Gli italiani e lingue: le usano poco…

Si spacciano per conoscitori ma in realtà  con le lingue straniere, gli italiani non hanno una grande dimestichezza. Le usano poco, sporadicamente, e solo per viaggiare (1 su 2) o per relazionarsi con amici e parenti (1 su 3). Sono convinti che servano per il lavoro, ma non hanno intenzione di impararle. Sono i giovani (91,4%) a spiccare per conoscenza di una qualche lingua.
E’ quanto è emerso da un’indagine del Censis, presentata oggi, realizzata nell’ambito del progetto europeo ‘Let it fly’ in collaborazione con il ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il 66,2% degli italiani dice di sapere le lingue, ma si tratta prevalentemente di una conoscenza scolastica. Questo dato al sud e nelle isole scende al 63% mentre nel Nord-Ovest sale al 67,5% e nel Nord-Est al 69,3%. Indagando, però, sul livello di conoscenza si scopre che il 50,1% afferma un grado di preparazione linguistica “scolastico” (al sud e nelle isole il 53%) mentre il 19% lo valuta “di base”; solo il 23,9% giudica la propria conoscenza della lingua “buona” e “molto buona”.

La lingua più conosciuta è l’inglese (53,5%), seguito dal francese (37,1%), dal tedesco (4%) e dallo spagnolo (2,4%). L’ italiano è la quinta lingua “straniera” parlata in Italia (2,1%) poichè utilizzata dai cittadini stranieri che risiedono nel nostro paese o dalle persone appartenenti a minoranze linguistiche.
La scuola è il principale canale di formazione linguistica e secondo il 55,9% è ritenuto scarso o gravemente insufficiente.

Due italiani su 3 (68%) sono convinti che le lingue servono per migliorare il proprio successo lavorativo – sia per trovare un lavoro sia per fare carriera – ma non hanno una “forte motivazione” nell’imparare una lingua. Oltre la metà  (52,9%) della popolazione infatti non ha nessuna intenzione di farlo; il 25,2% probabilmente non lo farà , mentre solo il 4% è spinto da una forte motivazione e il 17,9% forse lo farà .

Il 33,8% delle persone intervistate non sa parlare alcuna lingua straniera (nel Sud e nelle Isole è il 37% mentre nel Nord-Est è il 30,7%). Fra i conoscitori di lingue, il 42,1% ne parla solo una, il 18,9% due. A parlare tre lingue è il 4,2% della popolazione, nel Nord-Ovest sono il 6%. Ciò nondimeno è il Centro a detenere lo scettro dei poliglotti, con l’ 1,7% di persone che conoscono quattro lingue, oltre alla lingua madre, contro l’1% della media nazionale.

Sono i giovani, in generale, a registrare la quota più elevata di persone (91,4%) che dichiarano di conoscere almeno una lingua, mentre più si sale con l’età , maggiore è l’analfabetismo: il 56,5% dei pensionati e il 52,3% delle casalinghe, infatti, non conosce nessuna lingua. L’utilizzo delle lingue straniere risulta prevalentemente “sporadico” e legato ad una dimensione “ricreativo-affettiva”: il 56,9% di coloro che parlano una lingua straniera sfrutta tale conoscenza per “fare viaggi all’ estero”, e il 35,4% per “relazionarsi con amici e parenti”.
Infatti, viaggi e vacanze rappresentano le circostanze più frequenti di uso delle lingue per gli abitanti di Nord-Ovest (66,9%) e Nord-Est (62,7%), mentre al Sud e nelle Isole il valore è decisamente inferiore alla media nazionale (43,6%). In Italia solo il 28,5% sfrutta la conoscenza delle lingue per leggere, che siano libri, quotidiani, riviste o per guardare dei film (26,5%); mentre il 25,9% è facilitato nell’uso di internet. L’ambito lavorativo non sembra conciliarsi con l’ utilizzo delle lingue, poichè riguarda solo una minoranza di persone (28,6%); ben il 60,7% di coloro che lavorano non ha mai avuto modo di esercitare le proprie competenze linguistiche, soprattutto al Centro (66%) e al Sud (69,7%).

FONTE: ANSA, 30 Maggio 2006

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts