Ecco la prossima frontiera del posizionamento

Tre giorni fa si andava nei primi posti quasi senza fare nulla. I posizionatori erano così pochi che avevano vita facile. L’altro ieri si inventavano trucchi e trucchetti per scalare le SERP (Search Engine Results Page). Ieri si facevano tonnellate di doorway page, spesso con contenuti spazzatura.
Oggi si ottimizzano le pagine del sito e si fanno mini-siti di brand o specifici per temi. E domani? Che faremo domani per restare ai primi posti tra i risultati dei motori di ricerca?

Un nuova frontiera

Premetto che quanto segue, non è tutto dimostrabile, non è tutto garantito, non è tutto sicuro. Come sempre, chi esplora le nuove frontiere lo fa da pioniere. Qualche volta torna con l’oro, qualche volta resta coi soli calzoni. Certo l’esperienza conta e chi fa il pioniere di professione, sa come muoversi. Con ciò, spero di avervi incuriositi.
La nuova frontiera è data da un cambiamento radicale della logica dei motori. Invece che tentare di capire quali sono i siti che possono interessare ai visitatori, perchè non chiedere direttamente a loro? Se un visitatore esprime un giudizio positivo su un sito, fine. Il perchè non interessa. Giusto o sbagliato, il visitatore ha scelto e dato che il motore serve il visitatoreâ. il suo obiettivo è raggiunto.
Ovviamente non è detto che ciò debba significare un cambiamento totale degli algoritmi di verifica dell’attinenza di un sito ad una ricerca. Probabilmente inizialmente i nuovi sistemi si affiancheranno ai vecchi. Nel tempo, in base alle verifiche fatte sulle SERP, molti dei nuovi criteri sostituiranno i vecchi, altri si perderanno, alcuni diventeranno fondamentali.
Io da un po’ sto esplorando questa nuova frontiera e devo dire che mi sto divertendo molto. Molte di queste prove portano ai numerosi post che vedete sul blog Edit di Html.it e nelle risposte che posto nei vari forum, compreso Motori di Ricerca e Web Marketing. Indizi che fanno pensare.
Google e Yahoo stanno comprando ovunque nuove tecnologie.
Il TrustRank è stato studiato alla Stanford University ed acquistato da Google. Per farsene che? Orion, altro brevetto, è stato acquistato da Google, vincendo la gara contro Yahoo e MSN ed il suo inventore è stato assunto come dipendente. Perchè? Google pare conoscere i click che gli utenti fanno sulle SERP, come se li registrasse. Come mai?
Da prima moda iniziale, ormai è diventata prassi. Tutti i motori offrono una toolbar con funzioni interessanti per i navigatori. Solo per farci un piacere? Perchè le SERP di certi settori sono pulite come se qualcuno manualmente tutti i giorni le sistemasse? Eppure sono settori molto interessanti, economicamente. Come mai gli spam engine lì non ci sono?
In sostanza, i motori stanno studiando. Non si fermano, però, alle caratteristiche dei siti, ma vanno anche a vedere cosa fanno gli utenti, come si comportano, come digitano le stringhe di ricerca e perchè, quali sono i movimenti degli occhi e del mouse, quali link seguono, quanti ed a che ora del giorno. Mettono in relazione le visite e osservano i percorsi (Alexa ne è un esempio). Vanno a verificare sui più importanti circuiti di blog quali sono quelli seguiti. Dai circuiti dei feed reader prelevano le registrazioni. Chi osserva attentamente i log, ha notato che ci sono spider non ufficiali dei più importanti motori che girano per i siti senza badare al robots.txt.

Essere graditi ai visitatori, per piacere ai motori di ricerca

I motori servono gli utenti, non i webmaster. Compresa questa fondamentale regola, il fatto che i navigatori siano oggetto di studio, per meglio capirli e servirli, pare ovvio.
Se comprendiamo che il motore vuol principalmente soddisfare il navigatore che effettua una ricerca, capiamo che il nostro sito deve piacere al visitatore, se vogliamo che sia in testa alle SERP.
Ciò vuol dire che nel futuro, per vedere ben posizionato un sito, questo deve piacere agli utenti. Cosa che in realtà  dovrebbe essere sempre stata vera, ma tecnicamente non era così semplice da determinare. Oggi diventa più facile e domani lo sarà  ancora di più.
Quindi, facciamo siti che piacciano ai visitatori e presto o tardi saliremo, se abbiamo seguito alcune semplici regole.
Ogni volta che decidiamo per una nuova implementazione, una tecnica, un componente, una funzione o un layout, chiediamoci che ne penserà  l’utente, come far vedere al motore che la cosa piace al visitatore e stimolare quest’ultimo a dimostrarlo.

L’importanza del guardare avanti

Essere pionieri significa che non bisogna chiedersi continuamente se ha senso andare avanti. Si va e basta, convinti del fatto che la strada sia giusta.
Alcune delle cose in cui crediamo, potrebbero non essere ancora rilevate dai motori. Sappiamo, però, che la strada è quella giusta. Lasciamo fare ai motori, saranno loro a darsi da fare per restare aggiornati.
Se pensiamo che una certa caratteristica sia fondamentale per i visitatori, inseriamola. Oggi forse il motore non è in grado di rilevarla, ma se è veramente importante, non dubitate. Domani si organizzerà  per individuarla e valutarla.
Nel seguito di questo articolo, presento alcune situazioni che non sono facilmente rilevabili, oggi. Dobbiamo pensare al fatto che se sono importanti per il visitatore e siamo veramente convinti di ciò, il motore si attrezzerà . Si tratta solo di aspettare. Noi, intanto, agiamo come se fossimo già  al confine.

Il voto del visitatore

Il visitatore naviga il nostro sito e se gli piace esprime un voto. Sempre. Come lo fa? Ecco, il punto è questo. Capire quali sono i voti che il visitatore potrebbe esprimere e far sì che ne abbia voglia. Ad esempio, l’inserimento tra i preferiti nel browser. Ne parlo più avanti.
Ogni volta che un visitatore vota per il nostro sito, stiamo acquistando importanza. La link popularity è importante, ma penso che in un futuro forse non troppo lontano, sarà  sorpassata dalla user popularity (vabbè, stavolta mi sono inventato un termine!)
Provate a pensare. Se per assurdo un sito avesse link popularity bassissima, ma nonostante questo fosse visitatissimo per accesso diretto, che significherebbe? Si potrebbe ipotizzare che sia così importante che la gente ne conosce il nome a memoria? Beh, un tal sito dovrebbe essere sempre primo!
Tutto ciò, in sostanza, significa che progettando un nuovo sito dovremmo prevedere tutto ciò che aumenta nel visitatore la possibilità  di “votare”. Nel seguito vi presento alcune idee. La cosa importante è capire il concetto. Ognuno di voi troverà  probabilmente altre strade a cui io non ho pensato.

Le toolbar

La toolbar che molti motori offrono, riveste un ruolo importante nello studio del modello comportamentale dei navigatori. Una toolbar, infatti, è in grado di registrare molte azioni altrimenti non rilevabili, come ad esempio:

  • inserimento tra i preferiti del browser;
  • digitazione diretta di una url;
  • percorsi tra un sito e l’altro;
  • interazioni tra la SERP ed i siti navigati;
  • numero dei click fatti sugli elementi di una pagina.

Ciò che spesso si contesta, è l’attendibilità  di questi dati in funzione del campione costituito dagli utilizzatori della toolbar. Pochi utenti ed una distribuzione che non corrisponde in percentuale alla popolazione reale dei navigatori Internet. A questo proposito, vorrei fare due considerazioni.
1. agli effetti di alcuni fenomeni, la composizione del campione incide in modo irrilevante. Per esempio, nel confrontare siti della stessa natura, localizzazione geografica e settoriale, com’è composto il campione non avrebbe moltissima rilevanza, dato che lo stesso frequenterebbe in egual modo tutto il dominio sotto esame.
2. le costosissime ricerche di mercato che spesso si commissionano a società  specializzate, usano campioni formati da mille o due mila soggetti. Il numero degli utilizzatori della Google Toolbar in Italia è ben superiore.
Agli effetti dell’esplorazione della nuova frontiera, che conseguenze traiamo?
Ricordiamo che alcune azioni di voto potrebbero essere rilevate dalla toolbar e che se oggi non sono considerate, domani potrebbero esserlo. Se riteniamo che un voto sia importante, spingiamolo, indipendentemente dal fatto che oggi conti o no. Studiamo bene le caratteristiche delle toolbar più importanti, potrebbero scaturirne utili informazioni per il posizionamento del sito. Spingiamo all’uso delle toolbar. Ogni nuovo utilizzatore è un ampliamento del campione e quindi, se lavoriamo bene, un voto in più quando navigherà  il nostro sito.

Le SERP

Per i pochi lettori di questo articolo che non lo sanno, nel settore del Search Engine Marketing (SEM) chiamiamo SERP (Search Engine Results Page) la pagina (o le pagine) con i risultati della ricerca fatta su un motore.
Tramite l’interazione con la SERP, il motore che l’ha prodotta può ricavare molte informazioni. Faccio alcuni esempi, senza nessuna presunzione di completezza.
Se su una precisa SERP moltissimi visitatori fanno il primo click sul terzo sito invece che sui primi due, che vuol dire? Il motore potrebbe ritenere che sia considerato più attrattivo dei primi due? Perchè non dovrebbe farlo salire?
Se per una data ricerca moltissimi visitatori passano direttamente alla seconda pagina senza alcun click sui risultati della prima, il motore potrebbe trarre la conseguenza che qualcosa debba essere sistemato sulla SERP?
Se in molte diverse ricerche, da molti navigatore lo stesso sito riceve click indipendentemente dalla posizione nella prima pagina dei risultati, si può pensare che vi sia un alto gradimento?
Se dall’incrocio dei dati provenienti dalla toolbar e da quelli ricavati dalle interazioni con la SERP dovesse emergere che la permanenza sulle pagine di alcuni siti sono molto alte, il motore potrebbe trarne delle conseguenze? Questa considerazione può essere applicata al veloce rientro alla SERP dopo il click sul link di un sito, ecc. Sono tutti fenomeni che, se intercettati, fornirebbero indicazioni precise sul gradimento (ecco il famoso voto).
Tutto ciò si traduce con:

  • facciamo in modo che i contenuti di ogni pagina siano fortemente specifici. Sale la coerenza della stessa con le ricerche e quindi la probabilità  che sia proprio il contenuto cercato per una certa chiave;
  • lavoriamo sulle descrizioni sulla SERP, facendo in modo che siano chiare ed attinenti. In futuro, click inutili potrebbero diventare addirittura dannosi.

Meglio non averlo quel visitatore che abbandona frettolosamente il sito. Oggi è solo un visitatore inutile, domani potrebbe essere un voto negativo;
per i siti importanti, controlliamo le SERP ottenute per le ricerche delle parole chiave su cui puntiamo e su quelle direttamente collegate. Guardiamo chi sta sopra, chi sta sotto, l’attinenza della descrizione, ecc.

Interpretare bene il proprio ruolo

Il nostro sito piace al visitatore anche per la capacità  di interpretare il suo ruolo, non solo per l’estetica e la funzionalità . Un sito che si presenta come testata informativa, poi deve effettivamente dare informazioni.
Un blog deve avere post e commenti. Un forum deve avere discussioni e utenti. Un portale deve avere molti articoli, informazioni e diversificazione dei temi attorno all’argomento centrale. Una comunità  deve avere uno scambio continuo di informazioni, accessi continui, ecc. Un sito aziendale deve presentare l’azienda, avere pagine con servizi, prodotti, ecc. Un sito di news deve fornire news. Almeno ogni ora deve esserci una nuova news sulla home.
Si tratta solo di una piccola lista. Voi potreste continuare. Il concetto è che se il nostro sito dichiara d’essere qualcosa e poi non si comporta coerentemente con ciò che s’è definito, alla lunga non piacerà  ed i motori di ricerca potrebbero penalizzarlo. Ovviamente in modo indiretto, non perchè siano in grado di usare una propria intelligenza. Mancheranno i voti dei visitatori, in sostanza.

Essere autorevoli

Essere autorevoli significa essere creduti. Necessariamente un sito autorevole sarà  preferito ad uno che non lo è. Fatta una ricerca, si suppone che il visitatore preferisca nelle SERP siti autorevoli, piuttosto che no.
L’autorevolezza si acquista comportandosi seriamente, sia nella vita, sia sul Web. Faccio qualche esempio.
Se sulle proprie pagine si pongono dei link, se questi sono orfani si sta facendo perdere tempo a chi li segue. Se conducono a buoni contenuti, è possibile che il visitatore ne segua altri. Il motore potrebbe ritenere che un sito i cui link siano molto spesso seguiti dai visitatori sia autorevole. Si suppone, infatti, che il webmaster abbia scelto in modo accorto i link, li abbia presentati bene e si accerti periodicamente dei contenuti indicati.
Ho fatto l’esempio dei link, ma la stessa cosa si potrebbe dire delle inserzioni pubblicitarie. Molte inserzioni mai seguite potrebbero originare un giudizio negativo.
Tutto ciò si traduce con la necessità  di uno sforzo per far sì che le risorse consigliate siano sempre di ottima qualità , in modo da invogliare il visitatore a seguire le indicazioni ed acquisire autorevolezza.

Inserimento nei preferiti

Se un utente inserisce un sito tra i suoi preferiti, che conclusioni traiamo? Possiamo pensare che il visitatore lo abbia trovato di suo interesse?
Se il numero di quelli che lo inseriscono sono molti? Potremmo ricavare che probabilmente l’interesse non è soggettivo, ma collettivo? Se fossimo noi il motore, potremmo ritenere che per una ricerca a tema quel sito merita d’essere messo in evidenza?
Questo per il webmaster significa:

  • rendi interessante il tuo sito;
  • ricorda al visitatore che può inserire la pagina tra i preferiti;
  • favorisci l’azione con un pulsante o un link bene in vista.

Oltretutto, sarebbe conveniente tracciare quanti effettuano l’azione. Ogni volta che ci interroghiamo sull’interesse del visitatore, stiamo facendo un passo avanti verso quella conoscenza che ci porta a rendere migliori i siti e, di riflesso, scalare le SERP dei motori di ricerca.

La registrazione del feed RSS

Se siete lettori di HMTL.IT non serve certo spiegarvi cosa sono i Feed RSS, se non lo siete, ecco un veloce accenno: un feed RSS è un file che riassume in forma strutturata il contenuto di una pagina, organizzato in modo che speciali programmi, i feedreader, a fronte di una registrazione ne possano seguire l’aggiornamento.
In sostanza, chi registra il feed di una pagina è interessato ad essere notificato quando i contenuti cambiano, solitamente perchè vuol leggere le nuove informazioni pubblicate. Come per l’inserimento tra i preferiti, il visitatore ha votato!
Per un motore di ricerca l’alto numero di registrazioni, la definizione di un tema ben delineato, l’aggiornamento frequente e la presenza del sito nei vari cataloghi di blog o pagine con feed, non possono che essere interpretati positivamente. La presenza del feed RSS, quindi, non può che avere effetti benefici per il posizionamento di una pagina.
Conclusione
Questo articolo non finisce qui. Ognuno di voi può estenderlo con le proprie considerazioni e le prove del caso. Lo studio del comportamento del visitatore è appena iniziato e moltissimo c’è ancora da scoprire e definire. Buon divertimento.
 
FONTE: webmarketing.it, Francesco De Francesco, 29 Settembre 2006
 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Recent Posts