Il paese è resort

Là dove c’era l’erba, domani ci sarà una città, anzi: un paese resort. Quella che nel 16 secolo era la sede di mulini e fucine, poi villaggio operaio a misura d’uomo prestato a campeggi post hippy e surfisti, si trasformerà nel primo paese pensato a misura d’uomo. Realizzato da Coopsette, il progetto è stato disegnato dall’architetto Boris Podrecca. Uomo che parla sette lingue, capostipite di uno studio poliglotta composto da una quarantina di giovani architetti da tutto il mondo.
È in quest’officina di tre piani nel centro di Vienna, messa su con pezzi riciclati, tra colonne di ghisa e cucine hi-tech, che è nata l’idea del primo paese-resort italiano. Una riqualificazione partita dal sapore storico di questo angolo di Italia dimenticata, nella parte nord del lago di Garda, a una ventina di chilometri da Salò. Podrecca ha messo le mani su villa Archetti, trasformandola in una suite-depandance di un albergo di lusso, sul teatro e sul cotonificio Olcese. A Campione del Garda ha avuto l’occasione di poter trasformare l’arredo urbano e la natura di un’area vastissima. Risultato: più di 200 residenze, il 10 per cento duplex e ville vista lago, per potere della geometria e di chi la sa usare. Boutique apriranno nella piazza della Chiesa, una ‘fabbrica’ del benessere di 2 mila metri quadrati garantirà trattamenti ai residenti.

Non volevo sradicare la memoria e l’energia di questo luogo“, spiega l’architetto. La sua ‘archicultura’ è emblema dell’elasticità culturale e tecnica acquisita in una vita da globetrotter. Viennese, cresciuto a Trieste col mito di Otto Wagner e Adolf Loos, premi e concorsi vinti per svariate pagine. “Importante è non essere ‘razzisti’ dello stile: bisogna saper essere francescani, mai gesuiti”, spiega, tra un caffè turco e un altro. A Campione ha realizzato anche un porto da 150 posti barca (solo per i residenti), l’Università della vela e una funivia, che collegherà il paese alla vetta del monte, un ascensore panoramico per raggiungere la club house, attrezzature sportive, solarium e un campo da golf. Una lingua di terra protetta da una montagna di roccia a picco, dove in mezzo scorre il fiume e sotto un parcheggio da 750 posti, essenziale per realizzare un’oasi pedonale in superficie: ci sarà una sola strada carrabile.

Il progetto parte con l’etichetta di essere uno dei più importanti interventi ecosostenibili in Europa, con energia geotermica proveniente dalla falda acquifera del lago. Sul banco, più di 200 milioni di euro di investimento. Fondamentale sarà ora vedere la reazione del mercato.

Fonte: La repubblica, 21 agosto 2009

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