Il lusso goccia a goccia affronta l’ambiente.

Al mondo esistono oltre tremila marche di acqua e l’Italia con un consumo procapite di circa 187 litri all’anno è in cima alle classifiche per utilizzo di acqua in bottiglia1. Tra questa infinita scelta merceologica una nicchia si distingue dalle altre per la sua sublime perfezione incontaminata e per il suo packaging in bottiglie che evocano profumi o oggetti di design. Ecco allora Bling H2O, imbottigliata direttamente alla sorgente in Tennessee USA, raggiunge la perfetta purezza grazie all’utilizzo di raggi ultravioletti, ozono e microfiltrazione, ma ciò che la rende veramente speciale è la bottiglia in vetro satinato con il logo in cristalli Swarovski.

Oppure Cloud Juice, purissima acqua piovano raccolta e imbottigliata a King Island in Australia. 420 Vulcanic, invece arriva direttamente dal fondo di un vulcano inattivo di Tai Tapu in Nuova Zelanda. Mahalo Deep Sea Water trae le sue pregiate gocce da un lago sul fondo dell’oceano dove grazie alla differenza termica e salina quest’acqua non si mescola con quella oceanica. Queste sono solo alcune delle acque di lusso che si possono trovare nei più prestigiosi hotel e ristornati del mondo, tra cui il Claridge Hotel nei pressi di Londra che presenta alla sue clientela d’elite non solo una carta vini ma anche una lista di acque con prezzi che variano dalle 22 alle 8 sterline per una bottiglia da mezzo litro. Il mondo delle acque di lusso diventa incontaminato non solo per la purezza del prodotto ma anche per il modo in cui viene posizionato e venduto nel mercato. Riservato all’alta e altissima ristorazione queste acque hanno un target ben definito e una mission che punta al degustare e non più al dissetare. A seguire l’esempio del Claridge Hotel sono stati numerosi ristoranti che oltre ad offrire una carta delle acque mettono a disposizione dei clienti un water sommelier, il quale consiglia i migliori accoppiamenti con le pietanze richieste degustando le caratteristiche di salinità , durezza, trasparenza, melodia e gusto che determinano il pregio di un brand.

Il trend dell’acqua di lusso ha avuto inizio con l’apertura, alcuni anni fa, degli AquaBar, ideati da Jason Boarde che, in seguito, ha allargato l’idea agli Hydration Bar, punti di idratazione’ allestiti durante feste, premier o sfilate che offrono acque di lusso a una clientela di lusso. Recentemente in collaborazione con i principali brand del mercato delle acque di lusso e’ stato creato un servizio di consegna a domicilio, tra le più note Fiji, Evian e la più particolare Tasmania Rain che per la cifra di $ 60.00 recapita direttamente le preziose bottiglie contenenti 750cl di acqua piovana della Tasmania che non toccano mai terra. Per completare il servizio offrono anche cubetti di ghiacci fatti con l’acqua del brand preferito, per non contaminare la degustazione. Questi stravaganti servizi rispondono secondo Boarde alle sempre più numerose richieste del mondo dell’ospitalità  di alto livello di offrire ai propri clienti bevande salutari, allontanandosi da bibite gassate e zuccherate ma in particolar modo per rispecchiare e mantenere il proprio prestigio.

 

L’acqua di lusso: il caso Filette, Acqua come il Vino.

 

In questo mercato internazionale delle acque di lusso si fa spazio un brand italiano la cui preziosa sorgente, presente dal 440 a.c., è situata a 900 metri sul livello del mare, tra le montagne dell’Appennino Laziale: Filette. Nota per la sua bellezza estetica che si fonde con la prelibatezza di un’acqua oligominerale, presenta caratteristiche organolettiche che la differenziano dalle altre acque grazie al sapore più delicato e fine.

Disponibile in tre diversi gusti: Naturalmente Naturale, Delicatamente Frizzante e Decisamente Frizzante, ciò che distingue Filette da altri brand presenti sul mercato italiano è anche il suo packaging, una bottiglia bordolese da vino che conferisce a prima vista l’importanza e il posizionamento di quest’acqua, ma non solo, l’etichetta in carta satinata con la F in lamina d’argento è il tocco finale che impreziosisce e identifica il brand. Un rivestimento elegante e raffinato per una bottiglia che mira all’alta e altissima ristorazione, realizzato dall’agenzia InTesta del gruppo Armando Testa è stato premiato con la medaglia d’argento per la miglior etichetta al Water Innovation Award nel 2008.

Analizzando il mercato delle acque e scoprendo le più misteriose varietà  di packaging e caratteristiche organolettiche è necessario capire quale di questi due fattori sia il più dominante nel processo che determina l’appartenenza al mondo del lusso. Pietro Ricci, AD di Filette spiega che innanzitutto, perchè un’acqua sia considerabile come prodotto di lusso, è necessario che abbia delle caratteristiche organolettiche

di eccellente livello. Con solo 0,6 mg/l di nitrati Acqua Filette è una delle più pure acque oligominerali europee. L’idea è di esaltare le caratteristiche uniche di questo prodotto grazie a un packaging appropriato. Packaging, che in questo mercato si carica del potere e responsabilità  di comunicare efficacemente il

posizionamento del prodotto mirando a uno specifico target di consumatori che ricercano determinate qualità  nella bevanda ma anche una conferma estetica di elite. Nei punti vendita il packaging è essenzialmente l’unica arma che l’acqua di lusso ha per differenziarsi dalle altre, ma Filette ha attuato una strategia di distribuzione ben diversa che la posiziona come esclusiva per un’elite ben ricercata, infatti come spiega il Sig. Ricci: il mercato premium è stato affrontato con un progetto che si chiama ˜Acqua come Vino’, con l’obiettivo di dare a questa bottiglia la dignità  e il know how che è propria del vino, con degustazioni, vendita attraverso agenti specializzati del settore enologico e non più attraverso distributori di acqua e bevande. L’idea ispiratrice è quella di creare e diffondere una cultura del bere acqua paritetica a quella della degustazione dei vini.

 

Filette quindi intraprende una strada diversa dalle altre acque di lusso, emergendo silenziosamente nel mercato reclama il suo posto tra i vini segnando così un approccio inconsueto, quasi di ostentazione che però evidenzia il prestigio e il valore di una differenziazione merceologica necessaria e voluta per definire il prestigio di quest’acqua. L’utilizzo di un packaging accattivante è necessario anche per conquistare il consumatore che per quanto riguarda le acque di lusso è ancora generalmente inesperto sulle proprietà  che caratterizzano i vari brand. A differenza del vino questo è trend emergente ma come sostiene il Sig. Ricci: sicuramente molto bisogna ancora fare per far comprendere al consumatore, ma è una sfida di cui ci piace farci portatori. Come per il vino si è sedimentata a mano a mano la consapevolezza del buon bere così presto il consumatore sarà  in grado di apprezzare le proprietà  organolettiche di un prodotto e il suo packaging in quanto contenitore in grado di preservarne le qualità . Questo lo porterà  a riconoscerne il valore e il prodotto avrà  immediatamente la sua riconoscibilità  presso il consumatore.

Fonte: http://www.mymarketing.net/agora/editoriali/contributi/dettaglio_articolo.asp?a=26&s=111&i=3850 19 Novembre 2009

 

 

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