Il via libera della Merkel: sì al tunnel

A poco più di un mese dal primo colpo di piccone, sferrato tra dubbi e contestazioni, Angela Merkel si schiera a favore del tunnel del Brennero. E lo fa da un luogo, e con una compagnia, del tutto speciali: un sentiero delle Dolomiti, su cui la Cancelliera in vacanza si è inerpicata con l’amico Reinhold Messner. “Sì, abbiamo parlato anche del traforo ” ha confermato l’ex deputato europeo dei Verdi al quotidiano berlinese BZ ”. E visto che a gennaio lei assumerà  la presidenza del Consiglio Ue, volevo capire cosa ne pensasse”.

La curiosità  è giustificata dall’impegno di Messner a favore del traffico su rotaie, e la Cancelliera non si tira indietro: “Ha riconosciuto che si tratta di un’arteria necessaria, per tutta Europa. E ha promesso che parlerà  con il ministro dei Trasporti”, racconta un testimone d’eccezione, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder (Svp).

Per la sua seconda vacanza sulle Dolomiti (la prima due estati fa, stesso hotel), la Cancelliera aveva scelto un albergo a 3 stelle, il Dolomiten Hof di Sesto Pusteria, paese amato da Wojtyla e Girardelli. Camere in stile tirolese da 95 euro a notte, ottimo per la privacy (se solo l’altoatesino Zett non l’avesse scoperta…) e per le tre passioni condivise con il marito Joachim Sauer: “Passeggiate, libri, musica”. Da lì Angela si è avviata, pile rosso e pantaloni azzurri, per l’escursione sul Monte Rite con l’amico Reinhold. Obiettivo: il Museo tra le nuvole, l’ex forte della I Guerra Mondiale che ospita la pinacoteca di Messner. E mentre la Merkel ammirava il panorama (“Magnifico, ti volti e vedi le cento cime più belle del mondo”), i suoi compagni hanno lanciato l’esca: che cosa pensa del traforo? Non crede che la Germania dovrebbe impegnarsi di più su uno snodo così cruciale per il corridoio Berlino-Palermo?
E pensare che lei l’aveva detto: “La montagna è un luogo stimolante, mi impedisce di rimuginare sulla politica”. Ora però ci sono la crisi mediorientale, il calo di consensi in patria, le polemiche nel partito. E la questione tunnel. A maggio il ministro dei Trasporti Tiefensee aveva garantito a Durnwalder l’appoggio tedesco ” senza promesse economiche. Ad oggi i fondi per l’opera sono divisi tra Ue (20%), Italia e Austria (40 a testa). “Non è sbagliato chiedere un cofinanziamento, soprattutto se si ha la Merkel a portata di mano. Chissà , forse Messner farà  il miracolo “, commenta il verde Riccardo Dello Sbarba, presidente del consiglio provinciale bolzanino.
“Tutti d’accordo sul potenziamento, ma con delle priorità : prima del tunnel, mettiamo mano alla linea esistente e alle tratte d’accesso. La Provincia ha detto che farà  da garante. Vedremo in autunno”. Durnwalder per contro ricorda l’appoggio del cancelliere austriaco Schà¼ssel (ma pochi giorni fa il politecnico di Vienna ha lanciato l’allarme bancarotta, sulla scia dell’Eurotunnel) e del premier bavarese Stoiber, che sostiene l’intervento economico da parte tedesca. “Alla Germania chiediamo di sponsorizzarci a Bruxelles, il 20% di finanziamenti per il tunnel è poco”, chiude il presidente altoatesino.
Saranno le continue intrusioni della politica, sarà  un cambio di programma, fatto sta che alla fine le vacanze della Merkel si sono tinte di giallo: secondo la stampa tedesca i coniugi Sauer avrebbero dovuto trattenersi fino a questo venerdì, dall’hotel si viene a sapere che la loro stanza è libera da domenica. Unica certezza prima del rientro, il tradizionale appuntamento con il festival wagneriano di Bayreuth; la coppia ama molto l’opera, di fatto l’unica occasione ufficiale in cui Joachim, un chimico molto riservato, si mostra al fianco della moglie. Forse lì, nonostante la folla e l’afa, la Cancelliera riuscirà  finalmente a staccare la spina.
FONTE: Corriere, 08 agosto 2006
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