Gli italiani e i mezzi di comunicazione.

Per realizzare una corretta pianificazione un passo importante è classificare i consumatori di media.
I dati Auditel, da molti Responsabili Marketing utilizzati come una sorta di Bibbia da cui trarre tutte le risposte alle proprie esigenze, sono limitati e limitanti in tal senso. Perchè parlano di un unico media che, per quanto pervasivo, non è più l’unico, soprattutto in alcune fasce della popolazione ad alta scolarizzazione e ad alto potere d’acquisto.
Per realizzare una corretta pianificazione sarebbe corretto valutare l’utilizzo di più media da parte del singolo utente.
Una prima classificazione di questo genere viene realizzata da qualche tempo dal Censis in collaborazione con l’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), attraverso una ricerca annuale che misura il rapporto tra gli italiani e i mezzi di comunicazione.
Dai dati emersi sono state individuate 5 categorie di consumatore: “marginali”, “poveri di media”, “consumatori medi”, onnivori” e “pionieri”. Si tratta certamente di una prima indagine da approfondire, ma utile per cominciare a concepire l’utilizzo dei media e quindi la loro influenza in modo più organico.

I “marginali”, 9,1% della popolazione esaminata, usano normalmente un solo mezzo di comunicazione e nel 99,2% dei casi si tratta della televisione. La si guarda soprattutto per avere compagnia (36%), per svago (32,8%), per interesse (27%), per necessità  (1,6%).

I “poveri di media”, il 37,5% del campione, invece, utilizzano 2 o 3 media, quindi radio, cellulare e quotidiani ma mantengono un rapporto preferenziale con la televisione, per abitudine (46,4%), svago (38,5%), interesse (29,4%).

Buona dimestichezza con i giornali e con la stampa in genere oltre ad un orientamento alla lettura dei libri caratterizzano i “consumatori medi”, il 36,3% degli interpellati, che però rivelano un rapporto generalmente nullo con i media informatici ed una preferenza assoluta per i film (68,3%), i telegiornali (56,2%), gli eventi sportivi (28,8%).Gli “onnivori” (14,8%) poi, oltre ad avere un’attitudine naturale per i media tradizionali, hanno sviluppato un buon rapporto con il computer e il mondo di Internet. Utilizzano 6 o 7 media, sono soprattutto uomini (57,1%) prevalentemente fra i 30 e i 44 anni (35,7%) residenti nel nord-ovest (29,9%) e nel centro Italia (26,6%).

I “pionieri” (2,3%) infine, usano tutti i media a disposizione e per condizione generazionale, occupazionale e di istruzione sono più portati al rapporto mediatico. La televisione per quest’ultimo gruppo cede il primato alla radio e ai quotidiani che risultano i più diffusi per il 99,1% del campione.
 
FONTE: ideeeuropee, 7 ottobre 2005

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