Un russo ha comprato l’Hotel Villa Agomer

Il turismo fassano è un’industria in crisi? Non per tutti. Un facoltoso cliente di origine russa che ha girato il mondo, dal Perù al Canada, è approdato in Val di Fassa e se ne è innamorato. Tanto da acquistare un albergo e un appartamento per sé. Non è un imprenditore, men che meno uno speculatore. Non ha nessuna intenzione di vendere camere ai tour operator, ma di gestire il suo hotel direttamente fra qualche anno. Assieme a un socio ha avuto l’idea di trasformare il suo acquisto, l’hotel Villa Agomer ad Alba di Canazei, un due stelle che necessita di ristrutturazione, in un cinque stelle, unico in valle e in Trentino, che trova suoi simili in Alto Adige. Ma perché l’albergo è stato venduto? Il gestore, Manuele Leonetti, di origine pugliese, che ha firmato col nuovo proprietario un contratto di due anni per la direzione dell’albergo, non parla certo di crisi. “La proprietà dell’albergo era talmente frazionata tra figli e nipoti eredi dei vecchi proprietari, che ho proposto la vendita dell’immobile, accettando l’interessante offerta d’acquisto”.
La società trentina Ideaturismo, che conta hotel e strutture di alto livello in provincia, ma un po’ in tutta Italia, sta studiando da mesi un progetto a tutto tondo da sottoporre all’amministrazione comunale di Canazei, per creare e inserire nel contesto territoriale fassano un hotel di lusso, aumentando l’attuale volumetria di 5 mila metri cubi, in pari deroga concessa ad altri operatori turistici.
L’aumento di volume non porta ad un aumento di posti letto“, precisa Maurizio Giuliani, responsabile marketing della società. “Le camere diventano più ampie, il ristorante deve rispondere a certi requisiti, si crea l’area bambini, il centro benessere può spalmarsi su una superficie di mille metri e ci sono tanti altri servizi”. Il prezzo di questo hotel potrebbe essere sei volte superiore a quello medio praticato in valle, ma anche più alto, dipende appunto dai servizi offerti. Non sarà una cattedrale nel deserto? La val di Fassa non ha clientela disposta a spendere così tanto. “Se il prodotto è unico e di qualità, il lavoro di marketing è minimo. Abbiamo creato i Family Hotels a misura di famiglia, tanto per fare un esempio, o i 50Plus per gente di una certa età. Famiglie e pensionati scelgono quel tipo di hotel perché risponde alle loro esigenze; se il prezzo poi è adeguato ai servizi offerti, non crea un problema. Il cliente sceglie prima il territorio, e su questo Fassa è privilegiata, poi sceglie l’hotel, in ultimo viene il prezzo. Chi pratica prezzi a 20 euro, segue sicuramente una sua logica, che probabilmente implica l’abbassamento della qualità dei servizi offerti. La nostra società ci mette gli ingredienti buoni, così la torta diventa ottima. Il resto lo fa il territorio, gli impianti. Siamo vicini alla funivia del Ciampac, il posto è bellissimo, gli ingredienti non mancano”. Di questi tempi puntare sulla qualità è una controtendenza, un andare controcorrente.

In Trentino manca una legge, quella che in Alto Adige collega la stella alla spesa per il personale. Le stelle vengono concesse in base alla forza lavoro assunta. Più personale lavora nell’hotel, maggiore è la spesa, migliore è il servizio, più alto dev’essere il prezzo. Noi lavoriamo a fianco di grandi imprenditori e vogliamo far capire all’amministrazione che il nostro imprenditore russo porta know-how, benefici e valore alla Val di Fassa turistica. Il Comune deve capire che vogliamo portare qui la clientela che spende. Il leader turistico non deve spaventare, perché è colui che trascina l’attività. I soldi fanno soldi“.

Fonte: L’Adige, 30 Luglio 2008

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