I viaggi del futuro si fanno sui divani.

Altro che aerei o treni, è il divano il mezzo più economico per mettersi in viaggio. Bastano 25 euro, e il gioco è fatto. Tappeti volanti o turboveicoli sperimentali non c’entrano, si tratta solo di una nuova forma di ospitalità  che ha contagiato giovani di tutto il mondo. Per viaggiare low cost in tutto il pianeta. Basta solo pagarsi il viaggio. L’idea nasce più o meno sei anni fa a Casey Fenton, studente venticinquenne residente in Alaska, che ha pochi soldi, e una grande voglia di conoscere il mondo. Raggranellato il denaro sufficiente a comprare un biglietto last minute per l’Islanda, Casey rimane con il portafoglio vuoto. Come fare per l’alloggio? Non resta che chiederlo a qualcuno nelle stesse condizioni che quindi può capire bene il problema. Dal pc di Fenton partono 1500 e-mail destinate ad altrettanti studenti di Reykjavik. Non ne conosce nessuno, ma chiede loro ospitalità . Che arriva massiccia. Il viaggio funziona con soddisfazione di tutti, e il ragazzo decide di condividere l’esperienza con altri colleghi aprendo una pagina web. Da allora più di 60.000 ragazzi hanno girato il mondo grazie al sito www.couchsurfing.com che chiede dati, foto, ed eventuale disponibilità  del proprio divano per ospitare gli iscritti. Perchè il punto è proprio questo: al posto di alberghi, ostelli o camere in affitto, si può dormire senza pagare nessun conto sul divano, materasso o anche letto degli ospiti della casa di un altro giovane viaggiatore squattrinato. Il sistema è semplice: ci si iscrive ad uno dei siti che propongono il couchsurfing – oltre a quello di Fenton ne esistono almeno altri due – e si va a caccia dell’ospite che risiede nel luogo da visitare. Per “surfare sul divano”, cioè praticare il couchsurfing ottenendo i contatti necessari, è sufficiente versare 25 euro. Primo step per controllare la serietà  della persona. Gli utenti infatti sono individuati tramite una serie di lucchettini di diversi colori, quattro in tutto, che indicano i vari stadi di certificazione che vanno dal “non si sa nulla di lui”, al “abbiamo verificato carta di credito e indirizzo”. Un po’ di cautela serve sempre. Per i più esigenti ci sono anche gruppi tematici che spaziano dalla politica allo sport, all’arte, e informazioni sul paese che si ha intenzione di visitare complete di clima, mappe e assetto governativo.

Non basta? Nessun problema, perchè per i più curiosi, o i più timorosi, è possibile chattare con gli iscritti del sito conoscendo in anticipo carattere, hobby ed eventuali idiosincrasie. E il profilo, che riporta interessi, lingue parlate e referenze, ovvero la descrizione dei viaggi compiuti, dei propri ospiti, che a loro volta possono inserire qualche riga sul viaggiatore che ha fatto tappa sul divano di casa. A ben guardare è anche un modo per trovare amici nei quattro continenti, per crederci basta compiere il primo viaggio online, parola d’ordine “couchsurfing”.

FONTE: La Repubblica, 3 aprile 2006

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