Dormire… tra due guanciali

A Neuwied, Valle del Reno, Germania, esiste un albergo che sembra un supermercato.

Qui ogni stanza è intitolata a un diverso cibo, con arredi, cuscini e letti rigorosamente a tema. Un hotel dedicato al cibo, che si avvicina più ad un supermercatoche ad un albergo.

Il Food Hotel è consacrato ai prodotti alimentari, a partire dal nome, dai biscotti ai pomodori all’acqua, fino a delizie più sofisticate, come cioccolatini e champagne. Carta da parati a tema e cuscini a forma di panino o salsicciotto sono l’arredo che completano la “filosofia” della struttura.

Ma un motivo ben preciso c’è, e si chiama sponsor: il Food Hotel è in gran parte finanziato da compagnie alimentari (c’è anche la Ferrero, con una stanza dedicata al suo cioccolatino al cocco, Raffaello) e ogni camera è tappezzata di richiami ai prodotti “pubblicizzati”.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: perché qualcuno dovrebbe spendere 90 euro a notte per la singola o 129 per la doppia, per dormire tra cuscini a forma di biscotto e lattine di birra come tavoli?

Forse per divertimento. Ritrovarsi in una stanza, magari quella dedicata alle patatine in busta, con una sfera stroboscopica che fa da lampadario e luci che si accendono e si spengono come in discoteca o ad una festa, per richiamare i luoghi in cui di solito si consumano le patatine, potrebbe rappresentare per qualcuno un’esperienza da vivere.
Il manager dell’hotel, Peter Gruenhaeuser, spiega la creazione del progetto in questi termini: “Abbiamo trovato sponsor per tutte le stanze e dato loro indicazioni di base. Ma, per il resto, li abbiamo lasciati liberi di esprimere la propria creatività e la filosofia che c’è dietro ogni prodotto”.
Per esempio, la stanza finanziata da una casa produttrice di tè è decorata con l’immagine di piantagioni esotiche, mentre quella dedicata alla birra con una pioggia di bollicine gialle. La cittadina che ospita questa struttura particolare è Neuwied, situata sulla Valle del Reno, e vanta un castello e uno zoo, che già rappresentano di per sé delle attrazioni turistiche.

Secondo il parere della nutrizionista Raffaella Govoni, “L’impatto psicologico delle immagini sull’educazione alimentare è fondamentale, ma non c’è nulla di male a promuovere prodotti di questo tipo. Semmai, sarebbe meglio abbinare a cibi ipercalorici l’immagine di altri più naturali. È chiaro che un cioccolatino o due al giorno non fanno male. L’importante è capire che, se ne mangio due, devo rinunciare alla pasta, che è ricca di zuccheri. Credo che l’idea del Food Hotel sia buona e non troppo “pericolosa” dal punto di vista nutrizionistico, ma la promozione commerciale deve puntare anche su verdure, cereali e pesce“.

Insomma, un’idea regalo originale per le vacanze di Natale potrebbe essere proprio un weekend nell’albergo di Neuwied. In attesa che i Food Hotel amplino i loro orizzonti al “bio”, “organic” o “healthy”.
Un esempio forse un po’ estremo, ma che ben spiega l’importanza di un concetto per differenziarsi, per comunicare un’esperienza, per essere incisivi nella memoria del lettore…

Informazione da: la Repubblica.it – sezione viaggi / weekend / servizi

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