Ecco a Merano il museo del Turismo

La tematica: Il Touriseum è situato a Castel Trauttmansdorff, ai margini orientali della città  di Merano, circondato dal recentissimo Giardino botanico. Nel 1870 l’imperatrice Elisabetta abitò per sette mesi il castello. Le piacque a tal punto che pareva intenzionata ad acquistarlo. Il soggiorno dell’imperatrice rappresenta il culmine della mutevole storia di Castel Trauttmansdorff, le cui origini risalgono al Medioevo. Nel luogo ove oggi sorge Castel Trauttmansdorff esisteva attorno al 1300 un piccolo castello chiamato Neuberg. Le spesse mura di questo bastione medievale sono ancor oggi visibili sul lato meridionale. Agli albori del XVI secolo membri dell’assai ramificata famiglia nobiliare Trauttmansdorff si trasferiscono dalla Stiria nel Tirolo meridionale. Il giovane Nikolaus von Trauttmansdorff costruisce le sue fortune nell’ambito della guerra contro veneziani e francesi. Oltre a due castelli presso Trento, acquista nel 1543 anche Neuberg (Castel di Nova) presso Merano. Suo figlio Franz fa ristrutturare il maniero con ricchezza di mezzi. Alcuni stemmi ed affreschi rimandano ancor oggi alla sua figura. Questo ramo dei Trauttmansdorff si estingue due generazioni più tardi. Siamo al tramonto di un’epoca: la nobiltà  perde interesse per i suoi castelli e si ritira nelle più comode residenze urbane. In questo contesto anche Neuberg decade. Nel 1777 crolla il mastio e travolge la sottostante cappella. L’attuale vano scale rappresenta la base di quel mastio. Nel 1846 giunge dalla Stiria nella neonata “città  di cura” di Merano il giovane conte Joseph von Trauttmansdorff, scoprendo il castello abbandonato un secolo e mezzo prima dai suoi avi. Acquista l’edificio ormai semidiroccato, lo amplia sino alle dimensioni attuali e lo integra con elementi neogotici. Castel Trauttmansdorff, come da allora viene chiamato, diviene il primo esempio di castello neogotico in Tirolo. Il conte Trauttmansdorff è un ammiratore dell’arciduca Giovanni d’Austria, il “ribelle verde” [è il colore della Stiria, N.d.T.] di Casa d’Austria. Al pari di quanto fatto dall’arciduca in Stiria, anche il conte Trauttmansdorff intende creare a Merano un’azienda modello in un territorio circoscritto. A tal fine acquista le vicine residenze Pienzenau e Fragsburg con i relativi masi in affitto, i frutteti ed i campi. Il conte muore ancora scapolo nel 1867, il suo corpo viene deposto nella cripta sita sotto la cappella di recente costruzione. Il patrimonio passa in eredità  al cavalier Moritz von Leon, probabilmente un figlio illegittimo del conte. Nell’ottobre 1870 l’imperatrice Elisabetta d’Austria sceglie Castel Trauttmansdorff per il suo soggiorno invernale. Abita con le figlie Gisela (14) e Marie Valerie (2) nelle stanze del secondo piano. Nei vani decorati con affreschi e dotati di sontuosi soffitti lignei è oggi conservata e resa accessibile ai visitatori la “raccolta di studio” del Touriseum. Il seguito dell’imperatrice comprende 102 persone e viene sistemato in alcune residenze dei dintorni. Quando, già  pochi mesi dopo il suo arrivo, i giornali viennesi annunciano che il mite inverno di Merano sta giovando alla malaticcia Marie Valerie, il nome della “città  di cura” giunge sulla bocca di tutti. Elisabetta si ferma per sette mesi. In quel lasso di tempo l’imperatore Francesco Giuseppe giunge quattro volte in visita. Nel settembre 1889 Elisabetta torna per la seconda volta a Castel Trauttmansdorff. Otto mesi prima il principe ereditario Rodolfo d’Asburgo si era suicidato a Mayerling. La “signora in nero”, come viene frattanto chiamata, fa vita assai ritirata e abbandona il castello solo di rado. Moritz von Leon, erede del conte Trauttmansdorff e padrone del castello durante le visite dell’imperatrice, non riesce a conservare l’ampia proprietà . A poco a poco è costretto a cedere le residenze di Pienzenau e Fragsburg, con le relative tenute, nel 1892 è la volta dello stesso Castel Trauttmansdorff. Al pari di numerosi altri cittadini germanici in Italia, anche Friedrich von Deuster subisce dopo la prima guerra mondiale l’esproprio dei suoi beni. Castel Trauttmansdorff, con i relativi masi, diviene proprietà  dell'”Opera Nazionale per i Combattenti” (ONC), un ente assistenziale per i reduci di guerra italiani. Attorno al 1930 il castello viene utilizzato come ricovero temporaneo per famiglie immigrate, durante la seconda guerra mondiale diviene deposito della Wehrmacht. Gli arredi vanno quasi interamente perduti, subentra il degrado. L’ONC tenta anche dopo il 1945 di trovare un acquirente per Castel di Nova/Trauttmansdorff. Quando nel 1977 viene sciolta l’ONC, l’ormai cadente castello e i terreni della ex proprietà  Deuster passano alla Provincia Autonoma di Bolzano. Dopo lungo dibattito nel 1990 si individua finalmente un nuovo utilizzo della struttura. Sui terreni antistanti il castello viene allestito un grandioso “Giardino botanico”, inaugurato nell’estate 2001. Gli edifici del castello vengono invece restaurati e divengono la sede del nuovo Touriseum. Il Museo del Turismo Castel Trauttmansdorff è un museo provinciale che tratta la tematica del turismo regionale nei suoi diversi aspetti: come segmento economico, come fenomeno sociale, come occasione di incontro e scambio culturale, come stimolo ed al contempo risultato di mutamenti sociali, come fattore di modificazione paesaggistica e di mutamento culturale ecc. Questi aspetti vengono tratteggiati all’interno del museo sia da un punto di vista dell’analisi storica, sia per la loro importanza odierna. Il museo trasmette informazioni, è luogo identitario, è luogo di ragionamento, è espressione dell’autocoscienza della nostra Provincia ed al contempo punto di riflessione su quanto raggiunto e su quanto auspicato per il futuro del turismo. Il museo si propone di sensibilizzare un numero quanto più elevato possibile di persone alle complesse tematiche del turismo, interessando ed influenzando questo tema direttamente o indirettamente l’intera popolazione altoatesina, oltre naturalmente agli ospiti. I messaggi che il museo propone assumono un’importanza regionale, ma hanno una capacità  di diffusione internazionale. Finalità  didattiche: Il museo cerca soprattutto di fornire delle risposte alle seguenti domande: * Com’è giunta la nostra regione alla sua realtà  turistica odierna? * Come agisco io in qualità  di viaggiatore e come mi comporto invece quale abitante di una regione turistica? * Com’è strutturato il settore turistico? Target: La mostra permanente e le mostre temporanee si rivolgono tanto ai turisti quanto alla popolazione locale. La Collezione di studio e le workstations con oggetti ed informazioni tecniche richiamabili tramite computer sono a disposizione di tutti i visitatori, per quanto gli utenti principali risulteranno senz’altro essere persone particolarmente interessate alla materia: esperti o visitatori provenienti da scuole turistiche. Mission: Il Museo orienta la sua attività  basandosi sulle tre fondamentali regole I.C.O.M. (International Council of Museums): * Collezione: gli oggetti – selezionati e raccolti sulla base della loro attinenza regionale – vengono studiati e catalogati sulla base di un programma informatico. Una parte di essi viene mostrata nell’ambito della Collezione di studio, il resto è comunque pubblicamente visibile; il visitatore può ad ogni modo osservare e conoscere tutti gli oggetti grazie al programma informatico. I testi esplicativi sono redatti in tedesco ed in italiano. * Ricerca: gli oggetti costituiscono una base importante per studi scientifici che si attuano attraverso mostre temporanee, convegni e pubblicazioni. Il museo stimola altresì la ricerca (ad es. le tesi di laurea) e fornisce l’assistenza necessaria. * Comunicazione: la mostra permanente e quelle temporanee si orientano sulle abitudini d’osservazione dei visitatori, i testi vengono ridotti allo stretto indispensabile. Nonostante gli obiettivi ambiziosi delle tematiche trattate, la visita del museo dovrà  risultare al visitatore una esperienza tranquilla e piacevole. Nelle mostra permanente ed in quelle temporanee saranno usate le lingue tedesca, italiana ed inglese. Il ladino sarà  usato – nei pieghevoli informativi e nei materiali didattici – per quei progetti che saranno realizzati insieme ai Ladini. Il punto vendita del museo, parte del museo stesso, offre oggetti ricordo di elevata qualità . Si ritiene molto importante la presenza di una ampio programma di contorno e di un’offerta di pedagogia museale attenta ai visitatori di ogni età . Partner: Per il raggiungimento dei fini del museo vengono curati stretti rapporti di collaborazione, in Italia ed all’estero, con istituti universitari, musei ed archivi. Vengono considerati benefattrici, e di conseguenza privilegiate, quelle persone o istituzioni che affidano al museo collezioni ed oggetti nella forma del prestito permanente o della donazione. Personale: Al centro del museo sta il visitatore. Ne discende che delle collaboratrici e dei collaboratori attenti alle esigenze del visitatore, creativi e motivati rappresentano la premessa indispensabile per il buon funzionamento del museo. La direzione del museo si assume il compito di formulare finalità  chiare ed una politica informativa aperta, favorisce presso i responsabili amministrativi la partecipazione al processo direttivo e decisionale, stimola le capacità  dei collaboratori grazie a programmi formativi e di educazione permanente e pone attenzione affinchè i rapporti fra i collaboratori siano caratterizzati da lealtà  e tolleranza. Finanziamenti: Il Museo del Turismo punta ad una gestione manageriale, cercando di raggiungere una capacità  di autogestione finanziaria quanto più elevata possibile. Fonda questa opzione sulla base dell’incasso diretto dei biglietti d’ingresso e su entrate da attività  commerciali, fra cui il punto vendita del museo, il ristorante, l’affitto di vani per seminari. L’attrazione I Giardini di Castel Trauttmansdorff: Assieme al Giardino Botanico, il Museo del Turismo costituisce un’importante elemento d’attrazione. Nell’interesse del visitatore si opera positivamente per valorizzare al massimo le sinergie fra Giardini e Museo, che insieme costituiscono un’attrazione unitaria. Il museo comprende due aree: nella prima (piano terra e primo piano) è allestita una mostra permanente sulla storia del turismo in Tirolo dal 1800; la seconda comprende un archivio multimediale ad accesso libero. La rete informatica e multimediale Nel museo sono installati circa 50 computer con diversi sistemi operativi, tutti connessi in una unica rete informatica, per la realizzazione della quale ho utilizzato tecnologie all’avanguardia (tra cui Unix, Mac OS X, Audio over Ethernet, QuickTime streaming, MPEG4). I settori che vengono serviti dalla struttura informatica sono:il percorso museale: allestito nel piano terra e nel primo piano, il percorso è una mostra permanente sulla storia del turismo in Tirolo dal 1800; l’archivio multimediale ad accesso libero; gli uffici amministrativi. Inoltre è stato realizzato un sito web su Internet in tre lingue, con il percorso museale, la storia del castello e le informazioni per raggiungerlo. Gli armadi rack per la rete informatica e una parete rocciosa in allestimento (febbraio 2003). Il percorso museale L’esposizione permanente, si sviluppa in un percorso lungo il quale gli oggetti esposti raccontano una storia (quella del turismo in Tirolo dal 1800) che accompagna il visitatore attraverso gli ambienti del castello.Movie su computer: Mac OS X e QuickTimeIn questi ambienti numerosi monitor collegati a computer visualizzano filmati (di alcuni minuti, con o senza audio) che illustrano un aspetto del percorso. Si tratta di computer Apple Power Mac G4 a 1 GHz con sistema operativo Mac OS X (basato su una delle tante varianti di Unix, Darwin). La versione utilizzata è la 10.2, chiamata Jaguar. Tutti i filmati sono file in formato QuickTime (versione 6) residenti su disco rigido e visualizzati con QuickTime Player Pro.Alcuni computer sono collegati a sensori in modo che la riproduzione del video e/o dell’audio vengano avviati o fermati da un evento catturato dal sensore (presenza, prossimità , movimento di un visitatore o contatto di una porta o di uno sportello).Tutti i computer sono collegati ad un monitor (da 10″ a 50″, a cristalli liquidi e al plasma) o ad un proiettore (tecnologia DLP). Alcuni computer sono collegati a due o tre monitor (in mirroring).Sostanzialmente tutte le macchine hanno la dotazione hardware e software di serie, cioè non sono stati aggiunti dispositivi particolari. Per esempio le macchine che pilotano due monitor in mirroring lo fanno attraverso la scheda video standard di Power Mac.In pochi casi, per soddisfare le richieste dei progettisti del museo, sono stati necessari interventi ad hoc. Per esempio, era stato richiesto che su un Power Mac con monitor LCD 23″, sul quale veniva visualizzato un filmato con audio in tre lingue da ascoltare in cuffia, il visitatore potesse scegliere la lingua con una manopola sulla cuffia stessa. In pratica ciò significava che dalla scheda audio dovevano uscire contemporaneamente tre canali audio nelle tre lingue (le schede di serie escono con due canali mono, oppure uno stereo). Al momento della progettazione non erano disponibili schede audio multicanale per Mac OS X. E d’altra parte QuickTime Player Pro non era in grado di indirizzare diversi canali.Si è scelto allora di realizzare un DVD con audio ac3 (normalmente utilizzato per audio digital surround a 5+1 canali, ma in questo caso per audio a 3 canali). Il DVD viene visualizzato dal player VideoLAN (l’unico al momento della progettazione che consentiva il playback di ac3 su Mac OS X). L’audio ac3 viene quindi catturato da un adattatore video Sonica che lo trasferisce ad un decoder ac3 Sony. il decoder ac3 fa uscire i tre canali su tre linee diverse.Audio senza computer: audio over EthernetIn alcuni ambienti del percorso non è previsto un video su computer ma solo un audio di sottofondo. Per questa esigenza è stata utilizzata la tecnologia Audio over Ethernet. Diversi terminali audio (particolari computer costituiti essenzialmente da una scheda Ethernet e una scheda audio) trasmettono dei brani che risiedono in un server (sono dei file .wav) e che raggiungono il terminale vie Ethernet. Alcuni di questi terminali sono pilotati da sensori (di movimento, di prossimità , di presenza o di contatto) e trasmettono l’audio solo quando il sensore viene attivato.I terminali audio e il server audio (una macchina Windows 2000 workstation) sono collegati in Ethernet sullo stesso switch al quale sono collegate tutte le altre macchine del museo. L’archivio multimediale Nel secondo piano sono sistemate una dozzina di macchine con monitor integrato. Si tratta di Apple iMac con sistema operativo Mac OS X. Su queste macchine sono visibili le pagine web di un sito intranet realizzato appositamente per il museo.Nelle pagine del sito intranet si possono vedere:statistiche relative ai dati turistici in Tirolo; guide turistiche dell’Ottocento riprodotte in PDF; schede relative gli oggetti esposti al museo (poster, posate, ventagli, …); interi film storici in streaming. StatisticheTutti i dati statistici sul turismo in Tirolo disponibili sono stati raccolti in un database. Il visitatore può fare una richiesta (per esempio il numero di presenze turistiche a Merano tra il 1950 e il 1960) e avere i risultati in foma numerica o grafica. Il sistema utilizzato è un Apple Xserve sul quale risiedono un database mySQL, un web server Apache e un interprete PHP.Guide turisticheUn certo numero di guide turistiche dell’Ottocento sono state riprodotte in PDF e possono essere sfogliate pagina per pagina sul sito intranet del museo.Schede degli oggetti musealiL’intera raccolta delle schede degli oggetti museali è contenuta in un database SQL su server Windows 2000. Il personale del museo accede al database con una interfaccia proprietaria. I visitatori possono invece accedervi mediante interfaccia web sulla intranel del museo.Film storici in streamingUn server QuickTime Streaming Server installato su Apple Xserve consente la visualizzazione on demand di film sul turismo e la montagna. I primi film disponibili sono:Maciste alpino (1916) di Luigi Maggi e Romano Borgnetto, 92 minuti (film muto realizzato durante la prima guerra mondiale, recentemente restaurato dal Museo nazionale del Cinema di Torino); Berge in Flammen (1931) di Luis Trenker, 98 minuti (bianco e nero, primo film di Luis Trenker, ambientato durante la prima guerra mondiale); Der Berg ruft! (1938) di Luis Trenker, 95 minuti (bianco e nero, ambientato nel 1865) Mix di riprese dell’Istituto Luce dell’inizio del XX secolo; Wer war Arnold Fanck? (1989) di Hans J. Panitz, 91 minuti (biografia di uno dei più famosi registi tedeschi del genere “film di montagna”); Ibsen in Gossensass (1997) di Wolfgang Rebemick, 28 minuti (documentario a colori sulle vacanze estive dello scrittore norvegese Henrik Ibsen a Gossensass, Colle Isarco, ora frazione del comune di Brennero, tra il 1876 e 1889). Una scena di Wer war Arnold Fanck? in streaming QuickTime. In una macchina a parte (un kiosk iMac con Mac OS X) è stato installato un programma (realizzato in Macromedia Director) che consente al visitatore di autoscattarsi una fotografia, impaginarla in un sottofondo e spedire il tutto come cartolina elettronica ad un indirizzo email con tanti saluti. Una scena di Der Berg ruft di Luis Trenker. Dati e collaboratori Nel Touriseum sono installati:Computer 26 Apple Power Mac G4 1 GHz con Mac OS X; 12 Apple iMac 800 MHz con Mac OS X; 7 Pentium 4 con Windows XP; 6 player Mpeg; 2 Pentium 4 con Windows 2000 Server; 2 Apple XServe con Mac OS X Server; Monitor e videoproiettori 9 monitor LCD 10″; 5 monitor LCD 15″; 9 monitor LCD 17″; 3 monitor LCD 21″; 2 monitor LCD 23″; 3 monitor al plasma 37″; 5 monitor al plasma 42″; 3 monitor al plasma 50″; 9 videoproiettori DLP; Infrastruttura di rete 1 switch Ethernet con 72 porte 10/100Base-TX e due porte in fibra ottica 1000Base-SX; 3 switch Ethernet con 24 porte 10/100Base-TX e una porta in fibra ottica 1000Base-SX; 1 router ADSL. Sulla base del progetto realizzato dal mio studio, hanno lavorato per la rete informatica e multimediale:Fornitura e installazione dei computer, monitor, rete: Aldebra, Bolzano; Fornitura e installazione impianti audio: Eldomar, Silandro (BZ) Realizzazione e installazione sito intranet, sito Internet e kiosk cartolina elettronica: Meta, Lucca; Realizzazione database multimediale: Daten Unlimited, Schwaz (Austria) Digitalizzazione filmati: Schönegger, Dobbiaco (BZ), MediaTV, Monaco di Baviera, iFactory, Milano, Eldomar, Silandro (BZ).
Orari di apertura 2004 – Touriseum e Giardini
15 marzo – 15 novembre: 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso: 17.30)
15 maggio – 15 settembre: 9.00 – 21.00 (ultimo ingresso: 20.30)
Nessun giorno di riposo Non sono ammessi animali

Touriseum
Via S. Valentino 51 a
I – 39012 Merano
Tel. +39 0473 270172 (Touriseum)
Fax +39 0473 277665 (Touriseum)
Tel. +39 0473 258819 (cassa)
Tel. +39 0473 235730 (Giardini)
Tel. +39 0473 232350 (ristorante)
info@touriseum.it
www.touriseum.it

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