Italiani, popolo di salutisti?

Quanto sono attenti gli italiani al loro rapporto con i cibi?
In generale,  come ha riportato la ricerca TNS Infratest, l’importanza di un’alimentazione corretta al fine di assicurarsi una condizione salutare ottimale, è condivisa dalla quasi totalità  degli intervistati.
I prodotti maggiormente acquistati per assicurarsi un alimentazione corretta risultano essere le tradizionali frutta e verdura fresche.
Molto più bassi i consumi dei più innovativi cibi biologici, arricchiti o light.

Alti invece i consumi di prodotti surgelati: vengono consumati in media una volta alla settimana.
Non solo, quasi la metà  del campione li considera anche sani e naturali. Il gusto degli alimenti salutistici pur non rappresentando un ostacolo alla loro diffusione non sembra soddisfare pienamente chi li consuma.

Nonostante l’importanza riconosciuta ad un’alimentazione corretta solo la metà  del campione ha sviluppato l’abitudine di consultare con una certa regolarità  la tabella degli ingredienti degli alimenti.
Ancor meno diffusa la pratica di consultare le tabelle nutrizionali degli alimenti probabilmente anche a causa della difficoltà  citata da molti intervistati di comprenderne il contenuto.

E infatti a costruire la cultura di una sana alimentazione sono maggiormente i mass media nel loro ruolo informativo e il dialogo con amici e familiari.

Con riferimento alla variabile prezzo, il 40% degli intervistati non si dichiara disposto a pagare alcun sovrapprezzo per avere la sicurezza di acquistare e consumare cibi sani.
Un rincaro del 10% potrebbe essere accettato da circa 1/3 del campione mentre solo il restante 20% accetterebbe rincari superiori a questa soglia.
Allo stesso tempo però per più di un terzo degli intervistati esiste ancora spazio per migliorare l’offerta di prodotti salutistici nei super/ipermercati visto che attualmente non risulta pienamente soddisfacente.
Concludendo, ciò che sembra emergere è un’attenzione diffusa verso un’alimentazione sana ricercata principalmente in prodotti base della nostra cucina tradizionale; in prodotti la cui salutisticità  sembra essere più un dovuto che un attributo addizionale da pagare con un rincaro di prezzo.
Molto meno consolidato il consumo dei più innovativi prodotti biologici o arricchiti non da molto presenti sul nostro mercato e quindi meno radicati nelle tradizioni alimentari degli intervistati. Diffuso il consumo di cibi surgelati invece percepiti come non distonici rispetto all’idea di un alimento sano.

FONTE: My marketing, 24 Novembre 2005
 

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