It: il logo dell’Italia

It, il nuovo logo per l’Italia realizzato dalla filiale italiana della Landor.

Un logo che, in teoria, è stato realizzato per celebrare le tradizioni, la storia ed il design italiano; per rafforzare l’idea di un paese ricco dal punto di vista culturale e naturale.

Una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La i, di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. È sovrastata da un punto di colore rosso. La t è verde, per rafforzare l’immagine di un paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all’Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola Italia esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco.

Presentato all’Italia come una creazione fantastica ed esibito con orgoglio dai creatori al presidente del consiglio Romano Prodi e al Ministro delle attività culturali Francesco Rutelli, il logo ha, però, deluso molte aspettative. Graficamente lascia davvero molto a desiderare, tanto che molti blogger, grafici, designer, docenti, web-designer stanno presentando una petizione da sottoporre a Prodi e Rutelli, affinché venga ripensato o ridisegnato.

Una sintesi banale che chiunque, anche non grafico, avrebbe saputo fare (magari anche meglio), un logo mediocre (per non usare termini forti), che meraviglia considerando che la Landor, autrice del logo, è un’azienda che ha sempre elaborato ottimi progetti grafici.

Questo lavoro, purtroppo, non regala all’Italia né una visione originale né fantasiosa, tutt’altro. Non ha appeal e non lo trovo nemmeno comprensibile. È ovvio che se al logo si accompagnano pagine di descrizione, risulta chiaro ed evidente, ma la bravura di un buon grafico è quella di arrivare ad un prodotto che parla da sé, pregno di contenuti e significati.

Onestamente il logo It comunica ben poco: l’idea dell’Italia è banalmente espressa dall’uso del tricolore, per altro utilizzato al contrario (rosso, bianco e verde!!!). La i, con font Bodoni, dovrebbe rimandare all’idea di tradizione e storia, ma in quanti riconoscono questo font ed i significati? La t morbida e flessibile dovrebbe ricordare la morfologia del Bel Paese, ma, di fatto, nemmeno con un grosso sforzo di immaginazione riesce nell’intento. I due elementi, tra loro, non sono per niente fusi, non danno un’immagine unitaria e sinergica, ma frammentaria; ne risultano due elementi a sé stanti completamente separati e disomogenei. Il tutto viene enfatizzato quando alla It si aggiunge alia, la disomogeneità è sottolineata dai font utilizzati (4 font diversi per una parola composta da 6 lettere!!!).

Un logo e un sito davvero mal progettati, che non rispecchiano affatto la bellezza, la storia e la tradizione dell’Italia, una cosa assurda se pensiamo che entrambi sono stati pensati per una visibilità  dell’Italia nel mondo; senza dimenticare il compenso che la Landor ha ricevuto: decisamente troppo soprattutto considerando i risultati!

Concludo lasciandovi il commento che Oliviero Toscani ha rilasciato in merito al logo:

È l’ennesima occasione mancata per il paese, un’operazione mal riuscita e gestita da incompetenti, un piccolo marchietto che rispecchia perfettamente l’Italia di oggi, presuntuosa e poco consistente. Il punto è che in questo tipo di concorsi vincono sempre le aziende come la Landor. Le agenzie tendono sempre ad accontentare i loro clienti e questo pregiudica la creatività. Mi chiedo poi quale sensibilità estetica abbiano politici come Rutelli o Prodi. Questo mi pare un marchio che punta al compromesso. La ricerca ossessiva del consenso crea mediocrità. Questo marchio comunica solo banalità. 

La questione è ancora molto calda, voi cosa ne pensate?

Fonte: architteturaedesign.it, 15 maggio 2008

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