Indagine previsionale sul turismo estate 2005.

I tour operator stranieri segnalano un aumento delle richieste per l’Italia, sostanzialmente confermato dagli operatori delle strutture ricettive che registrano invece un certo rallentamento dei flussi autorganizzati, soprattutto degli italiani.

Secondo gli operatori della ricettività , nei primi cinque mesi dell’anno il movimento turistico ha segnato un’ulteriore diminuzione, con una flessione del -7,5% del volume d’affari.

Ma per l’industria turistica italiana il clima è variabile: i segnali che arrivano dal mercato sono un mix di difficile interpretazione e le previsioni molto discordanti.

Le strutture del comparto alberghiero ad elevata classificazione, registrano risultati di recupero costante e si affidano all’ottimismo delle previsioni, le altre strutture alberghiere e il comparto extralberghiero continuano a confrontarsi con la debolezza della domanda.

In sostanza, sul mercato si sta generando una netta distinzione tra la clientela con un profilo elevato, che chiede e si orienta su servizi a valore aggiunto, e quella che ha scoperto tutti i vantaggi del prezzo e delle numerose iniziative promozionali predisposte dagli operatori.

L’agriturismo, invece, sembra ancora interessato dal rallentamento della domanda; l’ulteriore salto in avanti del numero di aziende conferma che la tipologia di offerta è una meta ancora ambita, tuttavia fa emergere un inevitabile raffreddamento della crescita dei flussi.

Ad oggi le prenotazioni per il trimestre estivo sono trainate soprattutto dai turisti stranieri, mentre per la domanda interna pesano i timori degli effetti che la frenata economica potrebbe produrre sulle vacanze arrivi dei turisti italiani.

Il mercato sembra muoversi a due velocità :

  • Sui mercati stranieri i tour operator segnalano un marcato aumento delle richieste di viaggi per l’Italia, favorito anche dalle strategie promozionali dell’advanced booking. Il rinnovato interesse sui mercati stranieri è una conferma che l’Italia mantiene il suo posizionamento sui mercati, anche se emergono alcuni fenomeni che non è possibile ignorare;

  • Sul fronte dei flussi autorganizzati, invece, gli operatori delle strutture ricettive segnalano un ritardo nelle prenotazioni, frenate da una minore disponibilità  di spesa e da un comportamento di consumo sempre più orientato sulle vacanze brevi e quelle a minore costo. In generale, nonostante le incertezze per il livello di prenotazioni fin qui registrate, molti operatori sperano di poter recuperare le quote di mercato grazie alle scelte del last minute della domanda individuale.

Purtroppo, tra gli operatori si coglie la sensazione che l’offerta italiana non sia ancora pienamente preparata a gestire la ripresa: il 16% degli intervistati chiede una politica di riduzione dei prezzi, il 14% auspica un miglioramento dei servizi del territorio, il 13% un innalzamento della qualità  dei servizi ricettivi e il 9% l’organizzazione di eventi/manifestazioni a carattere culturale. Sono ancora troppe le difficoltà  da superare prima di poter “festeggiare” la fine della stagnazione.

FONTE: CST-ASSOTURISMO, 24 giugno 2005

 

 

 

 

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