Feng shui

L’osservazione degli aspetti ambientali, architettonici, di arredamento relativi all’abitazione del cliente, possono rivelarsi utili indicatori delle abitudini e dello stile di vita di chi vi abita?

La disposizione e l’orientamento della persona nello spazio possono agire sulla trattativa di compravendita di un immobile?

La risposta è sì.

“La casa è la terza pelle dell’uomo e della donna” è la definizione che viene utilizzata – soprattutto dai bioarchitetti – per sintetizzare quanto l’habitat “rifletta” il carattere di chi lo abita e l’intensità  del rapporto che la persona ha con il luogo dove vive e con gli oggetti che lo rendono conforme alle proprie esigenze.

L’ingresso di una persona “esterna” comporta, sia per l’ospite e sia per l’ospitato, affrontare i minuti iniziali dell’incontro cercando di superare sensazioni diverse per ciascun individuo, imbarazzo, gradimento, disagio, emozione, sorpresa, diffidenza e così via.
Il più delle volte tutto si risolve per il meglio, ma posso esservi dei casi in cui il tentativo di “arginare” o tenere celata la reazione che ci può suscitare l’interlocutore o il luogo dove ci troviamo distrae l’attenzione dal motivo della visita e quindi dall’obiettivo che ci siamo posti/e.

Penso all’Urp e agli uffici pubblici, a uno sportello di banca-assicurazione, alla visita presso il domicilio del potenziale cliente per l’offerta di un servizio o la vendita di un prodotto, nelle trattative di acquisizione che precedono la formalizzazione del contratto con il promittente venditore.

Oltre ai criteri della bioarchitettura (una scienza nata in Germania nei primi decenni del secolo scorso, che viene oggi applicata in tutto il mondo da architetti e arredatori attenti al benessere e alla salute delle persone nel rispetto dell’ambiente) esiste una disciplina, il Feng shui che può aiutare chi svolge la sua attività  recandosi presso il cliente.
In primo luogo perchè fornisce strumenti di lettura e interpretazione del contesto esterno e delle caratteristiche architettoniche e di arredo, in secondo luogo perchè facilita l’identificazione del luogo migliore ove, potendo scegliere, è bene collocarsi quando ci si trova all’interno di una stanza (come vedremo poi).
Entrambi gli aspetti concorrono a limitare i rischi che derivano dal subire l’influenza – del tutto naturale – dell’istinto e, quindi, di preferire o discriminare le situazioni invece di coglierne l’essenza.

Osservare il contesto esterno all’abitazione fornisce molteplici informazioni che è buona norma non dare per scontate.

La residenza signorile.
Se vi sono fiori alle finestre, le facciate sono in ordine, l’atrio è luminoso e accogliente, non si rillevano malfunzionamenti degli impianti o danneggiamenti, beneâ. Ma se è in evidente stato di abbandono o trascuratezzaâ. oppure ha dei lavori in corso?
Il suggerimento è quello di verificare “diplomaticamente” le ragioni perchè “spese straordinarie” costano quindi, non affrontarle potrebbe voler dire che lo status non corrisponde alle aspettative, così come trovarsi a dover sostenere delle spese importanti potrebbe essere causa di indecisione o disattenzione verso la proposta di un nuovo investimento.

Gli aspetti critici La vicinanza a elettrodotti, ferrovie, antenne, ospedali, macelli, fabbriche, fonti di inquinamento (acustico, atmosferico, luminoso, ecc.) comporta un’attenzione particolare verso lo stato di salute del potenziale cliente e dei vicini suggerendo, ad esempio, di indagare, magari prendendo spunto da una notizia di cronaca, sulla presenza di patologie particolari (nervose e fisiche).
Che l’ambiente incida profondamente sulla salute delle persone è ormai ampiamente dimostrato (anche da ricerche condotte dalle compagnie di assicurazione) così come si sta facendo strada l’idea che le persone che rispettano l’ambiente e praticano discipline olistiche (secondo una recente indagine del Censis circa il 20% della popolazione italiana) hanno un tasso di rischio di malattia e incidenti minori rispetto alla media, sono maggiormente sensibili ai temi della prevenzione, più ottimisti verso il futuro e inclini a ricorrere a forme di tutela e conservazione del loro livello di vita in età  avanzata.

Lo spazio interno
Anche gli ambienti interni e i loro arredi forniscono utili indicazioni sulla persona, ma la prima cosa da osservare è se i locali sono ordinati o se vi sono accumuli disordinati di oggetti abbandonati, accatastati, rottiâ. Può sembrare incomprensibile, eppure il “clutter” (così si chiama il disordine nel Feng shui) segnala una criticità  nella vita della persona (insicurezza, ambiguità , provvisorietà ).
– Se la prima stanza che si vede entrando è il salotto, beneâ. Al contrario, se si tratta del bagno, occorre fare il massimo sforzo per evitare che l’attenzione dell’ospite “fugga via”.
– Se l’occhio cade per primo in cucina – o se è il locale scelto per l’incontro – utilizzare argomenti e riferimenti alla gastronomia e ai sensi potrebbe rivelarsi un’ottima strategia per “rompere il ghiaccio”.
– Un arredamento antico, la presenza di molte foto “d’epoca”, fiori secchi, cimeli denotano una personalità  “nostalgica” rivolta al passato più che al futuro, mentre armi, trofei di caccia, forme acuminate e colori aggressivi sono di norma molto graditi a personalità  forti, sanguigne, decise.

In ultimo, una raccomandazione che vale sempre, qualsiasi sia l’interlocutore e qualsiasi sia il contesto:
– Se volete ottenere le migliori condizioni per rendere eccellente la vostra prestazione scegliete il posto a sedere più lontano dalla porta di accesso della stanza in cui vi trovate facendo però in modo di vederla (quindi facendo disporre l’altra persona con le spalle alla porta) ed evitate che chi vi sta di fronte sia in controluce.
Se vi sentite distratti o deconcentrati disponetevi in modo da avere la nuca a Nord, mentre se volete accrescere l’eloquio e la fantasia rivolgetela a Est. La situazione necessita di calma e state per perdere la pazienza? Provate a disporvi con la nuca a Ovest oppure a Sud se vi sentite stanchi o “sovrastati”.

Il Feng shui, che significa vento e acqua, nasce nella Cina di circa tremila anni fa e arriva in Italia, nei primi anni ’90, sull’onda del successo ottenuto negli Usa e nei paesi del nord Europa. E’ una disciplina basata sulle relazioni tra lo spazio (naturale o archiettonico) e l’essere umano e pertanto trova ottime applicazioni in ogni contesto della vita.
Tra i principali utilizzatori del Feng shui, in Occidente, troviamo multinazionali, banche e assicurazioni seguite da uomini politici (tra i più importanti Tony Blair, Bill Clinton e il principe Carlo d’Inghilterra), manager (Richard Branson detto Mr. Virgin, Donald Trump e molti altri meno noti) e artisti quali Richard Gere, Madonna, Sting, Boy George, Robert Redford, Rob Lowe, Quentin Tarantino.
Alcuni esempi di realizzazioni moderne sono la sede della multinazionale Chase Asia, la sede della Bank of China di Hong Kong, la Citibank, la Shangai bank, la British Airways di Londra e la Nokia di Helsinki.
Anche in Italia non mancano esempi quali, a Milano, la sede dell’agenzia pubblicitaria Walter Thompson (arch. Mauro Bertamè che ha anche curato l’intevento Feng shui della sede di Cinisello della Royal Insurance), il ristorante Jumè (via Varesina), il Feng Cafè “Volo” (angolo via B. d’Este via Patellari) oppure la casa del cantante Zucchero in Lunigiana (arch. Tiziano Lera) oltre a innumerevoli abitazioni private, negozi e atelier.

Pillole

Il Feng shui arriva in Occidente grazie a un gruppo di missionari protestanti della London Missionary Society che operarono in Cina nella seconda metà  del XIX secolo. J. Edkins, M. Yates e, sopra tutti, Ernest J. Eitel che nel 1873 scrive un libro che verrà  in seguito tradotto e pubblicato anche in Italia con il titolo “Feng shui, Spirito della natura e Arte dell’abitare”.

Tuttavia è stato “facile” trovare una testimonianza antecedente e da parte di un sacerdote italiano. Se ne ha notizia anche grazie a un libro dal titolo “Le avventure di un missionario in Cina” che raccoglie le lettere e i racconti sulla storia e i costumi vissute negli anni tra il 1841 e il 1891 da Mons. Luigi Moccagatta, Vescovo titolare di Zenopoli e Vicario Apolostolico del SAN-SI in Cina.

Del libro si è a conoscenza che una copia è conservata dai frati del Santuario dei Centauri a Castellazzo Bormida (Al), paese di origine del missionario (e della sottoscritta, la di lui nipote).

Nel capitolo Usi e costumi dei Cinesi, dove il vescovo si sofferma sugli ostacoli alla predicazione del Vangelo in Cina, il Feng shui è citato tra le superstizioni religiose insieme a quelle denominate: dei Letterati, degli Ebrei e dei Maomettani, dei Buddisti e dei Pei-lien-kiao.

“Per tutta la Cina poi è sparsa la credenza nel Fun-soei, una divinità  universale che presiede alla natura e da cui promana ogni fortuna: le cure della vita presente, l’amore dei piaceri, la ricerca delle ricchezze attraggono perciò tutti i Cinesi verso questa divinità , e per il timore di rendersela nemica aborrono il Cristianesimo che la nega”.

Tratto da “Le avventure di un missionario in Cina” a cura di P. Giovanni Ricci (Tip. Pontificia ed Arcivescovile, Modena, 1909)

“Quello che desta di più l’ammirazione dei Cinesi è la bella facciata e specialmente il campanile svelto e snello: lo riguardano qual capolavoro: è però l’oggetto delle maledizioni di molta gente, a cui non patisce l’animo di veder la croce così in alto, nè, invece della banderuola, l’angelo che suona tromba. La nostra chiesa è per essi una minaccia di rovina che allontana il Fun-soei, cioè le benefiche influenze della prosperità “.

Tratto dalla lettera di Mons. Luigi Moccagatta ai Signori dell’Opera della Propagazione della Fede, giugno 1873 (Tae-yuen-fu).

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