Google Places: uno strumento importante per posizionamento e brand reputation

Crescono gli investimenti di Google nello sviluppo della geolocalizzazione ed in particolare nell’implementazione delle applicazioni Maps e Places. Non è un caso che il colosso americano  concentri i suoi sforzi in questa direzione, dato che più del 20% delle ricerche globali effettuate dai suoi utenti è finalizzata a trovare l’indirizzo di luoghi e aziende.

Tra le novità la visualizzazione costante della mappa in alto a destra ed il prevalere dei risultati di Google Places su quelli organici, spinti sempre più verso il basso della pagina.

L’impatto di Google Places sulla ricerca online diventa importante e chi si occupa della visibilità della propria struttura deve saperlo gestire. In particolare Google Places deve essere utilizzato come strumento di marketing, oltre che come mezzo per essere localizzati su una mappa e trovati dagli utenti.

Non controllare e riempire la scheda del proprio hotel non significa solo mancare un’occasione di contatto, ma anche correre il rischio di dare un’immagine sbagliata della propria professionalità: in altre parole è una questione di brand reputation. È infatti possibile che Google abbia creato un profilo al vostro posto e che questo risulti incompleto o contenga informazioni inesatte.

Modificare o creare una scheda su Google Places del resto non è complicato: l’applicazione fornisce infatti una pagina di supporto di immediata comprensione e veloce utilizzo.

Compilato a dovere, il profilo diventa l’insegna visibile della struttura, la sintesi di tutte le informazioni che l’utente ha bisogno di trovare e la chiave per raggiungere le opportunità di approfondimento, prima fra tutte il sito dell’hotel.

Il primo aspetto da tenere in considerazione nella gestione di Google Places è la verifica dei contatti. Il nome, l’indirizzo ed i numeri di telefono dell’hotel devono essere uguali, non solo nella sostanza ma anche nella dicitura, a quelli forniti dal sito e dai portali in cui si è presenti. Errori anche piccoli che coinvolgano queste informazioni essenziali, confondono gli utenti, comportano perdite di tempo e soprattutto danneggiano l’immagine della struttura, la cui comunicazione sembra gestita in modo approssimativo e poco orientato al cliente.

Altri elementi da restituire correttamente sono la descrizione dell’hotel e la sua appartenenza alla corretta categoria commerciale. Le categorie variano da paese a paese e permettono una migliore rintracciabilità della scheda. La descrizione, per essere efficace ed attraente, deve essere completa ed arricchita con l’utilizzo di foto e video. Un corretto impiego di specifiche parole chiave può inoltre aiutare il posizionamento.

Come per altre applicazioni, anche in Google Places le recensioni sono fondamentali per comunicare la reputazione dell’hotel ed attirare nuovi clienti. In particolare questo strumento presenta i commenti in posizione immediatamente visibile di seguito alla scheda. È quindi auspicabile che le recensioni siano oltre, che positive, anche recenti e numerose, in modo tale da stimolare la partecipazione dei clienti e produrre un feedback continuo, che “smaltisca” anche eventuali commenti negativi.

Anche il ruolo dei link risulta importante per la corretta gestione di questo, come di altri strumenti di web-marketing. La presenza sulla scheda di collegamenti a portali e directory autorevoli in cui la struttura è inserita, dà il suo contributo in termini di credibilità, prestigio e posizionamento.

In conclusione consideriamo che Google Places si propone come un vero e proprio biglietto da visita, che si offre non ai clienti abituali o a coloro che già conoscono il sito della struttura, ma a potenziali nuovi clienti che entrano per la prima volta in contatto con l’hotel. È dunque fondamentale curare questo spazio con attenzione e coerenza rispetto agli altri strumenti che compongono il web-marketing mix.

Fonte: Informazione da Booking Blog, 21 dicembre 2010

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