E’ il profumo a spingerci ad agire

SEDERSI sulla poltrona del dentista e sentirsi perfettamente tranquilli: è possibile? Potrebbe diventare presto realtà  grazie a particolari fragranze, diffuse nell’ambiente, che aiutano a rilassarsi.

Una serie di ricerche sta dimostrando che gli stimoli olfattivi possono influire sul comportamento, per esempio riducendo lo stress o aumentando la concentrazione e l’efficienza fisica. Non a caso il Nobel per la fisiologia e la medicina del 2004 è andato a Richard Axel e a Linda Buck per le ricerche compiute sui recettori olfattivi e sui meccanismi della memoria degli odori, quelli, cioè, che permettono di collegarli a determinate situazioni vissute. E anche il marketing non poteva non occuparsi del nostro naso. Se, per esempio, entrando in un albergo o in un negozio ci troviamo immersi in un profumo piacevole, la percezione odorosa si sommerà  ad altri stimoli, rinforzando l’apprezzamento per quei luoghi, che così rimarranno impressi nella memoria: saremo indotti a tornarci.

Gli odori sono effettivamente in grado di modificare i nostri comportamenti: diffusa nell’aria, una certa fragranza fa venire voglia di far colazione e un’altra può spingere al piano bar la sera. Insomma, i profumi giusti possono incrementare l’uso di servizi accessori. Nei negozi si può stimolare il cliente alla visita, se all’ingresso è accolto con una fragranza opportuna. Se nei camerini per uomo e donna le profumazioni sono diverse e scelte accuratamente, di sicuro si invoglierà  all’acquisto.
Funziona anche con i congressi: per dirsi riusciti devono interessare i partecipanti. Se le sale sono pervase da profumi che stimolano pubblico e relatori, l’attenzione sarà  tenuta viva e non si vedranno ciondolare le teste delle persone annoiate. In cinema e teatri, per rendere più verosimili le trame, gli odori possono essere scelti per accompagnare e sottolineare le diverse scene. Del resto gli stilisti sono già  ricorsi a trucchi del genere. Provocatoriamente c’è chi è arrivato a diffondere un sentore di cipolla durante una sfilata per dissacrare l’atmosfera di raffinatezza che regna da sempre nel mondo della moda. Anche le nostre case beneficeranno presto della nuova scienza dei profumi. Se, per esempio, nella cappa aspirante della cucina vengono inseriti “nasi artificiali” in grado di riconoscere le esalazioni sgradevoli, questi effettuano il rilascio controllato di particolari fragranze non appena il “livello” odoroso tocca una determinata soglia. Altri odori, invece, possono servire da repellenti contro gli insetti. Per distribuire i profumi dove e quando si vuole, si stanno testando nuovi sistemi.

Quasi tutti i dispositivi di rilascio controllato dei profumi fanno evaporare la fragranza nell’ambiente nebulizzandola: le goccioline si distribuiscono in un’area vasta. Sfruttando la convezione termica presente naturalmente nell’ambiente, con microventilatori azionabili al momento opportuno, si diffonde la fragranza prescelta in uno spazio circoscritto. Si crea quindi un sistema in equilibrio dinamico continuo, con emissione costante di piccole dosi, che stanno sospese nell’aria più a lungo e all’altezza giusta. In punti distinti di uno stesso ambiente possono anche essere presenti varie profumazioni che non si mescolano tra loro.
Perchè ciò sia possibile il profumo deve essere mischiato con polimeri in grado di interagire nel processo di rilascio della profumazione. In particolare, nei blocchetti a “rilascio controllato” la fragranza si trova dispersa in un solido sotto forma di goccioline microscopiche, che evaporano in tempi diversi. In questo caso, a differenza dei profumi classici, è la costanza la condizione principale. E così psiche e comportamenti possono essere condizionati.

FONTE: La stampa Web, 8 Marzo 2006
Ideaturismo fornisce ai sui clienti la tecnologia e le profumazioni necessarie a tale “imprinting”
 

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