Essere o benessere in hotel

Amleto oggi avrebbe un dubbio diverso, forse meno filosofico ma più aderente alle mode e ai gusti che cambiano: non più to be or not to be, ma to be or to be well, con la traduzione maccheronica sintetizzata in essere o benessere. Questa alternativa è un po’ il leit motiv che da un po’ di tempo tiene sulla corda il mondo dell’ospitalità  al punto che recentemente è stata avviata un’indagine proprio sul tema gli hotel italiani ed il benessere. L’inchiesta è stata condotta su un campione di 220 aderenti all’A.D.A., l’Associazione Direttori d’Albergo, a copertura di tutto il territorio nazionale: 45% Nord, 35% Centro, 25% Sud e Isole.

Ad ogni intervistato è stato sottoposto un questionario scritto con dieci domande fondamentali, che potevano anche sventagliarsi verso più ampi dettagli. Anche se ristretta ai soli soci dell’A.D.A., e per di più soltanto a una parte della stessa, l’indagine ha offerto comunque un panorama abbastanza significativo sull’attuale offerta alberghiera orientata e interessata anche al mercato del benessere nell’ospitalità .

L’argomento è talmente di attualità  e fortemente destinato ad incidere nel futuro che anche un Forum è stato appositamente organizzato a Riva del Garda nell’ambito di Expo Riva Hotel per discuterne, tanto sulla base dell’inchiesta A.P.O. quanto su un’latra ricerca commissionata a Demoskopea proprio su Benessere & Ospitalità  con un’indagine qualitativa e quantitativa condotta su un campione di uomini e donne dai 24 ai 60 anni di classe socio economica medio e medio-alta. Si sono così idealmente confrontati i fornitori ed i fruitori.

Dalle risposte dei Direttori d’hotel è emerso che il 20% scarso degli hotel campione è specializzato in benessere e rientra in tra tipologie: 14,2% hotel con centro bene attrezzato, 2,7% beauty farm e 2,7% hotel termale con centro benessere attrezzato. Un ulteriore 21% dichiara un’offerta parziale mediamente sbilanciata verso il fitness (attrezzi da palestra) oppure con poche attrezzature e servizi. Il resto degli alberghi (57,4%) non ha alcuna offerta di benessere oppure in minima parte (1,4%) si tratta di hotel termali puri. A grandi linee, peraltro, è emersa una quasi totale convinzione che il settore del benessere in hotel sia destinato a crescere e, appunto per questo, tre intervistati su cinque hanno dichiarato una certa propensione ad effettuare investimenti proprio in tale direzione.

Dalla cosiddetta clientela e cioè da quel panel di persone dai 24 ai 60 anni intervistato da Demoskopea, è emerso con forze un nuovo concetto di benessere, inteso come possibilità  di sottrarsi ai ritmi frenetici della quotidianità  e di potere godere di una maggiore qualità  di vita in termini di relax e di corretta alimentazione.

 

Si aspira ad una maggiore armonia psicofisica che viene fortemente associata al concetto di vacanza che, appunto viene riconosciuta come amplificatore di benessere, come momento di riappropriazione di se stessi, quasi inalberando lo slogan devo chiudermi in un centro benessere e pensare solo a me stesso. Le attesa di questa clientela quanto a benessere consistono principalmente in strutture dotate di elevato comfort e bene inserite in un contesto paesaggistico, atmosfera cordiale e informale con elevata professionalità  e riservatezza del personale e con la presenza di speciali servizi dedicati ai bambini, al divertimento/socializzazione, al contatto con la natura, senza trascurare che il prodotto benessere deve anche essere centrato sul corpo, sulla fisicità , con la presenza di servizi esplicitamente dedicati quali centro benessere con sauna, piscina, sala fitness. Una particolare attenzione dovrà  essere sempre riservata all’alimentazione, naturale, semplice, leggera, ma stimolante in atmosfera piacevole ed accogliente. Questi sono i principali desideri affiorati dall’inchiesta sulle attese della clientela per quanto riguardo il benessere al quale si tende.

Ma non mancano anche divagazioni e curiosità  che riflettono l’evoluzione sofisticata dei tempi. C’è chi vorrebbe trovare in hotel una tisaneria, chi come massima aspirazione desidera farsi massaggiare e infine chi vuole provare con piacere la stone therapy, il watsu e i corsi di yoga o di thai chi.

Dovranno ora essere intrecciati nel modo più opportuno i programmi esposti dai direttori d’hotel con le aspettative della clientela. è dal migliore connubio di queste intenzioni con il soddisfacimento delle attese che potrà  svilupparsi un futuro più propizio per l’attività  alberghiera in Italia.

FONTE: A cura di Enrico Saltasu, in Master Meeting, Anno XI, N. 3/2005

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