Italian Dreamtime: ritratto di emigrati italiani in Australia! – Racconti di una protagonista del viaggio…

Si dice che “il modo migliore di capire il mondo è vederlo ed osservarlo dal maggior numero di angolazioni“.

Scopriamo il “continente a testa in giù” attraverso le emozioni e i racconti di Francesca, in passato collaboratrice di Ideaturismo, società di consulenza con sede a Trento, e oggi protagonista assieme ad altri 4 ragazzi, del progetto Italian Dreamtime

Che cos’è Italian Dreamtime?

Italian Dreamtime – sognando l’Australia è un progetto che vuole raccontare le esperienze e le emozioni dei tanti italiani nella Terra dei canguri: l’Australia. Dopo il boom di partenze tra gli anni ’50 e gli anni ’60, è arrivato quello del 2010! Sempre più persone partono con i “visti studenti” o con i “working holiday visa” nella speranza di trascorrere un anno down-under e chissà… magari anche fermarsi più a lungo. L’Australia è sempre stata una meta molto allettante per gli italiani, in particolare per il suo “mood” rilassato, felice e positivo. Italian Dreamtime, progetto nato da un’idea di Emiliano Bechi Gabrielli e Denis Strickner riprende il diario di viaggio di Pier Paolo Pasolini, La lunga strada di Sabbia (1959), nel quale l’autore esaminava i cambiamenti avvenuti in quegli anni, tra dopoguerra, boom economico e nuova borghesia. Allo stesso modo in questo progetto, si vuole ritrarre l’emigrazione italiana in Australia, tramite interviste a persone, incontrate in vari luoghi della vasta Terra dei Canguri.

Italian Dreamtime, non è solo un diario di viaggio, ma una rete di persone che va a svilupparsi con il road-trip e un gruppo di ragazzi che viaggiano insieme. I protagonisti sono loro:
Emiliano Bechi Gabrielli – videomaker, fotografo, social media specialist
Denis Strickner
Renato La Monica – video maker e fotografo trickner – videomaker e blogger
Oriana Pagano – web designer, blogger e fotografa
Francesca Novali – content manager

Italian Dreamtime in 5 aggettivi:

  • Inaspettato: Emiliano e Denis mi parlavano di questo progetto da mesi, quando poi è arrivata la domanda: Franci vuoi venire ad aiutarci con Italian Dreamtime? Mi si è riempito il cuore di felicità  e in due settimane ero già a Malpensa con zaino in spalle.
  • Entusiasmante: volare dall’altra parte del mondo è di per sè già una cosa che mette allegria e felicità, farlo per lavorare ad un progetto in cui si crede fortemente ha fatto si che le mie giornate diventassero un momento dietro l’altro di entusiasmo.
  • Stimolante: ricordo perfettamente la prima intervista fatta ad una ragazza architetto che vive vicino alla spiaggia di Tamarama a Sydney. Si capiva che qui in Australia se ti dai da fare, puoi veramente riuscire in quello che credi e questo, oltre che stimolante, ti da una carica che spesso in Italia si trova con difficoltà.
  • Moderno: uno dei motivi per cui ho accettato subito di investire in questo progetto è stato per il suo format decisamente originale. L’idea di raccontare storie di italiani in Australia con video interviste e comunicando il tutto attraverso i social mi ha incuriosito ed interessato all’istante.
  • Infinito: In primis perchè le nostre giornate qua sono infinite, tutto il giorno in giro per le interviste e riprese e poi alla sera pc accesi per segreteria, scaricare file, post-produzione e molto altro. Infinito è il nostro viaggio, chilomentri su chilometri on the road, con campervan, fuori strada, aerei e bus, da sud a nord, poi centro ed isole, un girotondo dell’Australia che profuma di avventura.

Come è nata l’idea di partire per l’Australia e per Italian Dreamtime?

Alcune decisioni non necessitano di essere ponderate troppo: quando senti che è la cosa giusta ci si deve buttare. Non dico sia cosa facile e nessuno ti assicura che andrà bene, ma se pensi che quella scelta ti farà star bene e ti potrà accrescere… non resta che concretizzarla.

L’Australia prima di partire


L’Australia è stata un elemento sempre presente nella mia vita. Non ricordo esattamente, ma devo aver visto un documentario da piccola sull’Australia, quando mi chiedevano quale fosse il mio animale preferito rispondevo il Koala! Per diversi motivi non sono mai partita, se non con la fantasia, ma ho sempre guardato a questo Paese come un posto unico, bello, bello nel vero senso della parola, nei paesaggi, nella gente e nell’approccio alla vita. Sono partita senza aspettative, perché penso sia il miglior modo di viversi a pieno ogni momento. L’unica paura era quella economica, gran parte del viaggio è stata autofinanziata e viaggiare on the road per quasi due mesi tra alloggio, pranzi e cene, connessioni internet, non è spesa indifferente.

L’Australia è veramente una terra di grandi opportunità?

Ora che sono qui posso dire che sì, l’Australia è una terra di opportunità, ma questo non significa che lo sia per tutti. Le opportunità ci sono se sai l’inglese, se hai una formazione e se, soprattutto, ti rimbocchi le maniche.

Come mai secondo te l’Australia è una calamita per gli italiani? Quanto MADE in ITALY si respira in Australia?

Il motivo per cui l’Australia sia una calamita, penso sia dovuto in gran parte dal fatto che chi c’è stato, per la maggior parte, riporta un’esperienza positiva e di arricchimento. Oggettivamente la vita lì è più semplice rispetto all’Italia. Più semplice nella ricerca di lavoro, nell’aspetto burocratico, nel riuscire in quel che si vuole. Il MADE IN ITALY in Australia è molto presente ed anche riconosciuto per la qualità con cui viene proposto.

Il posto dove hai lasciato il cuore nella “Terra dei canguri”?

È difficile citare un posto solo, anche perché l’Australia è talmente vasta che ogni meta raggiunta era completamente diversa. Ci sono però due posti che leggendo la domanda mi sono venuti subito in mente. Uno è Byron Bay lungo la Gold Cost. Mentre camminavamo sulla spiaggia guardando i surfisti aspettare l’onda giusta abbiamo visto delle strane macchie nel mare, macchie che d’un tratto sono saltate nell’aria: erano delfini. Quel momento, l’emozione di vedere dei delfini liberi saltare nell’oceano e giocare, penso rimarrà dentro di me per sempre!
L’altro posto, invece, sono le piscine naturali di Buley Rockhole all’interno del Litchfield National Park.

L’esperienza di cui fare tesoro in futuro

Non lasciare che gli altri ti tolgano l’entusiasmo e pretendi quel che è giusto. In Italia, al momento, c’è davvero molta negatività e pessimismo. In Australia non esiste che tu debba accettare una retribuzione inadeguata pur di avere un lavoro, non esiste che tu debba chiedere ripetutamente di avere il tuo stipendio, non esiste che tu debba lavorare più di quanto stabilito senza la giusta ricompensa, qui semplicemente vieni riconosciuta: la tua competenza è ripagata.

È un concetto normale: dovrebbe esserlo in tutti i Paesi – è semplicemente meritocrazia ed onestà.

Un personaggio che hai incontrato, un’esperienza che hai vissuto e che porterai sempre con te

Mi viene in mente una situazione molto semplice vissuta a Sydney e che ancora oggi mi fa sorridere. Ero in un bar, nella zona di Paddington, e aspettavo che il resto del team arrivasse con il nostro nuovo campervan. Il rental era però piuttosto lontano ed io, insieme alle valigie e attrezzature di tutti, avrò aspettato per almeno 2h30. Mentre lavoravo al PC, si è avvicinato il barista ed io già pensavo: Ecco, adesso mi dirà scocciato se prendo qualcos’altro visto che avevo preso solo un bacon and egg muffin due ore prima. Invece alzo gli occhi e lui con un sorrisone mi guarda e dice: hard work eh, would you like a free coffee? Io, che mi sentivo a disagio vista la mia lunga permanenza, sono stata ripagata con un gesto davvero carino e gentile, cosa rara e che, nella sua piccolezza, fa capire quanto a volte basti poco per rendere una giornata migliore. In questo Paese hanno un’approccio alla vita decisamente più rilassato. Prima di andarmene mi sono scattata una foto che conservo caramente.

La cosa più inaspettata che hai vissuto.


Non c’è esattamente una cosa inaspettata che ho vissuto, ma quello che mi ha sorpreso è l’atteggiamento che hanno le persone. Che in Australia la vita fosse migliore è cosa risaputa, ma solo una volta arrivata qui e semplicemente osservando gli occhi della gente me ne sono effettivamente resa conto. Serenità e felicità, sentimenti che sono tanto ricercati da noi in Italia e che qui sono semplicemente alla base della vita. Ho sentito di una coppia, che una volta in pensione, ha venduto la casa ed è partita per un viaggio del mondo in camper – questo rende esattamente come qui ci sia uno spirito diverso.
Una cosa meno profonda ma che sicuramente mi ha stupito è come in Australia ovunque tu sia, nel deserto, in pieno outback o disperso in qualche spiaggia, hai sempre un bagno con tanto di carta igienica. Se questo non è un servizio!

 In quale città vi trovate al momento? La prossima tappa?

Dopo aver percorso la spettacolare Great Ocean Road, siamo appena arrivati a Melbourne nello stato del Victoria. Abbiamo completato il giro inizialmente pianificato che consisteva nel Western Australia poi Sydney, Gold Cost-Brisbane, Darwin, Red Centre-Alice Spring, South Australia e Victoria-Melbourne.
Ci aspettano tre intense settimane di lavoro qui prima di tornare in Italia.

Ultima domanda: quanto ti manca il tuo Trentino da 1 a 10?

Penso che una delle mie fortune è proprio quella di amare ed apprezzare smisuratamente il luogo in cui sono nata. Riesco a vivermi a pieno ogni viaggio proprio perché il ritorno a casa per me non è sinonimo di routine o tristezza ma al contrario è sempre un piacere. Il Trentino non mi manca perché ce l’ho dentro ovunque io vada e perché so che ovunque io sia posso sempre tornare a casa.

Grazie di cuore Francesca, per aver condiviso con noi un piccolo tassello di mondo, un piccolo pezzettino di Australia, averci fatto sognare un pò di “Australian Dreamtime” anche qui in Trentino e aver condiviso il tuo entusiasmo e la tua curiosità: l’energia vitale che stimola le idee…

Crediti fotografici: ph.Italian Dreamtime/Francesca Novali

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts