere, il wellness come è ormai spesso indicato.

PALESTRE E RISTORANTI – Tra i consumi più gettonati segnalati dall’Istat per il 2004 figurano – nonostante i rincari subiti – i servizi alla persona (parrucchiere e altro per 8 miliardi di euro e un incremento del 4,6%), i servizi ricreativi (18 miliardi di euro e un +7,6% all’attivo). Crescono anche le spese per l’istruzione (6,4 miliardi, +3,6%). Palestre, cura del corpo e ristoranti danno vita, secondo un’indagine condotta dalla Fipe-Confcommercio, all’86,2% del fatturato generato dal settore nel suo complesso e assorbono, secondo alcune stime, circa 400 mila addetti. Negli oltre 86 mila ristoranti e 140 mila bar e caffè è stato registrato nel complesso un fatturato di 40 miliardi, con ampi margini di sviluppo, affermano gli stessi commercianti.
DIMINUISCONO I PASTI COMPLETI – Nei ristoranti si assiste, più per motivi di dieta che di portafoglio forse, secondo quanto mette in luce la Fipe, ad un cambiamento delle scelte. Secondo l’associazione di categoria, infatti, il 46,2% dei ristoratori afferma che è diminuito il consumo di pasti completi serviti in un normale giorno di attività , un indice che sale al 53% se ci si riferisce esclusivamente alla cena. A pranzo la combinazione più richiesta dai clienti è quella dell’antipasto più il secondo (meno propensione per i dolci, mentre è bassa la percentuale di chi sceglie un contorno). La sera l’alternativa “pizza” conquista sempre più spazio anche nella cosiddetta ristorazione tradizionale; ed anche in questo caso ad allettare maggiormente i consumatori è il secondo piatto, magari in abbinamento ad un antipasto o al primo a danno dei contorni, sempre meno chiesti, per gusto alimentare, ma anche per tenere sotto controllo la spesa, concentrata sulle pietanze principali.

LOCALI E STABILIMENTI BALNEARIBingo, locali notturni e stabilimenti balneari contribuiscono alla dinamica del comparto in modo decisamente meno marcato: rispettivamente con il 2,6, il 2,4 e il 2,1 per cento. Negli ultimi dieci anni sono poi triplicati i centri commerciali, da 223 a 603 strutture, occupando oltre 130 mila dipendenti.
FONTE: Il Corriere, 31 luglio 2006

 

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